8 giugno 2026

Teatro Ponchielli, svelata la stagione lirica 2026-2027: da Turandot a Death in Venice in un viaggio tra due secoli di opera

Dopo il successo del Vespro della Beata Vergine, andato in scena ieri 7 giugno, che ha inaugurato ufficialmente il Monteverdi Festival, il teatro cremonese lascia emergere i primi dettagli della prossima stagione d'opera. Per i più attenti, i titoli erano già comparsi tra le pagine dei libretti del Festival che stanno iniziando a diffondersi in città; ora il disegno complessivo prende forma.

Ne emerge una stagione costruita come un grande viaggio nella tradizione lirica italiana ed europea, capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Dal tardoromanticismo di Puccini al teatro musicale novecentesco di Britten, passando per Verdi, Rossini e il verismo della Giovane Scuola, il cartellone disegna un percorso che mette in relazione memoria e contemporaneità, repertorio e nuove letture sceniche.

L'apertura, il 2 e 4 ottobre, è affidata a Turandot di Giacomo Puccini, proposta nel centenario della prima rappresentazione. Un omaggio a uno dei titoli più popolari del repertorio che guarda però anche al futuro: sul podio salirà Alessandro D'Agostini, mentre la nuova produzione sarà firmata dal collettivo creativo under 35 Floret Umbra, vincitore del bando internazionale promosso da OperaLombardia, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro Coccia di Novara per celebrare il centenario dell'opera. La regia è di Nadir Dal Grande.

Se Puccini rappresenta il punto di arrivo della grande tradizione melodrammatica italiana, il successivo appuntamento riporta invece al cuore dell'Ottocento. Il 27 e 29 novembre andrà infatti in scena Un ballo in maschera, una delle opere della piena maturità di Giuseppe Verdi, diretta da Andrea Solinas con la regia di Roberto Catalano.

Da Verdi a Rossini il passo conduce alle radici del belcanto. Il 10 e 12 dicembre sarà la volta de L'Italiana in Algeri, uno dei capolavori della giovinezza rossiniana, affidato alla direzione di Alessandro Palumbo e alla regia di Fabio Cherstich, in un titolo che continua a rappresentare una delle espressioni più brillanti e inventive dell'opera italiana.

Il percorso proseguirà poi verso la fine del secolo con il verismo. Il 22 e 24 gennaio 2027 il Teatro Fraschini presenterà una nuova produzione di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, il dittico che più di ogni altro racconta la nascita della poetica della Giovane Scuola e l'ingresso sulla scena lirica di passioni, conflitti e personaggi della vita quotidiana. La direzione musicale sarà affidata a Biagio Micciulla, la regia a Davide Marranchelli.

A chiudere idealmente questo itinerario storico e musicale sarà, il 5 e 7 febbraio 2027, Death in Venice di Benjamin Britten. Tratto dal celebre racconto di Thomas Mann, il capolavoro del compositore inglese apre la prospettiva sul Novecento europeo e su una diversa concezione del teatro musicale, più introspettiva e psicologica. Sul podio Daniel Smith, mentre la regia sarà firmata da Rodula Gaitanou.

Ad accompagnare il pubblico lungo questo percorso sarà anche il ciclo L'opera si rivela, gli incontri di guida all'ascolto che precederanno ogni titolo in cartellone. Gli appuntamenti si terranno la domenica antecedente gli spettacoli, alle ore 11 nel Ridotto del Teatro, offrendo strumenti di approfondimento storico, musicale e drammaturgico per entrare nelle opere prima della loro rappresentazione.

La stagione lirica troverà inoltre un naturale completamento in Casa Ponchielli. Live – Lectures – Heritage,progetto che negli ultimi anni si è affermato come uno dei principali spazi di riflessione dedicati all'Ottocento musicale italiano. Non un programma parallelo, ma un'estensione culturale della proposta artistica del teatro: una rete di incontri musicologici, attività di studio, concerti e valorizzazione del patrimonio che dialogherà direttamente con i temi e i repertori presenti in cartellone.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Centro Studi Amilcare Ponchielli, il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia (sede di Cremona) e il Conservatorio di Cremona. Anche quest'anno la proposta artistica sarà coordinata da Federica Zanello, presidente del Centro Studi Amilcare Ponchielli, con il sostegno di Ecomembrane, da sempre vicina ai progetti dedicati alla valorizzazione della tradizione musicale cremonese e alla figura di Amilcare Ponchielli, centrale nella storia dell’opera mondiale, Maestro a cui il teatro della città è orgogliosamente intitolato. 

 

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