Santa Maria Maddalena gremita per tre serate di grande musica: successo a Cremona per l’integrale bachiana del violinista Gregor Reinberg firmata MAGMA APS
C’è chi per essere felice decide di scalare tutti gli ottomila e c’è chi invece si mette in testa di eseguire tutte le Sonate e Partite di Johann Sebastian Bach. Ma non una per volta, nel tempo lungo delle diverse stagioni della propria esistenza: l’impavido esecutore affronta le impervie pagine proprio tutte di seguito, in una sorta di maratona musicale, sera dopo sera, sprezzante dell’immane fatica, fino all’ultima, necessaria, nota.
Questo ambizioso progetto è stato compiuto a Cremona, grazie all’impegno dell’associazione culturale MAGMA APS, in collaborazione con il Touring Club di Cremona e la Diocesi di Cremona. Un’iniziativa che si è distinta per la sua profondità e per aver riaffermato un principio fondamentale in una città come Cremona: la promozione della liuteria non dovrebbe mai limitarsi alla promozione del violino come mero prodotto. Al contrario, il violino è un simbolo che vive e respira attraverso la musica che viene suonata, i musicisti che la rendono viva e i luoghi che si animano grazie a questa simbiosi tra suono e ascolto.
MAGMA APS ha incarnato questa visione in modo esemplare, proprio in coincidenza con lo stesso giorno in cui la professoressa Anna Lucia Maramotti Politi, presidente della sezione cremonese di Italia Nostra, esponeva con grande lucidità questo concetto in occasione di un interessante convegno sui pericoli dell’overtourism (inspiegabilmente disertato dagli attori istituzionali del settore locali). L’evento musicale proposto da MAGMA, da un’idea di Martin Horvat, ha dimostrato una progettazione culturale robusta, capace di intrecciare prassi e teoria, liuteria e musica, ricerca e fruizione. In una città che vanta una tradizione liutaria insuperabile e unica al mondo, la proposta dell’integrale delle Sonate e Partite di Bach non dovrebbe essere un’eccezione, ma una consuetudine: un appuntamento regolare che veda come protagonisti interpreti di alto calibro, offrendo così sia al pubblico locale che ai visitatori l’opportunità di immergersi in questi capolavori, potendo anche confrontare nel tempo le diverse interpretazioni
Gregor Reinberg, eccellente interprete viennese, ha offerto al pubblico attentissimo e sempre numeroso in tutte e tre le serate un’esperienza quasi religiosa. Sera dopo sera, in un silenzio quasi irreale, Reinberg ha letteralmente attraversato Bach, senza mai affermare il proprio ego interpretativo, ma piuttosto accendendo una luce sulla musica stessa, lasciando che fosse l’architettura sonora e spirituale delle Sonate e Partite a emergere con assoluta evidenza. La sua è stata una lettura chiarissima, priva di infingimenti, di manierismi o di qualsiasi compiacimento virtuosistico: un Bach scavato dall’interno, restituito con rigore, lucidità e profonda tensione espressiva.
A rendere ancora più intensa questa immersione è stato anche il suono del violino costruito appositamente per lui dal liutaio Martin Horvat, strumento nato da un fecondo dialogo tra interprete e artigiano e realizzato secondo precise indicazioni dello stesso Reinberg. Un violino dalle dimensioni inconsuete, dal timbro nitido, penetrante e insieme profondamente umano, congegnato dal liutaio viennese – con calcoli matematici pensati ad hoc per rispondere alla sfida della variazione di misure – per sostenere la complessità polifonica bachiana senza mai perdere consistenza.
Lo stesso Horvat, all’inizio di ognuna delle tre serate, ha inoltre introdotto il pubblico, con eloquio chiaro e divulgativo, a inedite e affascinati teorie musicologiche, ispirate ai lavori della musicologa tedesca Helga Thöne, e a riflessioni interpretative sulle quali si è sviluppata l’esecuzione, offrendo chiavi di ascolto preziose e contribuendo a creare un raro equilibrio tra approfondimento teorico ed esperienza viva del concerto. In questo modo l’intero progetto ha assunto la forma di un autentico percorso culturale e spirituale, nel quale ricerca, liuteria e interpretazione si sono fuse in un unico grande racconto musicale.
Un’esecuzione che ha scavato nell’essenza di Bach, trasportando gli ascoltatori in un percorso musicale di rara intensità e bellezza; una festa, sia per i musicisti, gli studenti e i liutai – addetti ai lavori, mai sazi di celebrare la loro religione laica – che per tutti coloro che ancora apprezzano la qualità; un evento che ha dimostrato come la grande musica, quando è affrontata con così grande umiltà, dedizione e consapevolezza, trascenda il mero consumo per diventare un rito collettivo.
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