Sequestro di persona, violenze e minacce di morte: nove cittadini indiani indagati, uno di loro residente a Trigolo. Le indagini scattate a gennaio
C'è anche un cittadino indiano residente a Trigolo tra i nove arrestati, tutti di nazionalità indiana, con l'accusa di sequestro di persona, percosse e minacce di morte verso un uomo per costringerlo a consegnare denaro. Il tutto sarebbe successo tra diverse province e le violenze sarebbero state filmate come ulteriore ricatto verso la vittima.
Otto degli uomini arrestati sono stati trasferiti in carcere mentre per uno di essi sono scattati i domiciliari: l'indagine si è dunque conclusa con l'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Brescia ed eseguita nella mattinata di oggi. L'inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura, era iniziata lo scorso gennaio in concomitanza con l'arresto di 3 dei soggetti indagati che, il 9 gennaio, avevano obbligato due connazionali (un uomo e sua madre) a prelevare 6000 euro in contanti presso uno sportello della Posta di Ghedi, sotto la minaccia delle armi che avevano in pugno. In
In quell'occasione l'intrvento di agenti presenti in loco aveva permesso di arrestare i tre indiani e da lì erano partite dunque le indagini che hanno permsso di ricostruire, attraverso l'analisi dei cellulari, dei tabulati, dei canali social e con intercettazioni, la vera portata della rete, che non si limitava all'episodio della posta.
Da quanto emerso infatti, l'uomo costretto a prelevare i 6000 euro era già stato vittima di pesanti violenze: sequestrato e incappucciato, era stato condotto in una cascina di Rovigo dove era stata oggetto di pesanti violenze e vessazioni, tutte filmate dai suoi aguzzini. In quell'occasione era stato derubato dei contanti che aveva con sè e delle carte di credito, oltre ad essere costretto a fare un bonifico. Tutto ciò mentre veniva tenuto in ostaggio, per essere poi trasferito di nuovo in un'altra località nel reggiano, dove era stato trattenuto per alcuni giorni e di nuovo sottoposto a violenze, che venivano filmate ed i video usati come minaccia: se la vittima non avesse pagato, sarebbero stati divulgati.
Stamattina la notizia dell'arresto dei 9 soggetti coinvolti nelle violenze e nell'estorsione. Uno degli indagati, già arrestato a gennaio, era stato trovato in possesso di materiale pedopornografico, motivo per il quale era già destinatario di una misura cautelare. Cinque dei nove indagati inoltre sono gravemente indiziati di aver porto abusivo in luogo pubblico di pistole semiautomatiche e relativo munizionamento.
L'operazione ha visto in campo per l’esecuzione delle misure cautelari e delle perquisizioni delegate il supporto fondamentale del personale delle Squadre Mobili di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, insieme agli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine e alle Unità cinofile antiesplosivo.
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commenti
Alessandro
30 settembre 2026 10:44
Fare pagare pena se effettivamente risulteranno colpevoli, e poi un bel volo di ritorno a casa loro.