Senza sbattere la porta, Antonio Grassi lascia la Giunta dell'Area Omogena Cremasca. Si nasconde qualcosa dietro l'illustre addio?
"Caro Presidente,
con la presente, rassegno le dimissioni da membro della Giunta dell'Area Omogenea Cremasca.
L'esperienza di componente della Giunta, proficuamente acquisita in questi anni, nonostante le difficoltà derivanti da molteplici fattori, è stata per me molto importante sotto il profilo umano e amministrativo.
In questi mesi, purtroppo, sono subentrati impegni personali, che mi impediscono, per mancanza di tempo, di svolgere con la stessa costanza e attenzione il ruolo, che tu mi hai affidato.
Sono sinceramente dispiaciuto di tale scelta, anche in considerazione del buon lavoro svolto unitamente con gli altri componenti della giunta. Al riguardo, colgo l'occasione per ringraziare te e i colleghi della giunta stessa in ragione della loro fattiva collaborazione.
Sono un sindaco, un amministratore, che ha cercato di coniugare ed armonizzare gli interessi della mia piccola comunità con quelli dell'intera Area Omogenea. Compito non agevole, in quanto si tratta di superare i propri "particolarismi" territoriali, al fine di poter raccordare gli interessi di ogni piccola
comunità con gli interessi di un'Area più vasta, sicuramente, meritevole di attenzione e di impegno.
Ciò, senza trascurare i rapporti con gli altri Enti, in particolare con Consorzio.it, il quale deve diventare il nostro effettivo braccio esecutore, ruolo che per ora svolge con eccessiva autonomia.
Tutto questo in una sana e corretta dialettica di rapporti fra Ente di elaborazione politica ed ente di fedele attuazione.
Formulo, dunque, i migliori e più sinceri auguri di buon lavoro a chi mi sostituirà.
Ti auguro, di cuore, di portare brillantemente a termine tutti i progetti in cantiere".
Cosi ha scritto il sindaco di Casale Cremasco e Vidolasco Antonio Grassi. Quindi, ufficialmente per motivi personali, Grassi, senza sbattere la porta lascia la Giunta dell'Area Omogenea Cremasca. Ma dietro al suo addio, mah, forse c'è dell'altro, no?
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commenti
Biagio
24 luglio 2026 06:18
I suoi editoriali e quelle dimissioni: la coerenza di un’ipotesi sul suo modo di fare politica
Si è dimesso senza sbattere la porta, ma leggendo i suoi editoriali settimanali su CremonaSera, mi viene spontaneo supporre che la decisione di Antonio Grassi di lasciare la Giunta dell’Area Omogenea Cremasca sia la naturale e coerente conclusione del suo modo di essere.
Dai suoi scritti emerge la figura di un amministratore allergico alle logiche di palazzo e agli schemi preconfezionati. Nei suoi interventi c’è una costante ricerca della concretezza, unita a una netta insofferenza verso la burocrazia e le passerelle di facciata. Basti pensare a uno dei suoi ultimi articoli dedicati proprio allo stato della sanità pubblica e alle difficoltà delle Case di Comunità: riflessioni schiette e prive di diplomazia, con cui ha messo a nudo il divario tra i grandi annunci della politica e la reale carenza quotidiana dei medici di base sul territorio.
Essere il referente per la Sanità all'interno di un organo sovracomunale, quando la propria visione punta dritta all'efficienza e alla sostanza dei servizi ai cittadini, deve aver reso il margine di manovra fin troppo stretto. È presumibile che Grassi, da uomo libero e dal carattere pragmatico, fatichi ad accodarsi a posizioni accomodanti o a compromessi al ribasso solo per preservare un equilibrio istituzionale. Quando le dinamiche di apparato o i veti incrociati rischiano di soffocare l'azione concreta, per chi ha questa impostazione il passo indietro diventa la scelta più logica.
Naturalmente le motivazioni ufficiali o personali restano sue, ma quello che si percepisce da lettore è che queste dimissioni dalla delega alla Sanità non siano affatto una resa. Rappresentano piuttosto una scelta di dignità e di riflessione per gli altri: la dimostrazione che si può amministrare una comunità senza mai rinunciare alla propria autonomia di pensiero. Un atteggiamento di rigore e libertà da cui, ogni tanto, anche la politica più strutturata e organizzata dovrebbe sollevare la testa e prendere esempio.Biagio