26 settembre 2026

Domenica 27 in Biblioteca, a vent'anni dalla morte, giornata di studi su Sandro Talamazzini. Nel pomeriggio il suo busto nel viale degli Artisti al cimitero

Domani, domenica 27 settembre cadrà il 20esimo anniversario della scomparsa di Sandro Talamazzini, regista, scrittore, giornalista e poeta cremonese. A 20 anni esatti dalla sua morte, verrà ricordato in biblioteca statale di Cremona in una giornata di studi (dalle 9,30 alle 12,30) sulla sua opera. L'appuntamento è per domenica 27 settembre, nella Sala Conferenze "Virginia Carini Dainotti" in occasione della seconda delle "Giornate Europee del Patrimonio", in cui verrà ricordata la figura del cantore del Po e della gente, maestro d'immagine e sicuramente uno tra i più grandi personaggi della televisione cremonese.

Sandro Talamazzini (1922 - 2006), regista, fotografo, documentarista, giornalista, nonché cultore delle tradizioni popolari, rimane vivo grazie ai suoi racconti e alle sue produzioni cinematografiche, ma non solo. Per l'occasione è stata allestita una mostra bibliografico documentaria ricca di fotografie, documenti e libri che vogliono ripercorrere la sua incredibile carriera e tracciare il percorso di quello che è stato il più grande personaggio della televisione locale cremonese.

Nel corso della giornata di studi dedicata a Talamazzini interverranno la direttrice della Biblioteca Statale di Cremona, Raffaella Barbierato, seguita da Angiola Agarossi, Giovanni Maria Biondi, Elena Mosconi, Gualtiero Nicolini e dei figli di Talamazzini, Chiara e Damiano: gli interventi porteranno a sottolineare il suo neorealismo, la rilevanza dei suoi racconti, favole, poesie, monografie, ma anche e soprattutto dei suoi cortometraggi, delle sue foto poetiche, delle riprese televisive del Po, dell' agricoltura e della liuteria. È previsto anche un breve intervento musicale col violoncello del nipote Marco Mauro Moruzzi.

Nel pomeriggio invece alle 15,3O si terrà una breve commemorazione presso il Cimitero Civico nel viale degli artisti accanto al busto di Talamazzini opera di Sandra Piccioni che vedrà brevi interventi dell'autrice dell'opera, seguiti da quelli di Giovanni Maria Biondi, Gualtiero Nicolini e dei due figli ed anche in questo caso seguirà un breve intermezzo musicale al violoncello con Sergio Palmiro Maggi.

 


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commenti


biagio

28 settembre 2026 09:48

«Nella giornata dedicata a Sandro Talamazzini si ricordano giustamente le opere, i cortometraggi, le fotografie, la televisione. Manca però un punto che merita attenzione: il suo metodo. Talamazzini non era soltanto un autore, ma un artigiano dell’immagine. Lavorava con una disciplina che oggi definiremmo “civica”: osservare, documentare, restituire senza forzare il reale. È questo approccio che ha permesso di salvare volti, mestieri, riti e trasformazioni del territorio che altrimenti sarebbero scomparsi senza lasciare traccia.

Un altro elemento poco citato è il rapporto, non sempre semplice, con la provincia. Talamazzini ha raccontato Cremona e il Po con anticipo rispetto alla sensibilità del suo tempo. Oggi lo celebriamo perché ci accorgiamo che quel lavoro non era nostalgia, ma conoscenza. La sua televisione locale non era intrattenimento: era servizio pubblico, nel senso più concreto del termine.

Infine, il lascito più attuale: la lentezza. In un’epoca che consuma immagini senza guardarle, Talamazzini ci ricorda che la lentezza non è un vezzo, ma un metodo per capire. È forse questo il contributo più utile da recuperare oggi.» Biagio