Senza sbattere la porta, Antonio Grassi lascia la Giunta dell'Area Omogena Cremasca. Si nasconde qualcosa dietro l'illustre addio?
"Caro Presidente,
con la presente, rassegno le dimissioni da membro della Giunta dell'Area Omogenea Cremasca.
L'esperienza di componente della Giunta, proficuamente acquisita in questi anni, nonostante le difficoltà derivanti da molteplici fattori, è stata per me molto importante sotto il profilo umano e amministrativo.
In questi mesi, purtroppo, sono subentrati impegni personali, che mi impediscono, per mancanza di tempo, di svolgere con la stessa costanza e attenzione il ruolo, che tu mi hai affidato.
Sono sinceramente dispiaciuto di tale scelta, anche in considerazione del buon lavoro svolto unitamente con gli altri componenti della giunta. Al riguardo, colgo l'occasione per ringraziare te e i colleghi della giunta stessa in ragione della loro fattiva collaborazione.
Sono un sindaco, un amministratore, che ha cercato di coniugare ed armonizzare gli interessi della mia piccola comunità con quelli dell'intera Area Omogenea. Compito non agevole, in quanto si tratta di superare i propri "particolarismi" territoriali, al fine di poter raccordare gli interessi di ogni piccola
comunità con gli interessi di un'Area più vasta, sicuramente, meritevole di attenzione e di impegno.
Ciò, senza trascurare i rapporti con gli altri Enti, in particolare con Consorzio.it, il quale deve diventare il nostro effettivo braccio esecutore, ruolo che per ora svolge con eccessiva autonomia.
Tutto questo in una sana e corretta dialettica di rapporti fra Ente di elaborazione politica ed ente di fedele attuazione.
Formulo, dunque, i migliori e più sinceri auguri di buon lavoro a chi mi sostituirà.
Ti auguro, di cuore, di portare brillantemente a termine tutti i progetti in cantiere".
Cosi ha scritto il sindaco di Casale Cremasco e Vidolasco Antonio Grassi. Quindi, ufficialmente per motivi personali, Grassi, senza sbattere la porta lascia la Giunta dell'Area Omogenea Cremasca. Ma dietro al suo addio, mah, forse c'è dell'altro, no?
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