2 luglio 2026

Picenengo, i cittadini tornano a dire no al progetto Cardaminopsis: "Opera inutile, dannosa per ambiente e commercio". Chieste le compensazioni

Il Comitato dei cittadini di Picenengo torna a esprimere la propria contrarietà al progetto del nuovo centro commerciale Tosano, criticando l'operato dell'Amministrazione comunale e degli enti coinvolti. In una nota, il Comitato lamenta la mancanza di risposte concrete alle proprie osservazioni e ribadisce le preoccupazioni per gli impatti sul commercio, sul traffico, sull'ambiente e sulla qualità della vita dei residenti.

"Il Comitato di Picenengo ha scelto sin dall’inizio di rapportarsi in modo costruttivo e franco con il proprio Comune riconoscendolo come Ente di riferimento in grado di interpretare gli interessi della collettività.

A parte una effettiva disponibilità all’ascolto, il Comune non si è dimostrato farsi carico delle istanze dei cittadini e duole constatare che restino inevase molte domande o che le risposte siano insufficienti.

Stante il diritto del proprietario e proponente del progetto di esercitare il proprio diritto a costruire, diritto concesso dal Comune per una utilità pubblica definita quasi trent’anni or sono, in un quadro ambientale, commerciale e del traffico del tutto diverso, la prima questione irrisolta è stabilire quale utilità derivi dall’apertura di un nuovo centro commerciale, dove già ne esistono altri tre e sono presenti sei alimentari di medie e grandi dimensioni, oltre a tanti altri negozi specializzati nell’elettronica, nello sport, nell’arredamento, nel bricolage, nella ristorazione, in una prospettive future dove le forme del commercio si evolvono, mentre gli acquisti si spostano sempre più verso il commercio on-line.

La seconda domanda è quale sia il valore aggiunto che potrà portare il gruppo Tosano nel panorama del commercio a Cremona, un gruppo molto agguerrito sul fronte dei prezzi che presenta una ridondanza di prodotti sui propri scaffali. Nella festa di presentazione di un nuovo analogo centro commerciale, il gruppo Tosano solo due settimane fa si vantava di avere in catalogo 40.000 prodotti, tra cui 121 marche di gin!

La terza questione è quali impatti avrà sui competitor della grande e media distribuzione presenti a Cremona e sui lavoratori occupati, oltre che sui negozi in centro, come evidenzia Confcommercio. È di due anni fa la notizia che la vicina Ipercoop ha già adottato ricollocazioni del personale.

Per questa serie di motivi, riteniamo che il Comune, pur affermando di non avere strumenti per opporsi ai progetti, non abbia esercitato appieno il proprio potere di indirizzo e mediazione, mentre si sia accomodato nel richiedere compensazioni ambientali più utili all’appariscenza che alla sostanza.

Il tema ambientale, in cima alle priorità legislative di Regione Lombardia, è nella pratica del tutto disatteso e gli uffici degli enti valutatori coinvolti ignorano colpevolmente gli effetti del consumo di suolo sul dissesto idrologico, i cambiamenti del clima, gli habitat e il paesaggio, senza considerare le emergenze sanitarie e la mortalità che ne conseguono, che si amplificano per effetto delle isole di calore nelle città dove il cemento e l’asfalto sono più estesi.

Il Comitato di Picenengo, rendendosi conto della pervicace ostinazione dei proprietari e del gruppo Tosano nel perseguire l’opera, ha proposto al Comune almeno una diversa viabilità di progetto per salvaguardare i residenti e chi si muoverà in auto per raggiungere quei luoghi. C’è anche un tema di salvaguardia dei beni architettonici tutelati dalle belle arti che affacciano su via Sesto, sottoposti ad usura per il passaggio dei mezzi pesanti. Purtroppo il Comune non ha valutato queste proposte, non ha dato riscontro al Comitato, non ha trasmesso le osservazioni a Regione Lombardia.

Il Comitato ha anche chiesto che le opere di mitigazione e compensazione ambientali ricadessero sulla stessa Picenengo, che patirà gli effetti del traffico e dell’inquinamento. Attendiamo che il Comune smentisca che quelle risorse siano destinate al rifacimento dei giardini di Piazza Roma. Poiché il proponente dispone in proprietà anche di un’area a sud del futuro centro commerciale, lì potrà realizzare almeno parte delle compensazioni del progetto.

In definitiva, il Comitato di Picenengo valuta che il progetto non porti nessun servizio alla collettività, semmai rischi per i settori del commercio e i loro lavoratori in un mercato saturo di punti vendita e prodotti e che il progetto, i proponenti e gli enti valutatori non mostrino alcun senso di responsabilità di fronte alle sfide epocali del territorio e del pianeta e si traduca solo in danni ambientali e rischi sanitari.

La politica ha delegato il privato alla sua propria idea di sviluppo, che contrasta con l'utilità delle comunità, con i fenomeni in atto di inquinamento diffuso, di cambiamento climatico e di crisi idrologica, con gli stessi indirizzi di politica regionale sulla conservazione dei suoli e contro i pericolosi processi di cementificazione, miope anche a quanto il progresso tecnico e dei mercati andrà a vanificare l'illusione delle opportunità di lavoro in cambio delle quali tutto si è disposti a barattare."

Il comitato dei cittadini di Picenengo.


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commenti


Eleonora

2 luglio 2026 08:17

Ma a cosa serve quell'orribile mostro con quell'orrendo nome da pseudo intellettuali, che non farà altro che danneggiare il piccolo commercio del centro, rubare suolo all'agricoltura, portare altro traffico e inquinamento in una zona già congestionata... sono allibita per non dire peggio

Giuseppe

2 luglio 2026 08:33

Serve al comune per incamerare oneri per utilizzare per finanziare le varie manifestazioni ,come il tanta roba e altro

Franz

2 luglio 2026 08:51

"l'amor che tutto move il sol e l'altre stelle". Per questi signori il sol altro non è che l'abbreviazione di SOLDI!!!

Stefano

2 luglio 2026 11:16

Quell'orribile nome da intellettuali in realtà sarebbe in nome scientifico di una pianta spontanea trovata in zona e quindi diventa simbolo di un incredibile paradosso. Infatti quella pianta scoperta dovrebbe indurre ad una tutela ambientale, e invece si fa' esattamente il contrario,. Si distruggono quei terreni dove potrebbe crescere, per farci un nuovo cementaio. Quindi una presa in giro. È tutto è il contrario di tutto, quando le parole perdono il loro vero significato, che ne viene completamente stravolto.

G.carlo

2 luglio 2026 11:47

Tanto poi alle prossime elezioni li rivotano.
Chi è causa del suo mal .....

Valentina

2 luglio 2026 12:32

Che qualcuno se ne ricordi quando andrà a votare ma temo che i cremonasi abbiano memoria corta ,visto come perseverano in modo diabolico nell'errore

Innominato

2 luglio 2026 12:50

Li abbiamo eletti per vedere quanto erano furbi bravi intelligenti capaci e come.si sarebbero comportati per la tutela del bene comune
Un nuovo grande ipermercato ci serviva tanto e in quella zona soprattutto ! E gli 'eletti" hanno agito !
Dio c'è e ce li ha fatti scegliere eleggere uno ad uno guardateli bene bene perché così non ne avremo più ( almeno spero )

Adolfo

2 luglio 2026 13:01

Tranquilli che i centri commerciali diventeranno ben presto delle cattedrali nel deserto, il futuro è l’online.

Daniro

2 luglio 2026 13:19

Il Comune forse non può contrastare un intervento su un'area che era edificabile dal 1984 ed è passata indenne fino ad oggi per giunte di centrodestra, centrosinistra e di centro. Peccato che con il Prg del 1984 l'area aveva una destinazione solo industriale che mano a mano ha avuto un riconoscimento in parte commerciale senza però fino ad oggi ottenere le licenze regionali per le grandi superficie di vendita al dettaglio. E peccato ancora che nel frattempo le aree intorno si sono saturate di impianti esclusivamente commerciali con aumento del traffico e dell'inquinamento e nessuna reale mitigazione. Stridono perciò le affermazioni di Zanacchi che difende a spada tratta l'intervento che a suo avviso, porterà enormi benefici sia in zona che nel resto della Città con il miglioramento del centro storico e del suo tessuto commerciale!

Gianluca

2 luglio 2026 15:19

I benefici per il centro saranno che non ci passerà più nessuno e quindi i maranza potranno liberamente pascolare da mane a sera senza problemi. I pullman turistici potranno fermarsi direttamente sulla Castelleonese per vedere il Torrazzo da lontano.

Mariagrazia

2 luglio 2026 15:03

Zanacchi: “Da intervento Cardaminopsis benefici per il centro storico e 150 posti di lavoro”
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Caro assessore al commercio, diteci quanto guadagna il PD e voi direttamente dal discusso insediamento commerciale di grande distribuzione in corso di autorizzazione tra Paullese e via Sesto.
Sarete più credibili!

harry

2 luglio 2026 15:34

Una cinquantina o più di anni fa seguivo la rubrica Settevoci condotta da Pippo Baudo nel tardo pomeriggio. Era ospite in una trasmissione il cantante Pilade.
Baudo gli chiese lumi riguardo alla musica che proponeva e lui senza tanti giri di parole gli rispose che gli interessava la grana.

Gianmarco

3 luglio 2026 05:17

Conosco Tosano sul lago di Garda prezzi competitivi e grande assortimento speriamo che arrivi a CR per me che sono pensionato risparmiare anche solo 20 euro su un carrello della spesa è importante articoli che in altre parti costano 4 euro li li pago 3 euro......poi 150 posti di lavoro per i giovani di CR è un'opportunità.

Carlo

3 luglio 2026 11:31

Opportunità? Sono i nuovi schiavi...
Riporto uno stralcio di un articolo de La Provincia di qualche tempo fa...

L’adesione alla nuova giornata di sciopero è stata, per i sindacati, tra l’80 e il 90%. Sono questi i numeri e le conseguenze più evidenti dello sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a livello nazionale per i dipendenti della grande distribuzione.
Fabiana Forattini della Fisascat Cisl: «I cambi turno all’ultimo minuto insieme a un sistema di premialità iniquo e l’uso ‘pirata’ dei contratti di apprendistato non sono più comportamenti tollerabili».