18 aprile 2026

Giampaolo: “Voglio una squadra coraggiosa, dobbiamo essere concreti”

Il tecnico grigiorosso Marco Giampaolo è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese-Torino, sfida valida per la 33a giornata di Serie A Enilive in programma domenica 19 aprile alle ore 12.30.

Il Torino si è risollevato sotto la gestione del nuovo tecnico. Che tipo di avversario si aspetta domani?
“Innanzitutto D’Aversa sta facendo benissimo, ci siamo anche sentiti prima che andasse al Torino per uno scambio di pareri sulla qualità della rosa che a me sembrava ottima. Ha raccolto risultati importanti, in più parliamo di una squadra che ha giocatori di qualità, lui si gioca anche la permanenza e quindi avrà tutte le motivazioni per fare bene. Per questo mi aspetto una partita difficile contro una squadra che viene a giocarsela senza carichi di natura psicologica, ma noi siamo in una condizione che ci impone di fare una partita seria e giusta. Non c’è molto margine”.

Ha cercato di lavorare sulla mancata reazione di Cagliari, della quale ha parlato al termine della gara?
Di quella partita sono stato contentissimo fino al momento successivo alla rete subita. Può capitare di prendere gol, la squadra aveva fatto molto bene sin lì, ma non mi sono piaciuti i minuti rimanenti fino al fischio finale. Se non c’è reazione probabilmente c’è sotto anche un problema di natura psicologica, perché in stagione è sempre stato difficile rimontare, è mancato qualcosa dopo aver subito il gol… Ne ho parlato alla squadra, in settimana abbiamo lavorato anche dal punto di vista tecnico per fare sì che quando capita qualcosa ci siano gli strumenti per rimettere a posto le cose. Le gare si possono raddrizzare anche attraverso le scelte di gioco, i comportamenti, le giocate semplici e conquistando il campo piano piano. Ai calciatori bisogna dare un riscontro, non solo parole. Poi c’è della fragilità, ma dobbiamo avere la consapevolezza che le ultime 6 partite vanno giocate per raggiungere l’obiettivo. Non serve aggiungere ulteriori problemi, dobbiamo uscire dalla preoccupazione e dalla tensione che sono nemiche della prestazione. Voglio una squadra viva, coraggiosa e che abbia l’anima per fare le cose giuste”.

Potrebbe cambiare modulo riproponendo Bonazzoli dietro le punte e il 4-3-1-2 come nel finale della sfida dell’Unipol Domus?
“Non siamo cambiati molto rispetto al modo in cui volevamo attaccare, anzi i ragazzi hanno riconosciuto subito cosa fare per proporre gioco, siamo mancati nella lettura successiva. Bisogna far sì che i calciatori calcino quelle porzioni di campo nelle quali si riconoscono. Gli attaccanti hanno occupato le zone giuste, i tre centrocampisti si sono sempre comportati bene, non è cambiata la posizione ma il modo di attaccare. Non siamo stati bravi nelle scelte”.

La Cremo fatica soprattutto sugli attacchi laterali. Avete lavorato su questo aspetto?
“Ogni settimana inserisco un pezzo di lavoro in più sia riferito alla partita precedente sia a quella da affrontare, lavorando a livello individuale e di reparto. Sono piccole parti sulle quali lavoriamo sempre, non possiamo perderci nei meandri dei dettagli perché qui dobbiamo essere pratici e concreti, scegliendo di partita in partita le soluzioni migliori”.

Nelle ultime partite il centrocampo ha faticato a recuperare palla, a differenza di Parma. Cosa ne pensa?
“Abbiamo una casistica molto ristretta per fare certi ragionamenti. A Parma la partita è stata molto tattica, con il Bologna abbiamo sbagliato nel primo tempo e aggiustato la situazione nel secondo tempo, ma è stata una mia responsabilità, mentre a Cagliari la partita è stata fatta bene per la ricerca dell’equilibrio e delle contrapposizioni sul campo. Il confronto con gli avversari cambia sempre e costringe a riadattarsi in maniera diversa, ma io so dove sto e cosa devo fare. I dettagli si nascondono dietro la coda del diavolo”.

Con la sconfitta di Cagliari la lotta per la salvezza sembra coinvolgere solo Cremonese e Lecce. La considera un’occasione persa per poter includere una squadra in più nella corsa?
“La sconfitta grida vendetta, è ovvio che sarebbe stato troppo importante mantenere invariato il distacco nei loro confronti. Ma non possiamo prendercela con nessuno, siamo noi i responsabili”.

 


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