Dallo spogliatoio dell'Inter non esce uno spiffero. Merito del presidente Beppe Marotta e dei dirigenti bravi come il cremasco Riccardo Ferri
Beppe Marotta, calciofilo capace, ex Deus Ex Machina della Juve (guarda a caso, quella macchina perfetta che era la società bianconera, beh ha iniziato a incepparsi nell'autunno 2018, quando l'allore presidente Andrea Agnelli, troppo in fretta, "silurò" Marotta) e presidentissimo, sul pezzo, dell'Inter, fa le fortune del club interista, perché è bravo ed è il numero uno nel suo lavoro. Riccardo Ferri da Crema invece, bandiera nerazzurra, ex difensore granitico (ha giocato ovviamente nell'Inter, nella Samp e nella nazionale azzurra), simbolo dei nerazzurri, senza troppo apparire, è il vincente, discreto, attento, ottimo Club Manager del team meneghino, colui il quale fa da filtro tra spogliatoio, sede sociale e ambiente esterno. E dal suo avvento, (caldeggiato fortemente dall'astuto, preparato, bravissimo Marotta), dagli ambienti interisti, nulla trapela, ci avete fatto caso?
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