18 maggio 2026

Parata del 2 Giugno, quest'anno lungo il Po. Per gli 80 anni della Festa della Repubblica, nuova location e nuovo programma. Forze armate schierate lungo il fiume, le autorità in nave

Nuova location per festeggiare gli 80 anni della Repubblica: il prossimo 2 giugno infatti, per la prima volta, la parata delle forze armate schierate è in programma non più nelle piazze e nelle vie del centro, ma sul Lungo Po.

Organizzata dalla Prefettura, la parata vedrà le forze armate schierate sfilare sulla ciclabile lungo il Po, nella zona attracco davanti a Tamoil e Bissolati, mentre le autorità seguiranno la parata a bordo della nave che dall'attracco proseguirà sul fiume seguendo i militari; il tutto in programma nel pomeriggio di martedì 2 giugno verso le 18,30, anche se l'orario rimane ancora da confermare, così come sarebbe ancora da conferamre la presenza di maxi schermi per trasmettere la diretta serale dal Quirinale.

Quel che è certo è che in questi giorni è stata fatta una profonda pulizia dell'area della ciclabile che accompagna il Po, sotto i ponti e lungo le scarpate, dove è stata tolta l'erba e sistemati i passaggi pedonali.

Il 2 giugno 1946 gli elettori e, per la prima volta le elettrici cremonesi dettero una preferenza netta alla Repubblica, il 65,2% dei voti (mentre la percentuale nazionale fu del 54,2%): votarono su due schede: su una comparivano i simboli dei partiti per eleggere i membri della Assemblea Costituente, sull’altra si sceglieva tra il simbolo della Monarchia e quello della Repubblica. .

La scelta repubblicana ebbe qui 144.808 voti; per contro la Monarchia ebbe 77.192 voti, pari al 34,7%, poco più della metà della Repubblica. Non dissimile il risultato complessivo del Collegio Mantova - Cremona: 304.275 contro 148.853.  Ancora più netto il risultato nella città di Cremona, dove la Repubblica conseguì 29.843 voti (70,2%) contro 12.645 (29,8%). Infatti Cremona ebbe la più alta percentuale pro Repubblica tra le città capoluogo della Lombardia (e si collocò diciottesima tra le città d’Italia). Anche a Crema la Repubblica raggiunge un ottimo 67%. Il Comune con la più alta percentuale repubblicana fu Bonemerse con l’88%. Montodine e Casaletto Ceredano (alla pari) sono invece i Comuni in cui prevalse la monarchia con la percentuale più alta: 64%. La vittoria venne celebrata con una festa affollatissima in Piazza del Comune, alla presenza del Sindaco Luigi Rossini.

Particolarmente calde furono le settimane che precedettero il voto, con posizioni contrastanti e divergenti, come la posizione della Chiesa con la pastorale della Quaresima del vescovo Giovanni Cazzani in cui si riconosceva la necessità di opporsi “con tutte le forze al laicismo di Stato, alle dottrine di Marx e di Lenin, al divorzio, a chi nega il diritto della famiglia cristiana nella scuola” mantenendo un atteggiamento neutrale nei confronti della scelta tra repubblica e monarchia; il congresso del partito liberale del 3 maggio aveva approvato la mozione filo-monarchica e anche all'interno della Dc vi fu un confronto ed un travaglio sulla scelta tra Repubblica e Monarchia; Giuseppe Cappi, uno dei massimi rappresentanti della DC cremonese e dirigente di livello nazionale, dichiara “la Repubblica è per mio conto preferibile“, essa però dovrà garantire le “libertà democratiche, di pensiero, di parola, di stampa, di associazione, di culto, di voto, di insegnamento, di proprietà , di successione ereditaria”. Nettamente convinte della scelta repubblicana si mostrarono l’area giovanile, quella derivante dal filone delle “leghe bianche”, delle Fiamme verdi e del sindacalismo. 

 

Michela Garatti


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