17 marzo 2025

Abecedario grigiorosso: Stroppa "pesca" i carichi del mazzo e Azzi "strozza"

Dopo le 4 scoppole rifilate nello scontro diretto dello Zini contro il Catanzaro arrivato a Cremona con l’intenzione di ammansire la squadra di Stroppa, la Cremonese è sbarcata in Sicilia per prendersi una rivincita per niente scontata contro il Palermo.

L’incontro fino al minuto 72’ ha rischiato di finire con un altro ’ko’ beffardo, a fare la differenza e ribaltare l’esito della tenzone, una reazione immediata supportata dai cambi chiamati da Stroppa appena prima del tiro dal dischetto di Brunori che ha decretato il doppio vantaggio dei rosanero.

Se la ride di gusto Giovanni Stroppa che dal suo ritorno sulla panchina grigiorossa, ha intascato i suoi 30 denari in 17 gare (8 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte) e pare non ne voglia sapere di abbandonare il tavolo da gioco, ora che la posta in palio comincia a farsi interessante, soprattutto nella consapevolezza che il posto lasciato libero dal Palermo, dopo la sosta, verrà occupato dal Cittadella.

ABECEDARIO DI PALERMO-CREMONESE:

A’ come AZZI: non lo troverete sul vocabolario della lingua italiana, ma la serie di queste 4 lettere sono il marchio della rinascita di questa Cremonese. Il brasiliano nelle 8 partite fin qui disputate, ha messo a segno 2 reti, due assist, ma soprattutto ha alzato il baricentro e l’intensità della linea offensiva grigiorossa. Nello specifico della gara di Palermo, poi vogliamo girare il coltello nella piaga, il procuratore del giocatore ha affermato che a gennaio, ci sia stato un frangente in cui pare sia stato molto più vicino al Palermo che alla Cremonese. ‘Good job’ Giacchetta!

‘C’ come CAMBI: nel passato Stroppa è stato spesso criticato per i cambi, sia per le tempistiche che per le scelte fatte, perché alla fine è l’esito finale della gara a definirne il valore e i meriti. Nell’ultimo periodo le cose vanno decisamente meglio, grazie anche all’ottimo stato psicofisico della squadra, che rende tutto più facile e prolifico: a oggi i cambi di Stroppa hanno portato 15 reti, solo Grosso del Sassuolo ha fatto meglio con 18 reti. Il dato più interessante è che nella stagione della promozione del Monza il tecnico lodigiano arrivò a quota 21. La festa dunque pare non sia ancora finita.

‘M’ come MENTALIZZATO: termine che al pari di 'eccezionale', risulta caro a Stroppa e che nelle ultime partite, a fronte dei risultati, comincia ad avere un senso, in virtù di un atteggiamento, di una personalità e di una consapevolezza nelle proprie potenzialità, che determinano i risultati e danno meno certezze agli avversari.

‘V’ come VAR: quello strumento spesso inutile e dannoso a cui si affida l’arbitro in campo, con un sostanziale aumento del margine di errore causato dalla presenza di altri 2 arbitri. Nel caso specifico il rigore assegnato al Palermo per una clamorosa simulazione di Di Francesco su intervento di Castagnetti. Non resta che rimpiangere i tempi di Lo Bello ed Agnolin quando gli arbitri sapevano fare i loro mestiere sul campo.

Daniele Gazzaniga


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