30 settembre 2026

Giornate d'autunno FAI: sabato e domenica 10 e 11 ottobre sarà possibile visitare l'ex chiesa di S. Vitale, Palazzo Manna, l'ex Caserma la Marmora e l'ex Politeama Verdi

Il weekend del 10 e 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI di Autunno: a Cremona si apriranno le porte di alcuni spazi di grande valore storico, artistico e culturale, offrendo l’opportunità di conoscere luoghi normalmente non accessibili e sostenere il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS nella sua attività di tutela e valorizzazione di importanti luoghi facenti parte del nostro patrimonio culturale.

Il percorso prevede la visita dell’ex chiesa di San Vitale, di proprietà della Provincia di Cremona, che conserva rare testimonianze pittoriche del tardo Trecento cremonese. A Palazzo Manna, invece, sarà possibile entrare negli ambienti della Società Filarmonica Ruggero Manna e nel raffinato appartamento del piano nobile dove, tra dipinti, arredi e decorazioni, saranno visibili anche gli interventi di Giuseppe Manfredini e Giovan Angelo Borroni, preziose testimonianze della storia artistica dell’edificio.

Grande novità è l’apertura dell’ex Caserma La Marmora, rimasta chiusa per decenni, acquistata da AEM Azienda Energetica Municipale S.p.A di Cremona e pronta a svelare al pubblico la propria storia. Un racconto che affonda le radici nel Cinquecento, quando qui venne trasferito il primo seminario della città. Particolarmente attesa è anche l’apertura dell’ex Teatro Politeama Verdi, recentemente acquistato dalla Fondazione Stauffer e destinato a una nuova importante funzione. L’antico teatro diventerà infatti la futura “casa dei liutai”, uno spazio gestito dal Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” di Cremona dedicato alla liuteria contemporanea cremonese e anche ad altre forme di arte e cultura (leggi qui). 

Si tratta quindi di un itinerario con importanti novità, che attraversa secoli di storia, arte, musica e tradizione, mettendo in luce patrimoni diversi ma profondamente legati all’identità cittadina. Tutte le aperture sono senza prenotazione: ai partecipanti verrà suggerito un contributo di partecipazione a partire da € 3,00 e la possibilità di iscriversi al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS in modo da supportare la Fondazione nella gestione e nell’apertura al pubblico dei suoi beni.

Le Giornate FAI di Autunno sono la manifestazione di punta del FAI e sono finalizzate a stimolare la collettività alla conoscenza del patrimonio culturale italiano (e della sua fragilità) e, attraverso la raccolta fondi, a chiedere il supporto di tutti in modo da proseguire la costante attività di tutela e valorizzazione che, dal 1975, ha consentito alla Fondazione di sottrarre al degrado luoghi importantissimi come il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento o il Bosco di San Francesco ad Assisi, consentendone la pubblica fruizione.

Per questa edizione si ringraziano: 

Provincia di Cremona, Comune di Cremona (patrocinio), Fondazione Stauffer, Consorzio Liutai “Antonio Stradivari”, Azienda Energetica Municipale S.p.A di Cremona, Società Filarmonica Ruggero Manna di Cremona, Studio Laviani, arch. Ferruccio Laviani, Protezione civile, Liceo Ginnasio Statale “D. Manin” di Cremona 

Per qualsiasi informazione scrivere a cremona@delegazionefai.fondoambiente.it 

INFORMAZIONI e ORARI DI APERTURA 

  • Ex Chiesa di San Vitale - Cremona, Piazza Sant'Angelo, 1 / SAB e DOM h 10:00-18:00 (ultimo ingresso h 17:40)
  • Palazzo Manna - Cremona, via Tribunali, 8 / SAB e DOM h 10:00-18:00 (ultimo ingresso h 17:45)
  • Ex Caserma La Marmora - Cremona, Via Villa Glori, 10 / SAB e DOM h 10:00-18:00 (ultimo ingresso h 17:45)
  • Ex Teatro Politeama Verdi - Cremona, Via Cesare Battisti, 5 / SAB e DOM h 10:00-18:00 (ultimo ingresso h 17:45). Per l’accesso al sito si raccomanda l’uso di calzature comode 

BREVI INFORMAZIONI STORICHE SULLE APERTURE

EX CHIESA DI SAN VITALE

L'ex chiesa dei Santi Vitale e Geroldo, eretta nel 646 dalla famiglia Ribaldi, è citata per la prima volta in un documento del 1088. Successivamente fu totalmente distrutta dall'incendio appiccato da Andrea Visconti nel 1113, che vide coinvolte anche altre chiese collocate al di fuori delle antiche mura romane. Una volta ricostruita, l'impianto fu portato alle attuali dimensioni: la navata centrale fu affiancata da due laterali più basse, terminanti in due brevi absidiole, con conseguente adeguamento della facciata. Nel ‘300 l'edificio fu ridotto in forme gotiche, ma sono poche le tracce rimaste di questa trasformazione. L'abside fu leggermente innalzata ed ingrandita con articolazione pentagonale e pilastri di rinforzo agli angoli. 

La chiesa, adibita a parrocchia fino al 1561, fu affidata successivamente ai Chierici Regolari della Congregazione Somasca per l'educazione degli orfani. Tale comunità religiosa modificò l'edificio nelle attuali linee rinascimentali. Modeste manomissioni furono apportate successivamente, specie nel Settecento, senza alterare le strutture esistenti. Risalenti a quell'epoca, infatti, sono la copertura del soffitto voltata a botte, con profonde unghie ed archi traversi nella navata centrale, l'abbassamento delle navate laterali e l'inserimento delle serliane con lesene tra i pilastri, raccordate a uguali strutture nelle navicelle laterali. Sempre di questo periodo sono la decorazione e la modanatura. L'intervento pittorico nella chiesa andò a coprire l'originario ciclo di affreschi, che si colloca tra la seconda metà del Trecento e la prima metà del Quattrocento. La Provincia di Cremona, dopo l'acquisto del 1974, ha provveduto al restauro completo dell'edificio, adibendolo a sala pubblica per conferenze e piccoli concerti.

Cosa scoprirete durante le GIORNATE FAI? In occasione delle Giornate FAI di Autunno si potrà accedere eccezionalmente al complesso, conoscere la storia di una delle più antiche chiese cittadine e apprezzare le rare testimonianze pittoriche tardo-trecentesche ancora conservate.

PALAZZO MANNA

L'area in cui sorge il palazzo ha da sempre costituito sede privilegiata di insediamenti romani, in particolare di ville che dispiegavano i propri giardini sui terrazzamenti del fiume Po che qui scorreva. L'edificio è il risultato di interventi architettonici stratificatisi nel tempo, che hanno trasformato diversi fabbricati contigui di origine medievale e rinascimentale in un grande edificio nobiliare. I lavori effettuati tra XVIII e XIX secolo hanno completamente mutato l'assetto del piano nobile e il prospetto sull'attuale corso Vittorio Emanuele mentre il volume massiccio e i laterizi a vista degli affacci sulle altre vie sono testimonianza delle modifiche seicentesche apportate per volontà dei Manna, a quell'epoca proprietari del complesso. Verso via Tribunali e via Manna l'esterno del palazzo presenta una muratura di laterizio a vista in cui si riconoscono caratteri codificati nel XVII secolo dall'architetto cremonese Alessandro Capra. Il fronte verso corso Vittorio Emanuele è la risultanza della riforma ottocentesca iniziata su progetto di Luigi Voghera e conclusa più tardi da Vincenzo Marchetti. L'apparato decorativo racconta la lunga storia dell'immobile. In un ambiente del cortile, i fregi parietali e il soffitto a tavolette policrome con animali e stemmi di pertinenza della famiglia Pescaroli, sono testimonianza dell'antica abitazione rinascimentale inglobata nel XVI secolo nel complesso voluto dai Manna. Di grande rilievo è l'appartamento del piano nobile dove si ritrovano interventi pittorici di Giovan Angelo Borroni, Giuseppe Manfredini e Giuseppe Diotti.

Cosa scoprirete durante le GIORNATE FAI? L'apertura durante le Giornate FAI permette di seguire l'evoluzione storica del palazzo e la sua stratificazione architettonica dal XV al XIX secolo. La visita comprende l'accesso ai prestigiosi locali del piano terreno, attualmente occupati dalla Società Filarmonica Ruggero Manna e in cui sono custoditi importanti strumenti musicali e, attraverso lo scalone monumentale, il raggiungimento dell'appartamento nobiliare del primo piano, dove i restauri hanno riportato alla luce un brano pittorico assegnato a Giovan Angelo Borroni e restituito leggibilità alle decorazioni di Giuseppe Diotti e Giuseppe Manfredini. 

EX CASERMA LA MARMORA

Le origini del complesso risalgono alla fine del '500, quando fu istituito il Seminario Maggiore della diocesi di Cremona. Nel 1592 il vescovo Speciano promosse un'importante ristrutturazione, affidata all'architetto Francesco Laurenzi, cui seguirono nei secoli successivi ulteriori ampliamenti e acquisizioni di edifici circostanti. Tra Seicento e Ottocento il Seminario crebbe progressivamente, raggiungendo una struttura articolata in più cortili e ambienti destinati alla formazione dei chierici. Nel 1884, a causa delle mutate esigenze della diocesi e dell'Amministrazione Militare, il complesso fu venduto e trasformato in caserma. Tra il 1947 e il 1967 ospitò profughi provenienti dai territori dalmati e istriani e, in seguito, fu progressivamente dismesso e in parte destinato ad altri usi.

Il complesso presenta un impianto articolato, sviluppatosi attraverso successive fasi costruttive, organizzato attorno a due chiostri e a un cortile interno. La manica principale, distribuita su tre piani oltre al piano interrato, conserva porticati, loggiati con archetti binati e ambienti caratterizzati da volte a padiglione e a botte, in parte decorate. Particolarmente significativi sono i grandi saloni del piano terra, che conservano ancora tracce pittoriche ottocentesche, e quelli al piano superiore, in parte destinati alla chiesa e all'oratorio, e una cappella sormontata da una cupola ellissoidale. L'assetto attuale è il risultato delle trasformazioni succedutesi nel tempo, comprese quelle legate alla conversione del Seminario in caserma.

Cosa scoprirete durante le GIORNATE FAI? In occasione delle Giornate FAI di Autunno sarà possibile accedere eccezionalmente al complesso, recentemente acquisito da AEM Azienda Energetica Municipale S.p.A di Cremona. Ci si potrà affacciare ai due chiostri e visitare i grandi saloni sia al piano terreno che al piano superiore, rimasti inaccessibili per oltre 50 anni. Sarà un'occasione imperdibile per conoscere una storia tanto importante quanto dimenticata del patrimonio culturale cremonese.

EX TEATRO POLITEAMA VERDI

Nato sulle ceneri del Teatro Ricci, distrutto da un incendio nel 1896, il Politeama viene inaugurato il 6 gennaio 1898 con la Bohème di Puccini. Progettato da Achille Sfondrini, ha rappresentato per decenni un vivace e poliedrico punto di riferimento per la lirica, la prosa, il circo e il cinema, ospitando artisti come Wanda Osiris e Ugo Tognazzi. La sua storia ufficiale termina nel 1969, anno in cui viene chiuso per ragioni di sicurezza e, in seguito, abbandonato.

Ispirato alla tipologia del politeama, variante del teatro all'italiana pensata per accogliere un vasto pubblico popolare, l'edificio unisce l'elegante tradizione ottocentesca a strutture d'avanguardia. La sala principale mantiene la classica pianta a ferro di cavallo, cinta da una struttura in ghisa che sostiene due gallerie e un loggione. Il tratto architettonico e urbano più distintivo è la grande cupola metallica, con costoloni reticolari e manto in piombo, che si erge sull'edificio, individuandosi come segno iconico nella trama cittadina. Gli interni mostrano l'impronta decorativa dello scultore cremonese Vincenzo Guindani, attraverso quanto rimane di cariatidi, erme alate e articolate modanature in stucco. Accanto a questi elementi storici si scorgono tuttavia i segni brutali dei decenni di incuria: strutture in cemento inserite negli ultimi anni e stratificazioni impietose che ne hanno profondamente alterato l'aspetto visivo.

Cosa scoprirete durante le GIORNATE FAI? In occasione delle Giornate FAI i visitatori avranno l'opportunità unica di varcare la soglia di un luogo simbolo rimasto inaccessibile per quasi sessant'anni, scoprendolo in un momento cruciale di passaggio. Il Politeama si presenta oggi come una suggestiva "cattedrale sconsacrata", in attesa del cantiere di recupero curato dalla Fondazione Stauffer su progetto dell'architetto Angelo Micheli. Lungo il percorso si potrà ammirare il magnifico e luminoso “vuoto architettonico” dominato dalla cupola metallica. Si osserveranno le decorazioni superstiti e gli affreschi di Guindani, i telamoni accanto al palcoscenico e la complessa impalcatura che attualmente li protegge. La visita permetterà di cogliere dal vivo il contrasto tra l'eleganza ottocentesca e la brutalità delle successive colate di cemento. L'itinerario racconterà infine la sfida dell’intervento di restauro e la sua futura destinazione d’uso: una “casa dei liutai” gestita dal Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” di Cremona e dedicata non solo alla liuteria contemporanea cremonese ma anche ad altre forme di arte e cultura. 


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