30 luglio 2026

Una ciclabile asfaltata a servizio del Cremona Circuit. Decisione calata dall'alto. Territorio all'oscuro

“1.200.000 euro per 3,5 km di ciclabile asfaltata definita anche strada alternativa o controstrada di sicurezza o strada di servizio al Cremona Circuit “

E’ quanto stanzia la Regione grazie all’impegno bipartisan dei consiglieri Piloni, Vitari, Ventura col plauso dei sindaci, tutto denaro pubblico per un’opera progettata e gestita dalla Provincia quanto a espropri per occupazioni d’urgenza, ma realizzata senza onere alcuno da un privato per offrire un collegamento alternativo tra Cingia de' Botti e il Cremona Circuit.

Si affollano riflessioni e domande.

1) Il progetto. È mancata l'informazione ai cittadini calata al solito dall'alto dal giornale locale. Cosa ci hanno visto dall’ alto sindaci e consiglieri che dal basso il cittadino non riesce a vedere?

2) Lo scopo. Poiché si tratta di risorse regionali destinate a potenziare la mobilità dolce e il turismo locale “La Provincia” (30/06/26) avverte “I benefici del progetto sono sia per l'autodromo che per il territorio casalasco e saranno tangibili durante i grandi eventi Superbike quando si eviterà di chiudere la provinciale ma i vantaggi saranno significativi e duraturi ossia collegamenti ciclabili e miglioramenti stradali. La nuova strada avrà risvolti positivi tutto l'anno. Le potenzialità per il turismo che provengono da chi frequenta l’autodromo sono solamente da cogliere”. 

Ora, circa i grandi eventi ci si chiede quale ne sia la frequenza, se si sia appurato un ritorno alle eco-nomie locali che giustifichi un siffatto intervento sul territorio e se rientrino in un piano di sostenibilità sociale/ambientale misurato sull’impatto effettivo dei costi ambientali ed economici scaricati su cittadini e contribuenti, costi effettivi che configurano asimmetrie sociali non sostenibili. Lo stesso vale per lo sviluppo del turismo casalasco tutto giocato sulla ciclabile VenTo, sviluppo che resta una mera ipotesi se si scommette su un cicloturismo calamitato da un autodromo che è quanto di più lontano ci sia da chi sceglie ecologicamente di pedalare. 

3) I bisogni. Si dica se è un bisogno del territorio o l’ inchino a un privato, non un privato qualsiasi perché ai privati si nega per budget anche il dovuto. Parlo di sicurezza e tutele. Cingia è sguarnita di telecamere e anche di presidi per il controllo della qualità dell'aria (quella padana è tra le peggiori al mondo) e dell'acqua quanto a presenza di Pfas, inquinanti cancerogeni perenni attestati negli acquedotti locali e sui quali Padaniacque nega informazioni. Parlo anche della gestione di garanzia del sistema fognario comunale da decenni in attesa di correttivi oggi urgenti.

4) Il consumo di suolo. Questa provincia è terza in Lombardia mentre oggi la scommessa è la decementificazione inserita nei piani urbanistici comunali delle città europee e italiane (Genova Padova Bergamo Pavia Milano Roma Firenze Torino...), piani per aumentare aree verdi e permeabili elette a vere infrastrutture climatiche e sociali. Da noi la politica bipartisan fa a gara a proporre progetti di cementificazione (il nuovo ospedale di Cremona, i poli logistici, gli oltre 200 impianti di biometano ecc.) mentre ad es.in Olanda (e non solo) comuni e privati fanno a gara a ripristinare aree verdi (progetto Tegels Wippen) utili a garantire mitigazioni termiche di 10°. Se Cremona con un piano del verde da 915.000 € prova a “contrastare gli eccessi climatici e tutelare la salute dei cittadini”, così il sindaco Virgilio, è certo che una ciclabile come questa con tutte le connesse opere su fossi, canali, cordoli, ponticelli, accessi laterali piega il territorio a un'ulteriore importante cementificazione.

5) La coerenza e la fedeltà al mandato. A Piloni si deve la L.Reg. del luglio 24 che impone che i siti logistici sorgano su aree industriali dismesse a salvaguardia dei terreni agricoli. Contro il progetto di un'infrastruttura digitale a Pozzaglio, sempre Piloni a luglio 26 dichiara “No a sacrificare suolo agricolo in province già pesantemente cementificate”. Ora quello che a luglio 26 vale per i fertili campi di Pozzaglio deve valere sempre a luglio 26 per quelli di Cingia. Perché qui tutto si tiene: cementificazione, inquinamento da traffico, eccessi climatici, danni alla salute e il tasso di mortalità più alto al mondo da Pm 2,5. La politica serve la collettività e il primo bene che la Costituzione le affida è la tutela della salute che non passa dai grandi progetti ma dalla cura dei parametri vitali del territorio (qualità dell'aria/acqua e riduzione degli inquinanti).

6) Il tandem destra/sinistra. Usare le risorse a servizio di tutti è impegno disatteso a destra come a sinistra. Chi da sinistra si propone oggi come alternativa di governo sa che è alternativo chi usa le risorse in risposta ai bisogni dei territori, non dei privati, per correggere quei trend di massiccia cementificazione concausa della crisi climatica che danneggia colture, strutture e salute e impone rimedi.

7) I no irricevibili. Mentre concedeva il milione di euro, la Regione ne stanziava 46 per il controllo della qualità dell'aria, la ripermeabilizzazione dei suoli e la riduzione dei rischi idraulici (con scolmatori/vasche di laminazione), risorse erogabili su segnalazioni degli enti locali. Ne risulta irricevibile il no del sindaco che si smarchi per budget dal dovere di tutelare salute e sicurezza dei cingesi minate da troppi inquinanti e dai problemi del servizio idrico integrato che chiede da tempo rimedi oggi urgenti.

E’ la Costituzione che detta le priorità irrinunciabili e i sindaci giurano sulla Costituzione.

E sono tanti i sindaci lombardi che mettono la sostenibilità prima della crescita (o supposta tale) per i progetti con ricadute su mobilità, emissioni climalteranti, qualità dell'aria, perché non è il territorio che si deve adattare ai progetti ma sono i progetti che devono misurarsi con i diritti del territorio e di chi ci vive, rispettando quegli obiettivi di neutralità climatica oggi tanto irrinunciabili quanto qui disattesi.

Cingia de’ Botti

Rosella Vacchelli


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