Poche iscrizioni, non si fa la classe. La primaria di Cavatigozzi dall'anno prossimo senza prima elementare. Roberta Mozzi: "Numero minimo 15, ridotto del 10% 13,5. Non si rinunci alla scuola per 0,5"
La richiesta è quella di un incontro urgente con il dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale. L'Amministrazione comunale interviene a fianco di famiglie e genitori della scuola primaria di Cavatigozzi, dopo la notizia arrivata nei giorni scorsi che la classe prima della scuola, plesso dell'Istituto Comprensivo Cremona Due, secondo le indicazioni dell'Ufficio Scolastico del Territorio di Cremona, nell'anno scolastico 2025/26 non potrà partire per numero insufficiente di iscrizioni.
Ad intervenire è stata l'assessore all'Istruzione Roberta Mozzi che ha chiarito la priorità: la classe prima deve partire nonostante il numero delle iscrizioni, perché una scuola non può essere soltanto una questione di calcoli e di numeri. La decisione, arrivata ai genitori soltanto dopo la chiusura delle iscrizioni, ha destato molto sconcerto nel quartiere 3, in particolare nelle 13 famiglie che avevano scelto per i propri figli proprio quella scuola, una scuola "storica", vero e proprio presidio educativo e sociale sul territorio.
"Siamo venuti a conoscenza di questa decisione soltanto lo scorso 20 febbraio, ed immediatamente ho contattato il dirigente dell'Ufficio Scolastico Imerio Chiappa, per fare presente l'esigenza di un incontro urgente per comprendere la decisione assunta dall'UST di Cremona e per illustrare la situazione di una scuola che non può essere ridotta ai soli numeri. Sono in costante contatto con la presidente del quartiere 3 Giovanna Bonetti e con alcuni familiari, proprio per testimoniare loro l'impegno dell'Amministrazione a fare proprie le forti preoccupazioni delle famiglie e delle maestre relativamente al prossimo anno scolastico", dichiara l'assessore all'Istruzione Roberta Mozzi.
"È vero che il numero minimo di bambini per autorizzare una classe prima è quindici, ma è anche vero che lo stesso Ministero prevede che 'Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%'. Pertanto – prosegue l'assessore - se il numero minimo previsto per la primaria è 15, applicando il 10% si arriverebbe a 13,5, non penso quindi che 13 bambini debbano rinunciare alla loro scuola per uno 0,5".
La situazione è precaria, ma molto sentita dalle famiglie che vivono la scuola di Cavatigozzi come una "casa", soprattutto per le possibili ripercussioni per gli anni futuri: la mancata attivazione della classe prima il prossimo anno scolastico metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa della scuola (resterebbero soltanto le classi seconda, terza e quinta) e il suo essere un punto fermo per le famiglie non solo di Cavatigozzi ma anche dei territori limitrofi, dal momento che molti alunni provengono da Casanova del Morbasco, Picenengo e Costa Sant'Abramo.
L'Amministrazione comunale non vuole lasciare che la scuola chiuda. Per questo è stato chiesto ufficialmente un incontro al dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale, il quale ha dato la sua disponibilità per il prossimo 5 marzo.
Anche la scuola si è attivata per cercare di far fronte all'emergenza, e lo ha fatto attraverso una raccolta firme nella quale cerca di mostrare quante persone sono affezionate e tengono alla primaria di Cavatigozzi. L'obiettivo è arrivare a 500 firme, al momento sono circa la metà.
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commenti
Giovanni
27 febbraio 2025 16:52
"La scuola non è questione di numeri..."
Ma che energia! Che acume... sembra proprio di sentire l'arringa di un ex dirigente scolastico, oggi assessore all'Istruzione... che ha difeso con la stessa energia la posizione del sindaco (ex Iride) sul SAAP... Virgilio: "L'affidamento del Servizio SAAP è solo una questione economica..."
El gh'àa'n palèt in del... in de la schèena.