7 aprile 2026

Lo stemma araldico del Torrazzo ritrova i suoi colori: al via il restauro. Messa in sicurezza, pulizia anche con il laser e consolidamento di pietre e marmi

Un intervento meticoloso per restituire leggibilità e splendore a uno dei simboli più amati della città. Nella mattinata di oggi, 7 aprile, sono iniziate le operazioni di manutenzione straordinaria e restauro dello stemma comunale lapideo della Città di Cremona situato sulla parte inferiore del Torrazzo e affacciato su Piazza del Comune.

L'intervento, promosso dalla Diocesi di Cremona e affidato alla ditta specializzata ConservArt s.r.l. sotto la direzione dell'architetto Fabio Bosio, si è reso necessario per contrastare il naturale degrado causato dall'esposizione secolare agli agenti atmosferici.

Incastonato nella tessitura medievale del Torrazzo lo stemma rappresenta la città fin dal XIV secolo. La relazione tecnica mette in luce che per riprodurre i colori araldici della città gli antichi maestri scelsero di affidarsi alla varietà cromatica delle rocce: il rosso verona per la fascia orizzontale (questa pietra è molto presente anche nei pavimenti della Cattedrale e nei Leoni stilofori agli ingressi), il marmo bianco di Carrara per le sezioni argentee, un marmo bianco dorato per la cornice finemente lavorata e una pietra calcarea più tenera per la ricca ghirlanda di fiori e frutti che avvolge lo scudo.

Il restauro si articolerà in diverse fasi delicate che uniscono la sapienza artigiana alle più moderne tecnologie. Dopo una prima messa in sicurezza degli elementi a rischio di instabilità e una pulizia preliminare per rimuovere depositi organici e incrostazioni, i restauratori valuteranno l'impiego della tecnologia laser. Questo strumento permetterà di eliminare gli annerimenti più profondi rispettando rigorosamente la patina originale di invecchiamento, che funge da protezione naturale della pietra. Seguirà poi un attento consolidamento delle superfici attraverso l'uso di silicati e resine specifiche.

L'operazione sarà completata da una meticolosa revisione delle protezioni in rame e da stuccature eseguite con malte a base di calce e polvere di marmo, formulate appositamente per armonizzarsi con le tonalità originali e impedire all'acqua piovana di infiltrarsi nuovamente.

Il cantiere è stato studiato per non interferire con la vita della piazza e con le attività del Museo Verticale: il Torrazzo resterà infatti pienamente visitabile per tutta la durata dei lavori, la cui conclusione è prevista nell'arco di alcune settimane.

Questo importante tassello di cura del patrimonio è reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, che ha garantito la copertura finanziaria tramite l'assegnazione di un contributo extra bando a progetto di utilità sociale, a valere sul Fondo Gentilina Cella. Grazie a questa sinergia tra istituzioni il simbolo della comunità cremonese potrà tornare a dialogare con la sua piazza, protetto da trattamenti antibatterici e consolidanti che ne garantiranno la conservazione per le generazioni future.


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commenti


Michele de Crecchio

8 aprile 2026 22:16

Tra le molte e singolari discussioni concernenti la gestione dei principali monumenti cittadini alle quali mi capitò, nel corso della mia lunga attività di amministratore cittadino, di assistere, ricordo una breve, ma singolare e divertente, discussione sviluppata sul finire degli anni settanta tra monsignor Franco Voltini (responsabile per la curia vescovile della gestione dei beni artistici e monumentali), il Sindaco Emilio Zanoni e l'Assessore Giuseppe Carletti (competente al bilancio comunale). Ammirando lo stemma comunale, tanto solidamente incastrato nella muratura della massima torre cittadina, Zanoni sorprese i presenti avanzando la innovativa convinzione che tale presenza fosse importante indizio a favore della innovativa ipotesi che l'immobile dovesse considerarsi di proprietà comunale. L'assessore comunale al Bilancio Giuseppe Carletti, cogliendo al volo le pesanti conseguenze che l'accoglimento di tale ipotesi avrebbe potuto determinare sulla gestione delle finanze comunali, si affrettò a ricordare che il Torrazzo, pur utilizzato anche per alcuni scopi di utilità generale (segnalazione dello scorrere del tempo e controllo visivo del traffico convergente sulla città), era sorto essenzialmente come pertinenza funzionale e rituale della cattedrale cittadina.