1 luglio 2022

Sono passati 1300 giorni dalla decisione della Giunta, oggi il Comune si costituisce parte civile contro la Tamoil

Una conferenza stampa per dare un annuncio scontato: il Comune si costituirà parte civile contro la Tamoil. Ben 1300 giorni dopo, cioè tre anni e mezzo, la Giunta Galimberti conferma formalmente la decisione già assunta a fine 2018 dalla Giunta. Tempi lunghissimi e inspiegabili. Oggi finalmente però il Comune di Cremona ha dato avvio all’azione civile nei confronti dei responsabili per ottenere la condanna al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subiti a causa del disastro ambientale cagionato dalla Raffineria Tamoil e accertato con la sentenza penale del Tribunale di Cremona del giudice Guido Salvini del 2014, nonché confermato dalla Corte d’assise d’appello di Brescia e dalla Suprema Corte di Cassazione. A breve sarà notificato l’atto di citazione e successivamente iscritta a ruolo la causa presso il Tribunale di Cremona.  L'entità del danno che si richiederà è di gran lunga superiore alla cifra riconosciuta. La prima udienza della causa è prevista  prima della fine dell’anno in corso. 

Questo quanto dichiarato dall’avvocato Alessio Romanelli, legale incaricato di curare gli interessi dell’Amministrazione comunale per la causa che sta per essere avviata, durante il punto sull’aggiornamento delle azioni intraprese dal Comune di Cremona per quanto riguarda l’area Tamoil avvenuto oggi nella Sala della Consulta di Palazzo Comunale. Erano presenti il Sindaco Gianluca Galimberti, l’Assessora all’Ambiente Simona Pasquali, Gabriella Di Girolamo, Segretario Generale del Comune, e Cinzia Vuoto, responsabile del Servizio Ambiente ed Ecologia del Comune. 

E’ intervenuto anche Enrico Cistriani, responsabile del Servizio Avvocatura del Comune,  comunicando che il 29 giugno scorso è stata inviata apposita nota al Ministero della Transizione Ecologica per sollecitare l'avvio di un'azione civile finalizzata al risarcimento del danno ambientale per l'ottenimento del quale il solo titolato è appunto il Ministero. Quanto al Comune, è in fase di avvio l'azione civile mirata al riconoscimento del danno non ambientale in misura adeguata rispetto a quanto già riconosciuto a titolo di provvisionale.

Cinzia Vuoto, responsabile del Servizio Ambiente ed Ecologia, ha ricordato che la Conferenza di servizi, convocata il 17 giugno scorso, ha esaminato le proposte di intervento presentate dalla Società Tamoil come  attività di messa in sicurezza ai sensi dell'art 242 del Dlgs. 152/06, attività richieste dagli Enti dopo il sopralluogo congiunto del 25 febbraio effettuato presso la Società Bissolati: in quell’occasione era stata evidenziata la presenza di prodotto surnatante nei piezometri PZ3, PZ4 e PZ2, realizzati in autonomia dalla Bissolati.

Gli Enti, anche in considerazione delle attività condotte sul sito secondo il Piano di monitoraggio già approvato, hanno ritenuto opportuno considerare in maniera più articolata l'insieme di tutti gli interventi proposti da Tamoil, comprensivi anche dei piezometri posizionati dalla Società Bissolati, che nel complesso tenesse conto delle ultime valutazioni, emerse anche in sede di sopralluogo.

Conclusi i lavori, è stato chiesto a Tamoil di presentare un progetto dettagliato degli interventi illustrati in sede di conferenza che restituisse una mappa aggiornata sulla presenza di surnatante in area Bissolati  ed individuasse i fenomeni che regolano la presenza e la movimentazione dei contaminanti nel sottosuolo, in particolare nelle zone in cui sono ancora presenti concentrazioni rilevanti di prodotto. Il progetto dovrà prevedere un ampliamento dell'area di indagine proposta sa Tamoil in modo da definire la reale estensione del surnatante. Tali indagini si configurano come intervento di caratterizzazione integrativo dell'area. Terminate le indagini, alla luce dei valori di soggiacenza della falda misurati negli ultimi periodi, Tamoil dovrà quindi valutare l'adeguatezza dei sistemi di recupero e ripristino attualmente in funzione sulle aree esterne al deposito.

Non è ciò che auspicava la Bissolati che chiedeva invece un'analisi approfondita sulla nuova fonte di inquinamento per far passare le aree della Canottieri da zone di ripristino a zone di bonifica


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commenti


PierPiero

1 luglio 2022 21:44

Cat! L'era ura!!!

Tempi inspiegabili? Beh, come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Quindi: o indolenza, o incompetenza, o connivenza. Ai posteri, ai giudici e agli elettori, la sentenza.
Toh! Gh'e vegnìit fora anca la rima...

michele de crecchio

2 luglio 2022 23:31

Decisamente indecoroso il ritardo con il quale il nostro Comune, così tanto mal gestito da anni ormai, affronta una questione di così rilevante importanza per la buona conduzione ecologica della nostra sfortunata città!