27 agosto 2026

Proposta degli ambientalisti: bosco di 6 ettari nell'area Cardaminopsis e il centro commerciale Tosano nell'ex area annonaria

Gentile Direttore, inoltriamo proposta inviata nei giorni scorsi alle Istituzioni interessate 

Spett.le Comune di Cremona Sig. Sindaco
Sigg. Consiglieri Comunali

Oggetto: Proposta riguardante l’area “Cardaminopsis”. 

Premessa

La seguente proposta non vuole essere semplicemente un’alternativa ad un eccessivo consumo di suolo e ad una selvaggia proliferazione di supermercati sul territorio, a cui riteniamo si debba mettere un deciso stop alle autorizzazioni vista la sofferenza di tutto il commercio locale, ma vuole essere vista come la “minimizzazione del danno”.

Vuole essere un rimedio parziale ad un errore con cui fare i conti per riaprire un confronto sulla pianificazione del territorio che non sia sempre luogo appannaggio di profitti e speculazioni private, ma un laboratorio in cui i cittadini siano al centro delle scelte.
Escludendo a priori che possano essere ambite per la citta’ offerte puramente speculative, gli strumenti per attualizzare e ripensare una pianificazione superata nel tempo affinche’ risponda ai nuovi bisogni, oggi esistono. Diversamente il rischio di investimenti improduttivi e’ sia per il pubblico che per il privato.

Proposta

La proposta che sottoponiamo alla valutazione del Sig. Sindaco e del Consiglio Comunale, ai quali spetta la potesta’ pianificatoria, verte sul trasferimento dei diritti edificatori, cioe’ la possibilita’ di separare il diritto a costruire dal terreno d’origine e di usarlo su un’altra area.

La costruzione del supermercato ‘Tosano’ in fregio alla Via Castelleone, area Cardaminopsis, tiene in scacco da anni il Comune, che si trova a gestire scelte del passato per evitare ulteriori contenziosi e ipotesi di danno erariale. Contemporaneamente la notizia, di qualche giorno fa, della manifestazione di interesse di AEM, la multiutility controllata dal Comune di Cremona, per la vendita dell’area annonaria dietro lo stadio Zini, oggi in disuso, servita a pochi passi da un ampio parcheggio utilizzato solo nelle giornate di campionato.

Due aree opposte della citta’: la prima di 60 mila mq, di cui edificabili 30 mila mq, con annesse opere di riqualificazione della viabilita’, la seconda 45 mila mq edificabili, di cui 9 mila mq non cementificati.

Puo’ un uso proficuo della perequazione attraverso lo spostamento dei diritti edificatori dall’area Cardaminopsis all’area annonaria essere un’ipotesi su cui gli amministratori della citta’, intendendo in primis il consiglio comunale, possono immaginare una soluzione per azzerare nuova cementificazione a Picenengo?

Ed ancora, l’area Cardaminopsis non puo’ forse essere valorizzata come bosco urbano di ben sei ettari?

L’operazione è appetibile sia dal punto di vista politico che di economia locale.

Oggi congestionare ancora l’area urbana di Picenengo significa ignorare le richieste dei cittadini di una maggiore vivibilita’ , sicurezza, salute. Ma anche sottovalutare i costi vivi di viabilita’ e saturazione del mercato. E dimenticarsi dell’obbligo imposto dal Regolamento europeo, recentemente approvato, Piano di Ripristino Natura, che colloca Cremona a rischio elevato e indice di pressione molto alto, con 2,5 ha di suolo consumati all’anno. Cemento che cresce, non a fronte di nuova popolazione. Un surriscaldamento stimato a piu’ 1,5 gradi. Acqua piovana non assorbita pari a 4,6 piscine olimpioniche di pioggia che non penetrano nel terreno. Una capacita’ di assorbimento CO2 persa pari a 2300 alberi. (Fonte https://suolodata.it/)

Un bosco urbano sarebbe un polmone di mitigazione significativo, ma anche un valore finanziario di crediti liquidi. Gli oneri di urbanizzazione non diventano l’unica contropartita su cui costruire il bilancio comunale.

Per il Comune una svolta ecologica "a costo zero"

Per la giunta comunale di Cremona, 6 ettari di nuovo bosco urbano sono il "sogno" di ogni bilancio pubblico.
Sei ettari non sono un semplice parchetto di quartiere, ma un vero biotopo forestale urbano. Un'estensione simile garantisce un abbattimento reale delle isole di calore nella zona commerciale nord (una delle più cementificate della città) e lo stoccaggio di ben oltre le 60 tonnellate di CO2 stimate, migliorando i parametri della qualità dell'aria (fondamentale nella pianura padana cremonese e nella provincia piu’ inquinata d’Italia).

Una scelta politica ed economica. Il Comune acquisisce 60.000 mq di parco pubblico senza sborsare un solo euro per l'esproprio dei terreni. Centra gli obiettivi del Nuovo PGT vigente (che punta a ridurre la superficie urbanizzabile residua) e risponde alle fortissime pressioni dei comitati ambientali locali, pacificando il territorio.

La convenzione con il privato puo’ mantenere le opere previste di viabilita’ a Picenengo e mitigazione al Parco del Morbasco a Gerre de’ Caprioli.

Perché il privato potrebbe accettare l'accordo sul bosco a Cremona?
L’operazione di perequazione e rigenerazione sociale resta molto attraente per ragioni di costo- opportunita’.

Un’allocazione efficiente del capitale. Anche un'azienda finanziariamente solida non ama sprecare soldi. Costruire un centro commerciale tradizionale in un'area già satura (CremonaPo) significa immobilizzare decine di milioni di euro in un progetto ad alto rischio di perdite operative o bassi margini. Recuperare aree dimesse riduce il costo degli oneri di urbanizzazione.

Si realizzerebbe il trapasso dalla lotta alla rendita, al concorde e obiettivo contributo tra pubblico e privato con cui fermare nuovo consumo di suolo e porre le basi per sviluppare, se non la città ideale, una città migliore.

Maria Grazia Bonfante
Coordinatrice provinciale
Salviamo il paesaggio cremonese, cremasco e casalasco
 
Ferruccio Rizzi
Membro Attac Italia


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commenti


Nicola

27 agosto 2026 15:28

Per carità, un Nuovo centro commerciale è una follia ma farlo in zona stadio sarebbe inappropriato e controproducente sia per il commercio cittadino sia in chiave sicurezza durante le partite, oltre all'impatto sul traffico.
Io farei due boschi

Gianluca

27 agosto 2026 15:45

Un ideona geniale. Perché invece non facciamo proprio nulla da nessuna parte? E poi quando ci sono le partite e tutta la zona è chiusa al traffico cosa facciamo? Di supermercati in zona c’è ne sono già 4, quindi direi anche basta.

Manuel

27 agosto 2026 16:30

La proposta non mi dispiace di certo, anche se spero gli imprenditori non ragionino con parametri diversi o troppo distanti.
Merito indiscusso di aver proposto oltreche’ protestato.
Avevo già tifato per la candidatura il duo Bonfante - Rizzi alle ultime elezioni comunali a Cremona: ora i tempi sono più che maturi e i due non possono più sottrarsi.

marco

29 agosto 2026 20:11

Ma per carità divina....se queste sono le loro trovate meglio perderli.

marco

27 agosto 2026 16:38

Si .... salviamo il paesaggio cremonese e uccidiamo del tutto il commercio in città
Sai che bello quando ci saranno le partite,il nuovo centro commerciale e tutta la zona di Via Brescia, Persico,via Mantova e Porta Milano sarà un incubo per il traffico e residenti.
Ma le idee strampalate le studiate di notte?

Mauri

28 agosto 2026 13:38

Mi fate sbellicare dalle risate...vi definite ambientalisti e proponete a un comune cui non ha fatto altro che inchinarsi davanti alle logiche speculative e prettamente economiche dei più forti, di minimizzare il danno...a parte che "il danno" di cui parlate è già stato fatto a priori ed è già deciso sulla carta, si costruirà di questo ne sono certo. Sono anni che il comune è colpevole e complice di questo andazzo, si continua a costruire minimizzando come dite voi ambientalisti i vari danni, basta mettere una "pezza", un boschetto qua e là, una compensazione e il gioco è fatto. Evitiamo queste baggianate scritte sui giornali e diamoci una svegliata altrimenti ci ritroveremo poveri e con i centri commerciali a fare da cattedrali nel deserto padano.