5 luglio 2026

Studenti da cento: ecco i racconti e le emozioni dei ragazzi dell’Einaudi che hanno meritato il punteggio massimo alla maturità

Sono cinque gli studenti dell’istituto “L. Einaudi”, che hanno strappato il massimo dei voti, all’esame di maturità. 

A rompere il ghiaccio è Gloria Mazzara, di quinta A Servizi per la Sanità e l’Assistenza sociale, che rivendica il proprio merito con orgoglio: “Arrivare al traguardo, con il punteggio più elevato, rappresenta, per me, una gioia immensa. Il cento premia l’impegno e la dedizione con cui ho studiato alle superiori. L’intera esperienza è stata estremamente positiva e significativa: la rivivrei altre mille volte, perché mi ha dato l’opportunità di crescere sui piani scolastico e personale. Sono grata ai professori ed ai compagni, con cui ho condiviso il percorso. Ho affrontato le varie prove con serenità e concentrazione, cercando di esprimere al meglio le mie capacità. Ho sviluppato le proposte B3, sul confine tra l’adolescenza e l’età adulta, e D, sui minori maltrattati, progettando un originale servizio di prevenzione. Il colloquio ha toccato Verga ed il Verismo, i cambiamenti cognitivi, fisici e sociali legati all’invecchiamento ed alle malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer, le terapie farmacologiche in grado di rallentarle ed ancora la stimolazione cognitiva, la riabilitazione, il supporto psicologico ed il coinvolgimento della famiglia, che sono elementi fondamentali per promuovere il benessere del malato e prolungarne l’autonomia. Ho inoltre illustrato le problematiche cardiovascolari, di cui ho descritto le caratteristiche, i fattori di rischio e le conseguenze sulla qualità della vita del paziente. In lingua inglese, mi sono soffermata sulla centralità della persona nell’intervento assistenziale, evidenziando come una comunicazione efficace sia uno strumento essenziale per instaurare una relazione capace di garantire un intervento rispettoso dei bisogni, dei valori e della dignità di ogni individuo. Trascorrerò le vacanze tra la Sicilia e Londra, senza trascurare gli obiettivi futuri. Intendo infatti effettuare il test d’ammissione al corso di laurea in Logopedia dell'Università di Parma”.

Alice Edossi conclude l’indirizzo di Enogastronomia con la certezza di voler entrare subito nel mondo del lavoro: “Vorrei essere assunta in un ristorante, per mettermi finalmente in gioco concretamente e per vivere il settore ristorativo dall’interno. Ho scelto la traccia C2. Il giorno successivo, ho trattato il tema del delivery. Mentre attendevo di essere chiamata per l’orale, avevo il terrore di aver dimenticato quanto imparato e ripetuto, poi, invece, sono riuscita a rispondere alle domande su Myricae di Pascoli, sulle diverse tipologie di cucina, sulle rispettive tecniche di cottura, sui rischi che le contaminazioni alimentari possono generare e sui metodi per evitarle, come, per esempio, la corretta conservazione. Mi sono soffermata anche sul packaging”.

Nella sezione di Salabar, ci sono Alessandro Vella e Manbir Singh.

Alessandro ricorda una grande tensione: “Sono riuscito a superarla con la vicinanza della mia fidanzata Gaia e dei miei amici di classe, Luca e Fabrizio. Gli scritti hanno riguardato la fatica e l’ideazione di un evento sul cibo salutare sia tradizionale, come quello alla base della dieta mediterranea, che innovativo. Davanti alla commissione, sono partito con la presentazione di me stesso e del ‘capolavoro’, incentrato sulla mia passione, il pugilato: l’uomo è nato per svolgere attività fisica e non deve mai arrendersi alla sedentarietà. Sono stato interrogato sul ‘X Agosto’ e sulle patologie determinate dalle bevande nervine, tra cui caffè, tè e cioccolata calda, su cui mi sono soffermato a lungo. Ho intenzione di arruolarmi nella Polizia di Stato, in quanto coltivo da tempo questa aspirazione. A brevissimo, farò un soggiorno nella terra di mio padre, la Sicilia”.

Manbir è molto soddisfatta del successo raggiunto con l’accompagnamento assiduo dell’insegnante di sostegno Fabiana Rinelli, che, per lei, è stata una guida ed un punto di riferimento didattico ed affettivo: “Sogno di aprire un bar in città – dichiara la giovane – ma, per adesso, m’impegnerò nel volontariato, per poi cominciare, in settembre, l’inserimento occupazionale, che durerà sei mesi”.

Tanta felicità e soddisfazione, nell’indirizzo Turismo, pure per Abdelwahaab Hassan Fathy o, più semplicemente, Abdul, un ragazzo apprezzato da coetanei ed adulti, per empatia e sensibilità: “Ero davvero preoccupato, agitato, avevo paura di bloccarmi, però, in realtà, ogni cosa è andata per il verso giusto. Sono al settimo cielo, sono stato bravo. Ora, mi concederò un po’ di riposo in Egitto, il mio Paese d’origine. Sarà un’occasione speciale per rilassarmi, per ricaricare le energie e per conseguire in forze i prossimi obiettivi. Frequenterò un corso di specializzazione per migliorare le mie competenze. Ringrazio di cuore la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto ed incoraggiato, i docenti e la scuola per aver creduto in me e per avermi seguito con cura. Un ringraziamento speciale va soprattutto alla mia prof di sostegno, Daria Nuzzo, e alla mia assistente all’autonomia, Sofia Contini. Senza il loro aiuto costante, la loro pazienza e la loro fiducia, non sarei riuscito ad arrivare sin qui. Porterò sempre con me ciò che mi hanno insegnato e il bene che mi hanno dimostrato. Un abbraccio a tutti”.

Nelle foto Alice Edossi e Alessandro Vella poi Gloria Mazzara, Manbir Singh e Abdul

 

Barbara Bozzi


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