25 giugno 2026

Quartiere San Bernardo, assemblea tesa: "Basta parlare di percezione, la gente è stanca di aver paura. La situazione è ben nota, ora serve un presidio fisso". Il malumore serpeggia nella città

"Presidio fisso": una richiesta comune in città, dopo i continui episodi di violenza, risse, furti, spaccio e microcriminalità a corollario, che interessano diversi quartieri di Cremona e che hanno ormai portato all'esasperazione i cittadini. Ieri pomeriggio il malumore è emerso nella caldissima (in tutti i sensi) assemblea pubblica richiesta da residenti ed i commercianti delle zone Fazioli, Parco Rita Levi Montalcini, Via Orti Romani e Via Dante, che in un incontro con il comitato del Quartiere 5 hanno espresso la volontà di richiedere un incontro per riflettere in modo aperto sul tema scottante della sicurezza, alla presenza dell'amministrazione comunale. 

"I problemi del Quartiere 5 sono ben noti non da settimane o da mesi, ma da anni. E sono purtroppo problemi diffusi in tutta la città, non solo nel nostro quartiere" commenta Fabio Lodigiani, presidente del Comitato Q5. "Nello specifico però le zone più sensibili sono il parco Levi Montalcini, Monsignor Assi e anche in parte via Dante: da anni si registrano episodi e situazioni border line che sono sempre in peggioramento, nonostante si cerchi di arginarli. Riconosciamo la presenza delle pattuglie delle forze dell'ordine, della Polizia Locale; va bene l'installazione di nuove telecamere, ma se questi episodi continuano ad accadere, probabilmente vanno prese altre misure". E da qui dunque la richiesta esplicita: "Probabilmente un presidio fisso in zona, soprattutto nelle ore serali e notturne". Più nello specifico "Si richiede una presenza con frequenza stabile e continuativa delle forze dell'ordine e della Polizia Locale nelle zone indicate, un presidio del territorio che vada oltre il semplice passaggio di una pattuglia, al fine di attuare anche una azione preventiva. Si richiede una visione delle telecamere puntuale, mirata ad azioni di prevenzione dei fatti che accadono. Si richiede di far rispettare quanto contenuto nel Regolamento di Polizia Locale, che ha una connotazione assolutamente precisa".

Stessa soluzione paventata da commercianti e residenti del centro, che dopo l'ennesima rissa a suon di bastonate in piazza della Pace lo scorso sabato notte (leggi qui) stanno istituendo una raccolta firme per richiedere la presenza costante di uomini in divisa in quella parte del centro, spesso teatro di episodi di violenza, spaccio e vandalismi. 

Tornando al Quartiere 5, gli strumenti messi in campo sembrano non essere sufficienti ad evitare episodi criminosi e molesti per i residenti: "Abbiamo tre telecamere nuovissime, come mai non si riesce a fare prevenzione? Se vedono tutto, perchè non si interviene in tempo reale? C'è qualcuno che le controlla in diretta? Non possiamo dire che non ci sia la presenza delle istituzioni, ma non è abbastanza. In questo modo ci troviamo sempre a rincorrere le situazioni, piuttosto che prevenirle".

I toni dell'assemblea si sono però scaldati quando si è parlato ancora di percezione, facendo riferimento ai numeri che parlano di meno richieste: "Si richiede di abbandonare una volta per tutte l’idea di percezione, termine, che anche i recentissimi dati sciorinati dalle istituzioni relativamente al numero delle persone identificate, alla tipologia dei reati da queste perpetrati e dalle risultanze di precedenti a loro carico, indicano e lo definiscono come troppo usato, logoro, vetusto e non in linea con quanto accade in realtà. Anche i fatti, ampiamente documentati riportati dalla cronaca e vissuti direttamente dai cittadini, famiglie ed operatori, non appartengono più al mondo delle impressioni e delle sensazioni" precisa Lodigiani: "la gente ha paura ad uscire dicasa, a mandare fuori i ragazzi la sera; anche gli anziani non si sentono sicuri e più di una donna ha lamentato di aver subito molestie. Non parliamo di percezione, ma di episodi reali".

Da parte dell'amministrazione, dunque, preso atto dei malumori, la promessa dell'assessore Santo Canale di portare subito al Prefetto le richieste dei residenti per offrire maggiori strumenti per la loro sicurezza, mentre l'assessore Simona Pasquali ha anticipato che verranno messi in campo interventi sulle montagnole del parco Levi Montalcini e verrà installato un nuovo e potente punto di illuminazione.

"La gente è stanca, ha paura: bisogno cambiare registro prima che si degeneri in episodi di autodifesa. Non ne ho avuto sentore nel quartiere, ma in molte città sta avvenendo. Facciamo il possibile perchè non si inneschi questa reazione." conclude Lodigiani.

Michela Garatti


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commenti


Costantino

25 giugno 2026 13:18

..... è l'ennesima protesta di cittadini stanchi e impauriti. Cittadini, cremonesi, tenuti in scacco da pochi decerebrati che spadroneggiano indisturbati. E le istituzioni? Un plauso alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri anche con organici ancora ridotti in confronto ad un fenomeno in costante crescita. Tralascio il discorso Polizia locale perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa... troppo facile. Piccoli e grandi delinquenti riuniti in bande ( a dispetto di quanto scrisse il capogruppo di rosso vestito e cioè che le gangs minorili e non esistono) che rubano, picchiano e si picchiano impaurendo le persone. Giusto smetterla con il concetto di percezione (maldestramente coniato dal nostro preposto) e cominciamo a parlare di realtà. Una realtà amara e difficile da digerire. Un plauso al presidente di quartiere che con questi camei non ci fa dimenticare..... però una domanda mi sorge....ma la vicesindaca legge i rapporti che i quartieri le mandano? O, come si dice, cade sempre dal pero?

Adolfo

25 giugno 2026 13:30

Se continuate a votare gli stessi, perché vi lamentate?

biagio

25 giugno 2026 16:48

I cittadini del Quartiere San Bernardo hanno ragione: la paura è destabilizzante, logora, e quando gli episodi si ripetono non si può più parlare di “percezioni”. L’assemblea lo ha mostrato chiaramente. Il Comune era lì per ascoltare, e questo è il suo ruolo. Ed è corretto che le richieste vengano portate al Prefetto, perché è lui – non il sindaco – a coordinare tutte le forze di polizia.

Vale la pena ricordarlo: la sicurezza, per legge, è competenza dello Stato e viene esercitata da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. La Polizia Locale collabora, ma nei limiti previsti. Chi sostiene il contrario o non conosce la normativa, o la distorce per convenienza politica.

In questo clima, alcune forze politiche alimentano la paura per raccogliere consenso. Il paradosso è evidente: governano da anni, promettevano più sicurezza, ma i problemi aumentano. E invece di assumersi le proprie responsabilità, scaricano tutto sul sindaco, che quelle competenze non le ha. Un minimo di informazione aiuterebbe a evitare equivoci e strumentalizzazioni.

Detto questo, bisogna essere onesti: non è possibile mettere un presidio fisso in ogni piazza. Non ci sono gli organici e, soprattutto, sarebbe inutile. Se un gruppo vede un presidio, si sposta altrove e il problema ricomincia.

Una proposta concreta potrebbe essere un’altra: dividere la città in tre macro‑aree e assegnare a ciascuna una pattuglia dedicata, con turni serali e notturni più prevedibili. Non è la soluzione definitiva, ma è un modo realistico per garantire una presenza costante sul territorio senza creare illusioni.

E su questo si può lavorare subito. Anzi: il Prefetto sta già lavorando sodo, insieme ai comandanti delle forze dell’ordine, per rafforzare il controllo del territorio. Lo dimostrano gli interventi che leggiamo in questi giorni sui quotidiani: operazioni, controlli, identificazioni, attività mirate per garantire un quieto vivere alla collettività.

La sicurezza non si risolve con gli slogan, ma con organizzazione, coordinamento e responsabilità. È su questo terreno che bisogna continuare a muoversi. Biagio

Alessandro

25 giugno 2026 18:47

Presidio fisso? Risolviamo il problema alla radice. Ovvero contrastando efficacemente la presenza delle risorse che fumano e bevono tutto il giorno sotto al Famila e dei nostri tossici nostrani, che voglia di lavorare saltami addosso, ma soldi per farsi e bere quelli sempre. In più culo al caldo in alloggio popolare...