Quattro centri commerciali per chi proviene dalla Paullese, così si chiude la porta all'ingresso di Cremona. Più che contentini al commercio in centro serve una revisione del Piano Regolatore
Quattro centri commerciali sulla principale porta d'accesso alla città, quella da nord con la Paullese che arriva da Milano. E ora quella porta rischia definitivamente di chiudersi per il cuore storico del commercio di Cremona tra l'altro mettendo in crisi una tangenziale urbana che ha ormai quotidianamente il doppio dei mezzi rispetto a quelli previsti dal progetto originale. Una situazione unica che non ha eguali in Lombardia o nella vicina Emilia. Le giustificazioni addotte (e le compensazioni) non valgono: se il Piano Regolatore li prevedeva si poteva benissimo fare una variante che imponesse soluzioni diverse. Adesso è tardi ma il Comune potrebbe comunque avviare una variante per evitare ulteriori insediamenti commerciali su altre aree calde: ad esempio l'ex Scac, sempre in zona Paullese, sull'intasatissima via Sesto (proprio dietro al centro commerciale CremonaPo), dove esiste una grande area di 73 mila metri quadrati con la possibilità da Piano Regolatore di almeno 10mila metri quadrati di commerciale più una zona alberghiera (3800 metri quadrati), uffici e un'area food da 1000 metri più aree verdi e piste ciclabili. La Scac è una grande area industriale in via Sesto che negli anni Sessanta arrivò a contare anche duecento operai e che fu testimone, come altre realtà economiche locali, delle agitazioni sindacali del ‘68/'69, ma anche di grandi commesse che fecero la fortuna dell'azienda, e dell'occupazione, almeno fino agli anni Ottanta, quando il comparto cominciò a entrare in sofferenza per chiudere definitivamente nel 1994. Ora a distanza di oltre trent'anni dalla chiusura il suo destino pare essere solo quello commerciale. Interesse commerciale anche per l'area Gaspardo-Feraboli per cui si ipotizzò il trasferimento dell'attività industriale a Pozzaglio trasformando tutta l'area tra tangenziale e via Bergamo (si ipotizzò anche la collocazione dell'Ikea). All'epoca si oppose all'idea la Giunta Galimberti. Ma ci sono altre aree per le quali il Prg prevede insediamenti commerciali anche lungo la tangenziale.
Ma la porta che si chiude ormai è un dato di fatto: all'ingresso della città dalla Paullese (quindi da Soresina, Castelleone, Crema, Milano ecc.) ci saranno ben quattro centri commerciali. Ci sarà il tanto discusso Cardaminopsis, probabilmente con il gruppo veneto Tosano (Vegè): con un piano di costruzione che copre 60mila metri quadri, di cui 30mila edificabili, divisi in un lotto commerciale verso via Castelleone e uno artigianale sulla via Sesto e prevede un ipermercato su due livelli (5mila metri quadrati) oltre 500 posti auto, parcheggi interrati, aree verdi per quattromila metri quadrati e una nuova rete ciclabile. C'è poi proprio sulla rotonda della Paullese il Centro Commerciale CremonaPo (oltre 80 negozi, l'ipermercato Coop, e altri spazi commerciali tra cui Brico Io, Decathlon e altri), inaugurato vent'anni fa che occupa circa 60mila metri quadri, di cui 30mila coperti divisi in un lotto commerciale verso via Castelleone e uno artigianale-commerciale sulla via Sesto. C'è poi l'area dell'ex Armaguerra (40mila metri quadrati tra recuperi e nuovi spazi con Lidl, Meadiaworld e food) e con nuovi spazi ancora da assegnare che potrebbero arrivare presto. D'altra parte anche tutta la via Castelleone è diventata un asse commerciale sulla sinistra arrivando dalla paullese con Banco Fresco, Comet e altro. Il quarto centro commerciale è quello dei Navigli con Rossetto, Globo, Md, Acqua e Sapone, CVG, Arcaplanet mentre un cartello avverte all'ingresso che esiste la possibilità di nuovi spazi commerciali.
Tutti i quattro centri commerciali peseranno su una tangenziale che già oggi sopporta ventimila auto in più rispetto a quando venne progettata, ormai impossibile da percorrere in diverse ore della giornata.
Ovviamente non va dimenticato che esiste anche un centro commerciale ad est, il Cremona 2 sulla via Mantova e a Sud, il Verbena a Castelvetro Piacentino e qualcosa come 12 supermercati in città. Adesso serve davvero una variante del Piano Regolatore che ripensi la città. Il deserto su corso Garibaldi, da porta Milano a corso Campi, sullo stesso corso principale, su corso Vittorio Emanuele e in altre strade di quello che era il cuore commerciale di Cremona non può lasciare indifferenti o "girando" compensazioni come fossero risarcimenti per i danni che potrebbero derivare al commercio da nuovi grandi insediamenti.
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commenti
Arturo
6 luglio 2026 20:47
Pensare non è da tutti. Trovare soluzioni ancor meno. È più facile cavalcare l'onda dei movimenti finanziari, finchè durano.
30 persone in un grande supermercato generano ricavi enormi con ricadute sul territorio quasi irrilevanti.
Un esempio?
LIDL (citato perchè i dati sono pubblici) ha 800 punti vendita in Italia con 30 persone in media per punto vendita e genera oltre 7 miliardi di fatturato e 1,3 miliardi di utili negli ultimi 5 anni. Cosa resta sul territorio?
Il centro di Cremona si sta desertificando dalle attività storiche e caratteristiche sostituite da negozi con basso valore aggiunto e prodotti di bassa qualità. La città non cresce in termini demografici mentre è sempre più abbondante l'offerta. IPERCOOP ha iniziato a ridurre persobale. È questo il futuro a cui si pensa?
E non allargate le braccia, perchè altrimenti bisogna dar ragione a chi pensa e scrive che i politici cremonesi siano solo degli stipendiati senza futuro, nè idee, nè competenze.
Alessandra
7 luglio 2026 03:20
Partendo da una riflessione,io sarei in grado di fare il sindaco? Non credo... Ma se uno si mette in gioco deve essere in grado di amministrare di circondarsi di persone competenti,invece a Cremona non è così, il Sindaco e la sua giunta fanno come se fossero solo gl"unici, hanno sempre ragione loro e oltre che dire che la città è sicura sponsorizzano eventi a gogo come se fossero il placebo dei mali di questa città. Ma la città non è casa loro,i soldi non sono suoi e dovrebbero essere come un padre di famiglia attenti alle necessità e alla cura di tutti noi.
Mario
7 luglio 2026 06:20
Guardi, per come la penso credo che l'attuale compagnia di avanspettacolo ha scelto di esibirsi nel palazzo comunale anziché in un teatro itinerante o di paese.
Giancarlo
7 luglio 2026 07:27
Alessandra, analisi perfetta. Ma tanto a loro che gliene importa! Nonostante i disastri i cremonesi li votano ugualmente!