Venerdì, la giornata delle due tempeste (ma una sola faceva paura)
Gentile Redazione,
provare a spiegare una partita del genere ricorrendo alla tattica o alla lavagna dei moduli è impresa ardua, forse persino impossibile. Molto meglio, allora, affidarsi alla meteorologia e al bizzarro destino di questa giornata.
Circa quattro ore prima del fischio d’inizio, un’improvvisa tromba d’aria e una grandinata devastante si sono abbattute su Cremona: alberi abbattuti, danni ingenti e una furia della natura che ha comprensibilmente spaventato tutti noi. Poi, all’orario stabilito per la partita delle 20:30, ci siamo incamminati verso lo stadio Zini convinti di ritrovare sul prato la stessa energia travolgente, i ritmi alti e la tempesta agonistica grigiorossa.
E invece l’unica cosa che si è abbattuta sullo stadio è stata la quiete dopo la tempesta. Anzi, a ben guardare, la quiete durante la partita.
Mentre la città contava i danni del maltempo, la squadra è scesa in campo con un atteggiamento talmente contemplativo da far pensare che i ragazzi fossero ancora intenti a guardare il cielo per capire se stesse schiarendo. Più che un undici pronto al combattimento, è sembrata una delegazione di spettatori paganti: l’impressione netta è che la Cremonese sia scesa sul terreno di gioco con un ritardo imperdonabile, a cose ormai ampiamente sbrigate.
Il Modena, dal canto suo, non ha certo dovuto firmare un’impresa d’altri tempi: ha preso atto del campo deserto, ha ringraziato per la squisita ospitalità e si è limitato a passeggiare, raccogliendo i tre punti con la stessa disinvoltura con cui si ritira la posta dalla cassetta al mattino. Se in città la furia del vento andava a velocità spaventosa, sul prato dello Zini, purtroppo, il ritmo è stato ai limiti del fermo immagine.
Così, chi era andato allo stadio sperando di staccare la spina e dimenticare per due ore lo spavento della tempesta, si è ritrovato a fine serata con due problemi sulle spalle: da un lato i danni reali e seri lasciati dalla tromba d’aria in città; dall’altro, quelli decisamente meno gravi ma amari di una squadra che non ingrana e lascia con il morale sotto le scarpe tanto i tifosi quanto i giocatori stessi.
Dopo due sconfitte nelle prime due giornate e zero punti in classifica, possiamo consolarci raccontandoci che finora abbiamo scherzato, concedendoci due uscite di riscaldamento. Ma dalla prossima settimana, per cortesia, facciamo che si comincia sul serio. Magari presentandosi in campo con la giusta determinazione.
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commenti
Maria Ferrari
6 settembre 2026 20:55
Purtroppo questa debacle in campo c'è stata perché alcuni giocatori avevano problemi col mister. In Coppa Italia invece la squadra ha fatto un'ottima prestazione perché in campo sono stati schierati i giovani mentre i veterani sono rimasti in panchina e ho anche letto che questi fischiavano i compagni in campo. Bel comportamento antisportivo.