Sulla tavola nutria sì, nutria no. In diretta a Mattinocinque da Gerre de' Caprioli la Confraternita della Nutria guidata dal sindaco Michel Marchi
Tra nuove abitudini alimentari e novel food, stamattina su Mattinocinque (condotto da Francesco Vecchi, ovviamente su Canale5) è andata in onda anche la nutria nostrana, cotta a puntino dalla Confraternita della Nutria di Gerre de Caprioli, guidata -ma non ci stupisce - dal primo cittadino Michel Marchi, che ha fatto del castorino del Sud America il suo vessillo in cucina.
Vuoi perché di nutrie ormai ce ne sono troppe, vuoi per sfida, ma le telecamere di Canale 5 hanno seguito la cottura del piatto in salsa cremonese, con la carne sezionata, marinata a lungo, con profumi e odori delle nostre terre.
Certo, la carne di nutria ad oggi non è possibile se non a titolo strettamente privato e personale (come anche ha detto il sindaco Marchi), dal momento che non esistono allevamenti e filiere controllate sul piano sanitario, come ha chiarito anche Michela Vittoria Brambilla: È una specie invasiva, manca una filiera sanitaria. È da folli pensare di mangiarla, non c'è una filiera
L'ha messa più sul sentimento invece Alessandro Cecchi Paone, che addirittura parla del roditore come un simpatico coccolone che addirittura gioca coi bambini ( l'avrà visto di persona?) " No, guarda quanto è carina ... È un peluche, si alza sulle zampine e gioca coi bambini".
E il dibattito sulla nutria (anche con Sabina Negri) si è poi ampliato alla grigliata del Lunedì di Pasqua (con le sue tradizionali caratteristiche), alla carne di cavallo e addirittura alle cavallette.
Insomma, tra consigli di cottura, ricette riscoperte, aspetti etici e sanitari, la singolar tenzone sulla nutria nel piatto continua tra chi è disposto a provare un po' tutto, dopo una buona cottura, e chi invece schifa proprio l'idea di mangiarsi lo spezzatino di castorino padano.
Fotoservizio di Francesco Sessa Ventura
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