30 luglio 2026

La Luna del Cervo, il suggestivo spettacolo del plenilunio nel nostro cielo la notte scorsa. Il 12 agosto eclissi parziale di Sole, visibile al tramonto

E’ stato davvero suggestivo lo spettacolo che, nel corso della serata, della notte  e fino alle prime luci dell’alba, ha offerto, in tutto il cremonese, la Luna del Cervo. Nome, questo, che ancora una volta fa riferimento alla tradizione nordamericana e, in particolare, alle popolazioni indigene in particolare gli Algonchini, che usavano i cicli della natura per scandire il trascorrere del tempo.

A luglio i cervi maschi vedevano completarsi la crescita delle loro nuove corna: strutture imponenti, robuste e ricoperte ancora da una fitta peluria vellutata. Per le tribù antiche non era solo un dettaglio biologico, ma il simbolo pratico della maturazione avvenuta. Questo processo è ben visibile in estate e ha ispirato il nome che viene attribuito alla luna piena di questo periodo. Il plenilunio del 29 luglio è stato perfettamente visibile ad occhio nudo. Il momento migliore per ammirarla è stato ovviamente al suo sorgere, poco dopo il tramonto del sole, volgendo lo sguardo verso l’orizzonte orientale, ma anche all’alba, prima del tramonto a ovest.

Nel sapere popolare e nei precetti dell’agricoltura biodinamica, il ciclo lunare è considerato un fattore determinante per il successo delle colture. Secondo queste teorie, la luna crescente favorirebbe lo sviluppo della parte aerea della pianta (foglie, fiori, frutti), mentre la luna calante spingerebbe le energie verso il basso, risultando ideale per le radici e le potature. Il plenilunio, in particolare, viene spesso visto come un momento di massima vitalità o, al contrario, come una fase critica in cui evitare determinati lavori nei campi. È un impianto culturale profondamente radicato, che ancora oggi guida le scelte di molti agricoltori e hobbisti che si affidano agli almanacchi.

Per quanto riguarda i dettami della scienza, ecco che quando si cerca un rapporto di causa-effetto misurabile e riproducibile, le prove a sostegno dell’influenza lunare svaniscono. Una rigorosa review pubblicata sulla rivista scientifica Agronomy nel 2020, firmata dai ricercatori Olga Mayoral, J. Solbes, J. Cantó e T. Pina, ha analizzato a fondo la questione, arrivando a una conclusione netta: non esiste una prova scientifica affidabile che colleghi in modo causale le fasi lunari alla fisiologia delle piante o alla resa agricola. Le monografie di biologia vegetale non stabiliscono alcuna relazione solida tra la luna e la crescita delle colture. Al contrario, la review invita esplicitamente a trattare con spirito critico le idee pseudoscientifiche sull’influenza lunare in agricoltura. 

Ora, “archiviata” la Luna Piena del Cervo, ecco che tra pochi giorni, sarà la volta di un altro spettacolare appuntamento. Il 12 agosto infatti sarà possibile osservare il disco solare interamente oscurato dalla Luna lungo un arco sottile che attraversa la Groenlandia, lambisce l’estremità occidentale dell’Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari. In Italia, l’eclissi sarà visibile solo in forma parziale: le regioni del nord-ovest e la Sardegna sono tra le località più favorite. Sarà un’eclissi relativamente breve, con la fase di totalità che durerà tra un minuto e mezzo e due minuti, quando il Sole sarà vicino al tramonto. Inizierà alle 19.30 e terminerà indicativamente tra le 20.40 e le 20.45. Proprio a causa della prossimità all’orario del tramonto, il fenomeno interesserà il Sole quando questo sarà già molto basso sull’orizzonte: pertanto, per aumentare la probabilità di riuscire ad ammirare il fenomeno, sarà importante recarsi in luoghi con l’orizzonte ovest molto basso, che dalle nostre parti abbondano. 

Eremita del Po

Paolo Panni


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