Ponte di via Cadorna, Bergamaschi convoca i sindaci del Cremasco: «Serve una strategia territoriale condivisa»
La chiusura del Ponte di via Cadorna e le sue ripercussioni sulla mobilità dell'intero Cremasco sono state al centro dell'incontro convocato oggi dal sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, insieme al Presidente dell'Area Omogenea Gianni Rossoni, presso la sede di Consorzio.it.
Alla riunione hanno partecipato i sindaci e gli amministratori di Castelleone, Cremosano, Madignano, Montodine, Offanengo, Pianengo, Ricengo, Sergnano, Ticengo, Fiesco, Castel Gabbiano e Casale Cremasco, oltre al presidente della Provincia di Cremona, in un confronto dedicato alle conseguenze che la chiusura del ponte sta producendo sulla viabilità territoriale.
L'incontro è nato dalla consapevolezza che la situazione venutasi a creare non riguarda soltanto la città di Crema, ma coinvolge l'intero sistema della mobilità del Cremasco, già sottoposto a forti pressioni per la contemporanea chiusura dei ponti di Montodine e Casale Cremasco-Sergnano.
«Questo doveva essere necessariamente un primo momento di ricognizione comune rispetto alla situazione del traffico provocata dalla chiusura del Ponte di via Cadorna», ha spiegato il sindaco Fabio Bergamaschi. «In questi primi giorni abbiamo già potuto osservare differenze molto evidenti tra le giornate in cui le scuole erano ancora aperte e quelle successive alla loro chiusura. Un elemento che ha inciso in modo significativo sui flussi di traffico e che ci aiuta a comprendere meglio la portata delle criticità che stiamo affrontando».
Il sindaco ha sottolineato come la chiusura improvvisa del ponte abbia reso ancora più evidente una fragilità infrastrutturale già presente sul territorio.
«Se nei giorni scorsi insieme ad alcuni sindaci del nord cremasco ci si è incontrati per riflettere su possibili sviluppi infrastrutturali di connessione territoriale, in vista del documento strategico del cremasco, la chiusura del ponte di via Cadorna non fa altro che confermare come la città soffra l'assenza di una tangenziale nord».
Per Bergamaschi occorre lavorare contemporaneamente su due livelli: la gestione dell'emergenza attuale e la programmazione delle infrastrutture future.
«Dobbiamo muoverci su due scenari. Da una parte quello della prospettiva, che riguarda la definizione di una strategia territoriale capace di individuare nuovi collegamenti, in particolare sul versante nord del Cremasco, in grado di alleggerire il traffico che oggi grava sulla parte sud della città. Dall'altra c'è la congiuntura attuale, che impone di capire come mitigare gli effetti della chiusura del Ponte di via Cadorna all'interno di uno scenario già complesso».
«Abbiamo inoltre ottenuto la disponibilità, importante, della Provincia di Cremona a mettere a disposizione la Polizia Provinciale per coordinarsi con la Polizia Locale di Crema e quelle del territorio, al fine di mettere in campo un riordino della viabilità capace, ove possibile, di ridistribuire i flussi di accesso alla città», ha aggiunto il sindaco.
«Infine abbiamo deciso come sia necessaria una riprogrammazione e un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale soprattutto in vista della riapertura delle scuole».
Nel corso dell'incontro i sindaci hanno condiviso osservazioni e criticità riscontrate nei rispettivi comuni, mentre il comandante della Polizia Locale di Crema ha illustrato le attività di monitoraggio in corso e le valutazioni tecniche che l'amministrazione sta conducendo sull'andamento dei flussi veicolari.
L'obiettivo emerso dal confronto è quello di mantenere un coordinamento costante tra gli enti locali per affrontare con una visione territoriale comune una situazione che, pur originata da una criticità cittadina, sta producendo effetti sull'intera rete della mobilità cremasca.
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