Passerella VenTo sull'Adda, bocciato il piano di rimozione: a cinque mesi dal crollo resta il sequestro della Procura
A quasi cinque mesi dal crollo della passerella ciclopedonale della ciclovia VenTo sull'Adda, tra Crotta d'Adda e Maccastorna, la vicenda resta ferma. Il progetto predisposto per la rimozione della struttura collassata sarebbe infatti stato respinto e, al momento, non esiste ancora un piano autorizzato che consenta di avviare le operazioni di recupero.
L'area continua a essere sottoposta a sequestro probatorio disposto dalla Procura della Repubblica di Lodi, che ha affidato la custodia del sito alla Provincia di Lodi. Secondo quanto trapela, il nodo riguarda le modalità tecniche individuate per la rimozione della passerella. L'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPo), responsabile della realizzazione dell'opera, ha effettuato numerosi sopralluoghi, anche con gli altri enti coinvolti, predisponendo e successivamente modificando più volte il progetto di recupero.
Le soluzioni presentate, tuttavia, non avrebbero ancora soddisfatto le prescrizioni richieste dalla Procura, che non ha quindi autorizzato l'accesso all'area sequestrata. Di conseguenza i tronconi della passerella restano nell'alveo dell'Adda e il tratto interessato continua a essere interdetto alla navigazione.
La vicenda aveva avuto inizio il 13 febbraio scorso, quando la passerella ciclopedonale, ancora in fase di costruzione e mai aperta al pubblico perché in attesa dei collaudi, era improvvisamente collassata precipitando nel fiume. La struttura, agganciata al ponte della Strada Provinciale 196 tra Crotta d'Adda e Maccastorna, faceva parte della ciclovia VenTo, il percorso di oltre 700 chilometri destinato a collegare Torino e Venezia.
La situazione si era aggravata tre giorni dopo, il 16 febbraio, quando un secondo troncone della passerella era crollato sul lato cremonese, nel territorio di Crotta d'Adda. A seguito del nuovo cedimento, la Procura di Lodi aveva aperto un'inchiesta e disposto il sequestro dell'intera area.
Il 19 febbraio si era verificato un terzo crollo: un'altra campata aveva ceduto sotto il proprio peso, finendo in parte nell'Adda e in parte sul terrapieno della sponda cremonese. Dopo il susseguirsi dei cedimenti, aveva iniziato a prendere consistenza l'ipotesi di smantellare completamente la passerella e riprogettarla.
L'opera, finanziata da Regione Lombardia con un investimento di circa quattro milioni di euro e realizzata da AIPo, era destinata a completare il collegamento ciclopedonale tra le province di Cremona e Lodi. Già nei giorni successivi ai crolli non erano mancate le polemiche. Il sindaco di Crotta d'Adda, Sebastiano Baroni, aveva sostenuto che le criticità della struttura fossero visibili già durante il cantiere, chiedendo di demolire l'opera e ripartire con un nuovo progetto.
A oggi, però, la priorità resta la rimozione dei resti della passerella. Finché non verrà approvato un piano conforme alle richieste della Procura, il relitto continuerà a occupare il letto del fiume, con il tratto dell'Adda ancora chiuso alla navigazione e una vicenda che, a cinque mesi dal primo cedimento, non ha ancora trovato una soluzione.
foto di Francesco Sessa Ventura
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