2 febbraio 2026

Cremonese, attesa per gli ultimi botti...quelli di mercato. Per un Johnsen che va un Thorsby che arriva

Alle ore 20 di questa sera scoccherà finalmente il gong su un mese di calciomercato infinito quanto, per certi versi, deleterio. Quattro settimane che avrebbero potuto essere condensate in quindici giorni e che, invece, hanno solo alimentato i malumori di molti tesserati. Gli effetti si sono riverberati chiaramente sulla panchina della Cremonese già nella sfida di ieri, apparsa sguarnita non solo per gli infortuni "seri e veri", ma anche per le distrazioni derivanti dalle trattative.

Il caos dello Zini: un episodio inqualificabile Prima di addentrarci nelle dinamiche di campo, è doveroso tornare sul grave episodio verificatosi allo stadio Zini all'inizio del secondo tempo. Un gesto sconsiderato che ha visto il lancio di un potente ordigno — definirlo petardo di Capodanno sarebbe riduttivo e fuorviante — a pochi passi dal portiere Audero. La gravità dell'atto è testimoniata dalle drammatiche conseguenze fisiche riportate dal responsabile stesso, ora piantonato in ospedale in attesa di arresto.

Se da un lato vanno apprezzate le parole del presidente nerazzurro Marotta, che ha lodato la professionalità di Audero, dall'altro non si può derubricare il fatto a un singolo episodio isolato. Il clima è stato scandito da un continuo lancio di fumogeni e scoppi proseguiti ben oltre il triplice fischio, fin nei pressi della stazione e sui convogli ferroviari. Senza punizioni esemplari, che vadano oltre la sterile ammenda pecuniaria o la chiusura parziale di un settore, queste scene di ordinaria follia sono destinate a ripetersi.

Silenzi assordanti e lezioni di stile Colpisce in negativo il silenzio di Chivu, che ha preferito non commentare l'accaduto trincerandosi dietro le dichiarazioni della presidenza: sarebbe bastata una parola per dare un segnale di sportività. Altrettanto amara è l’assenza di una presa di posizione ufficiale da parte della società grigiorossa. Invece di rivendicare con orgoglio il comportamento esemplare della propria tifoseria e tutelare l'immagine del club come parte lesa, la dirigenza ha delegato, come troppo spesso accade, ogni commento tecnico e morale alle parole del mister. La Serie A si difende con le prestazioni sul rettangolo verde, ma la credibilità si costruisce anche attraverso una ferma condanna fuori dal campo.

Trattative calde: l'addio di Johnsen e i nuovi innesti. Spostando l'attenzione sui "botti" di mercato, l'ingresso di Johnsen negli ultimi minuti di recupero — un cambio non concesso ai veterani Castagnetti e Vazquez — ha avuto tutto il sapore di un addio struggente sotto la Curva Sud. Il suo passaggio al Palermo appare ormai cosa fatta, in attesa solo dell'ufficialità. Sul fronte entrate, gli esordi di Maleh e Djuric, voluti fortemente da Davide Nicola, hanno già mostrato segnali incoraggianti. Tuttavia, a fronte delle numerose partenze, questi innesti non possono considerarsi sufficienti per completare una rosa che punta a obiettivi ambiziosi. Le lacune in attacco sono evidenti: con Sanabria e Moumbagna ancora lontani da una condizione ottimale, il solo Djuric non può colmare il vuoto lasciato dai partenti.

Le ultime manovre: Thorsby e Luperto A centrocampo, il reparto che deve garantire equilibrio nelle due fasi, manca ancora un tassello di qualità. Nelle ultime ore si fa sempre più insistente il nome di Morten Thorsby dal Genoa: il norvegese potrebbe arrivare a titolo definitivo. La società grigiorossa, però, non si ferma qui e tiene nel mirino anche profili di spessore come Colpani e il giovane talento Fazzini. Anche la difesa attende rinforzi, specialmente in caso di partenza di Ceccherini verso la Serie B. Resta caldissima la pista che porta a Luperto del Cagliari, ma la vera sorpresa è l'inserimento prepotente per Steve Kapuadi del Legia Varsavia, un profilo che la Cremonese starebbe tentando di soffiare alla concorrenza del Torino.

Il mercato volge al termine lasciando dietro di sé una scia di veleni e incognite. Alla Cremonese il compito di ricompattare l'ambiente e trasformare questi ultimi frenetici colpi in punti pesanti per la salvezza.

Nella foto Morten Thorsby con la maglia della Norvegia

Daniele Gazzaniga


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