Sabato al Bocciodromo festa della curva sud e presentazione di "Racconti all'ombra del Torrazzo"
In questi ultimi 5 anni si sono moltiplicate le iniziative, gli appuntamenti, ed è cresciuto l'interesse per la storia della Cremonese e i suoi incredibili protagonisti che sarebbe riduttivo e irrispettoso limitare a qualche citazione. L'amore e la curiosità per le vicende e i protagonisti dell'USC è ormai diventata una costante degli eventi organizzati dai gruppi di tifosi grigiorossi, interessati a comprendere gli aspetti valoriali di un fenomeno che ormai esula gli aspetti calcistici e del semplice evento sportivo. Divenuto addirittura il leit motiv di una pagina di facebook 'Cremonese Amarcord'.
Un filo lungo 123 anni capace di unire le varie generazioni che hanno accompagnato la storia stessa di Cremona, intrecciata con i momenti della vita di ognuno di noi, l'eredità di ricordi e i motivi del nostro amore. Un patrimonio storico che è ormai diventato un tratto significativo della cultura e della stessa Storia di Cremona, meritando l'attenzione non solo dei tifosi grigiorossi, ma di tutti i cremonesi, con evidenti implicazioni identitarie e sociologiche, tanto più preziose nell'attuale momento di confusa contemporaneità. E' in questa chiave che va letto l'appuntamento 'Racconti all'ombra del Torrazzo' inserito nella festa della curva sud sabato 13 dalle 18.00 al Bocciodromo, quando Roberto Gregori, un appassionato testimone di mezzo secolo di USC, parlerà di aneddoti e racconti che hanno attraversato i gradoni dello Zini dalla Nord fino al trasferimento in Sud raccolti in un volume i cui proventi andranno in beneficienza. Per tutti quelli che non sanno della promozione in B del '77 o che non c'erano sui pulmann per Varese e agli spareggi di Roma, chi era troppo piccolo per i campioni di Mondonico e per i ragazzini di Montorfano. E magari sa solo per sentito dire di Wembley e Simoni.
Parole per rivivere insieme il fuoco di una passione, di sacrifici ed impegno che ha rischiato di spegnersi coi genovesi di Rispoli & C. ma le cui braci sono state custodite grazie a pochi ma fedeli guardiani delle nostre tradizioni, regalandoci un presente che non sognavamo nemmeno più. Ancora una volta, come spesso successo nel dopoguerra e dopo la retrocessione in D del '69 di Luzzara divenuta ormai un mito, capace di superare le tempeste arrivando a riempire i gradoni consegnandoci gli ultimi splendidi 10 anni coronati da due splendide serie A. Un privilegio, la nostra passione e la nostra storia, da tenere stretta e custodire con cura portandola avanti verso il futuro coi piedi ben piantati nelle nostre tradizioni. Chi non conosce le proprie radici brancola nel buio. Non è il caso di chi ha l'USC nel cuore e il grigiorosso dentro il sangue, ne conosce i valori al di là di categorie e giocatori e l'ha scelta per la vita.
Con l'auspicio di veder presto restaurato il portale di via Cardinal Massaia e istituito il Museo della storia dell'USC, Doveri civici che non possono più essere disattesi.
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