26 settembre 2026

Anastasiya Petryshak, la violinista "cremonese d'adozione": «A Kiev suono per la pace col violino benedetto dal Papa». Questa sera l'esibizione nella capitale ucraina

Anastasiya Petryshak, la violinista ucraina a Cremona fin da ragazzina, questa sera presenterà in prima mondiale al Kyiv Music Fest il nuovo Concerto n.8 per violino e orchestra scritto e dedicato a lei dal maestro Yevhen Stankovych, presso la Filarmonica Nazionale dell’Ucraina, accompagnata dalla Ukrainian National Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Volodymyr Sirenko, alla presenza del compositore. Dunque una Kyiv costantemente sotto l'incubo delle bombe sarà il palcoscencio per questa esibizione dell'artista "cremonese" d'adozione. Infatti Anastasiya Petryshak è nata in Ucraina nel 1994. Già all’età di 8 anni inizia ad esibirsi in pubblico, partecipando e vincendo numerosi concorsi di caratura nazionale e internazionale. Nel 2005 si trasferisce in Italia, a Cremona, per proseguire gli studi di violino, che la portano all’età di appena 15 anni ad essere la più giovane violinista al corso di alto perfezionamento di violino tenuto da M° S. Accardo all’Accademia Internazionale “Walter Stauffer” di Cremona e all’Accademia Chigiana di Siena. Da poco compiuti 17 anni si diploma con il massimo dei voti e lode con la menzione d’onore al Conservatorio di musica di Parma “Arrigo Boito”, in seguito si diploma al corso di alto perfezionamento all’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola.Nel 2015 ottiene la laurea specialistica ad indirizzo interpretativo del Corso di Alta Formazione Artistica e Musicale con il massimo dei voti e lode con la menzione d’onore, nell’Istituto “C. Monteverdi” di Cremona, con M° Laura Gorna.

Adesso vive in Svizzera ma la sua patria è rimasta nel cuore. Nei giorni scorsi è stata intervista, mentre provava a Kyiv, dal quotidiano cattolico Avvenire ed ha risposto alla chiamata mentre attorno risuonava il rumore delle bombe. Così ha dichiarato la violinista ad "Avvenire": "Non è un progetto incentrato sulla guerra. È qualcosa di più profondo: è un ritorno alle mie radici, un viaggio nella memoria e nella mia identità. Dopo oltre vent’anni vissuti in Italia e oggi in Svizzera, sentivo il bisogno di riconnettermi con la mia terra natale attraverso la musica. Il Maestro Stankovych ha scritto questa composizione in condizioni estremamente difficili, nel cuore del conflitto. Proprio per questo questa musica ha un valore ancora più grande. Ho scelto di eseguirla ora, senza aspettare che arrivi un tempo più facile, perché credo che l’arte sia ancora più necessaria nei momenti bui. Per me rappresenta una risposta alla violenza del nostro tempo: non attraverso altre parole di odio, ma attraverso la bellezza e la creazione».

Anastasiya Petryshak userà il violino del liutaio bolognese Roberto Regazzi che Papa Leone ha benedetto dopo il concerto dei primi di agosto a Castelgandolfo con Bocelli. "Le persone sono determinate, sono forti e vanno avanti: nonostante gli altri distruggano loro cercano con ottimismo e coraggio di costruire e portare il bello, perché qui ce n’è bisogno. Le sale da concerto sono piene e il pubblico ha veramente voglia di essere portato altrove con la musica", ha detto Petryshak.

M.S.


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Francesco Capodieci

26 settembre 2026 16:07

Ricordo con nostalgia tanti bei concerti violinistici pomeridiani, fra il 2015 e il 2019, tenuti da Anastasiya Petryshak - e poi anche da Daniele Richiedei - sul balcone della casa nuziale di Antonio Stradivari in corso Garibaldi, per la rassegna SguardoConCorde promossa dal Comune. Una bella iniziativa, che consentiva, a tanti cremonesi di passaggio, di ascoltare - anche solo per pochi minuti - la grande musica di Bach, Vivaldi, Mozart e Paganini. Non capisco perchè non sia stata più ripresa in questi ultimi anni, successivi alla nascita della Fondazione Casa Stradivari.