24 gennaio 2026

Verdi, Nabucco e il Teatro Concordia. Il nuovo libro di Roberto Fiorentini

Ronca Editore pubblica Verdi, Nabucco e il teatro Concordia di Roberto Fiorentini (pp. 120 – 15 euro) in collaborazione con La Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona e la Biblioteca Statale di Cremona, con una prefazione del critico musicale Roberto Codazzi e i contributi di Andrea Nocerino, sovrintendente del Teatro Ponchielli e di Raffaella Barbierato, direttore della Biblioteca Statale di Cremona.  

È un libro che ricostruisce le rappresentazioni dell’opera di Giuseppe Verdi Il Nabucco (prima assoluta Teatro alla Scala, 1842, prima cremonese Teatro Concordia di Cremona 1843/1844). L’opera fu la prima di Verdi rappresentata in città. Il testo si sofferma in particolar modo su tutto il mondo dell’opera a Cremona. Cantanti. Direttori d’orchestra. Coreografi. Scenografi. 

Tanti i personaggi citati di quella Cremona che vide quelle messe in scena con vita ancora il maestro delle Roncole. A partire dal direttore d’orchestra di quei tempi: Ruggero Manna (a cui è dedicata una via proprio accanto al suo teatro), Manna fu il primo direttore che diresse un’opera di Verdi nel teatro cremonese. Un vero e proprio enfant prodige della musica nella Cremona di metà Ottocento. E ancora a Carlo Bignami: il primo violino dell’orchestra di Cremona. Quest’ultimo per la sua bravura diventò uno dei più vicini collaboratori di Nicolò Paganini a Parma. Girolamo Manara: un altro violinista protagonista di quelle recite verdiane che diventerà poi il direttore d’orchestra che affronterà, al teatro Concordia, le opere di un altro grande cremonese come Amilcare Ponchielli.

E ancora le sorelle gemelle di Teresa Stolz, l’ultima musa del compositore quando già Giuseppina Strepponi (sua seconda moglie) era già morta e anch’ella interprete delle opere del creatore di Nabucco; Linda e Fanny: cantanti in una delle prime edizioni dell’opera.

Sono citati i nomi di tutti gli strumentisti che facevano parte dell’orchestra delle stagioni liriche al teatro cremonese. Ma non solo. Sono riportate le recensioni giornalistiche del tempo da cui si apprende l’importante ruolo che aveva nelle rappresentazioni liriche cremonesi la banda musicale che andava a sostituire e integrare le parti dell’orchestra. 

Di particolare interesse anche le recensioni musicali pubblicate dai giornali cremonesi al tempo delle messe in scena dell’opera verdiana, quando il Maestro delle Roncole era ancora in vita e operante nella vicina Villa Sant’Agata di Villanova d’Arda. Sono i primi giudizi dei cremonesi, sempre positivi, sulla musica di Verdi a quell’ascolto delle melodie del cigno di Busseto. 

La presenza di opere di un coreografo francese che fu il creatore di uno dei balletti più importanti dell’Ottocento e che è costantemente presente in tutte le stagioni di danza e di balletto nei teatri del mondo.

È tutto un universo di artisti che frequentavano e si esibivano nei teatri più importanti d’Italia: La Fenice di Venezia, il Ducale di Parma, il teatro di Bologna, il teatro di Bergamo e la Scala di Milano e che poi venivano a cantare sul palcoscenico della città del Torrazzo. 


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