31 agosto 2026

Operazione di messa in sicurezza della torre civica, stamattina in azione la squadra del SAF dei Vigili del Fuoco per rimuovere la trave e le parti danneggiate. Oggi e domani interventi al Duomo

Tutti con gli occhi verso l'alto stamattina tra piazza Stradivari e piazza del Comune: in azione una squadra di Vigli del Fuoco del SAF (nucleo Speleo-Alpino-Fluviale), cinque uomini che sono saliti sulla Torre Civica per mettere in sicurezza la parte danneggiata dal vento pe rimuovere la grossa trave e verificare la stabilità degli altri elementi architettonici. A dirigere le operazioni della squadra, il comandante provinciale Pier Nicola Dadone, che ha spiegato le diverse fasi degli interventi che a partire da stamattina, interesseranno prima la Torre Civica e sucessivamente, tra oggi pomeriggio e domani mattina, la copertura della Cattedrale e la rimozione delle parti della torretta danneggiate.

"Questa mattina lavoriamo sulla Torre Civica. L'intervento sarà ad opera dal personale nostro, SAF, il personale specializzato per lavorare in altezza con le imbragature, con le funi. La squadra è composta dagli uomini del comando di Cremona. -spiega Dadone- Il personale SAF salirà in sommità alla torre e lavorerà in sinergia con un'autogru che invece è privata ed è qui presente per supporto, chiamata dal comune. Quindi si provvederà a togliere il materiale che è rimasto sulla torre, che è pericolante. Principalmente c'è una grossa trave di legno e poi ci sono alcuni pilastrini malmessi. Si vedrà quello che è fisso, quello che è mobile, che verrà tolto e portato giù con l'autogru. Quindi l'autogru farà un po' avanti e indietro, il personale da sopra provvederà. Tolto il materiale pericolante e messo in sicurezza le parti stabili, vediamo anche di fare un po' di copertura per eventuali piogge future. L'operazione servirà pertanto alla messa in sicurezza e per le prime opere, per poi preparare l'intervento successivo di sistemazione".

La torre Civica, risalente alla prima del XIII secolo, oggi rimane l'unica testimonianza rimasta del più antico palazzo comunale, al cui posto venne innalzato, nel 1206, su progetto dell'architetto Valerio Tommasino, quello attuale. Sulla sua sommità era presente una cella campanaria con due campane diverse: una piccola destinata alla convocazione del Consiglio comunale e una grande per avvisare di eventuali incendi o per annunciare le condanne. Entrambe venivano fatte suonare a festa nel giorno di Sant'Omobono, patrono della città.

Terminate le operazioni alla torre, la squadra si sposterà successivamente in largo Boccaccino e piazza del Comune per gli interventi di messa in sicurezza della torrettta danneggiata sulla facciata del transetto nord. Qui le operazioni saranno più impegantive dal momento che gli uomini del SAF dovranno lavorare sul tetto del Duomo, in sospensione per non danneggiare la copertura: "In questo caso sarà sempre impiegato il personale SAF nostro, però con un'autoscala che arriva dal comando di Bologna che raggiunge i 42 metri, un'altezza che non riusciamo a garantire con i mezzi di Cremona - spiega ancora Dadone- per lavorare bene abbiamo preferito far venire questa scala da fuori. Praticamente il personale SAF lavorerà dall'autoscala o calandosi dall'autoscala per recuperare il materiale del pinnacolo che è crollato su diversi punti del tetto: ci sono varie colonne in pietra, la cuspide metallica che è pure caduta; quindi si recupereranno le colonne in pietra, le laminiere metalliche e il materiale vario che è finito in parte sul tetto della catedrale, che si è anche un po' sfondato, facendo finire i detriti nel sottotetto, cioè tra il tetto in legno e la volta. Questa per fortuna è rimasta integra, non si è rotta, però intervenire lì è un lavoro un po' più macchinoso, si tratta di recuperare i vari pezzi senza danneggiare il tetto, quindi senza appoggiarcisi sopra: per questo serve l'autoscala, per stare sempre agganciati senza camminare sopra".

Proseguono anche gli interventi sul resto della città, per cui serviranno ancora alcuni giorni di lavoro dalle squadre messe in campo: "A stamattina la conta era di 215 interventi già effettuati e 315 da fare che sono in coda. Quest'ultimo è un numero indicativo, nel senso che può essere che si aggiunga qualche intervento o che magari qualcuno non sia più necessario. Come tipoligia di operazioni, c'è un po' di tutto e non siamo solo noi che stiamo lavorando: c'è anche la protezione civile e l'esercito, secondo accordi presi in prefettura, c'è un coordinamento in maniera tale da suddividerci gli interventi. Diciamo che quando si lavora in altezza, sulle di coperture, sopralluoghi in alto per vedere le parti pericolose, quelli li seguiamo noi mentre lavori tipo il taglio delle piante, li dividiamo tra noi, prefettura, esercito. -conclude Dadone- L'idea di base è quella, poi si vede anche proprio sul posto, a seconda dell'intervento. Stiamo lavorando in questa maniera e quindi per questi 300 interventi ovviamente ci vorrà qualche giorno".

Foto e video di Francesco Sessa Ventura

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Michela Garatti


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