25 febbraio 2024

Scrittore e carabiniere in pensione, Paolo Pissavini dice la sua sulle manganellate agli studenti a Pisa: “Gli sbirri fanno ciò che gli viene ordinato”

"Bei tempi…
(post sarcastico e politicamente scorretto, astenersi i troppo politicamente impegnati).
Queste quattro manganellate mi hanno riportato indietro nel tempo, a più di quarant'anni fa, quando ero carabiniere di leva a Milano, in forza alla prima compagnia del terzo battaglione carabinieri "Lombardia".
Che bei tempi!
Per il calcio della mia carabina non c'era nessuna differenza, giacché essa calava, con equanime indifferenza, su carni, ossa e legamenti di operai, studenti, tifosi e partecipanti a concerti.
Io e i miei colleghi, ottusa massa di manovra asservita ai poteri di uno Stato assassino e fascista, picchiavamo con grande piacere in ogni favorevole occasione.
L'importante era trovare una valvola di sfogo, che ci aiutasse a resistere alle mille angherie di cui eravamo vittime.
Dovessi fare il conto degli scontri devo dire che furono più le botte prese di quelle date, 
ma allora, anche se ci si massacrava, nessuno faceva caso più di tanto.
Nella sbirraglia passavo quasi per un intellettuale e nell'armadio (naturalmente a casa, non in caserma), avevo un eskimo verde: pure io, prima di arruolarmi, avevo partecipato a delle manifestazioni e le avevo prese dagli sbirri.
Sapevo cosa aveva detto Pasolini, degli scontri di Valle Giulia, sul fatto che fossero gli agenti i figli di operai e contadini e non i manifestanti.
Sapevo del Libano, di Israele e della Palestina.
Dopo il massacro di Chabra e Chatila un nostro plotone del 3 btg andò in Libano coi bersaglieri comandati da Angioni.
Mi chiedo se i ragazzi che manifestano oggi e gli agenti che si trovano loro davanti abbiano più consapevolezza di quanta ne avessimo noi.
L'unica cosa certa è che lo sbirro, in ordine pubblico, farà sempre ciò che gli viene ordinato di fare, più o meno professionalmente e a nulla rileva che l'agente sia la longa manus di Scelba, Berlusconi, Prodi,  Draghi o Meloni.
Comunque, se non volete che i vostri ragazzotti rischino di spettinarsi, teneteli a casa".

Così postò via social Paolo Pissavini: scrittore, socialopinionista ed ex carabiniere. Ah, Pissavini e i suoi scritti sono luce che illumina Facebook…


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commenti


Manuel

25 febbraio 2024 08:39

Mi è difficile definire se sia (io) politicamente impegnato o disimpegnato, ma non intendo sottrarre il commento.
Ebbene il pezzo di Pissavini, nella sua bruta contorsione, acrobatica evoluzione non mi è dispiaciuto: certamente non è banale e ottusamente schierato.
Ad altra età avrei potuto partecipare anch’io alla manifestazione pro Palestina e quant’anche malmenato (come possibilmente menato), avrei raccolto i miei stracci, consapevole di riprovare più convinto ed aggressivo la volta seguente... al netto di un ricovero in ospedale.
Se come sostiene Pissavini, le consegne impartite sono il riferimento dell’agente di sicurezza (sempre? ma qui apriremmo un capitolo che coinvolgerebbe il singolo individuo come la società intera), il plotone di poliziotti si è ben distinto, ma siccome il terzo principio della dinamica prevede che ad ogni azione corrisponda... ne assumo quanto Pissavini abbia apprezzato la seguente massiccia occupazione di piazza dei Cavalieri.
La prossima volta, le autorità competenti tareranno meglio gli ordini impartiti ai sottoposti, in maniera da schierarli sì pronti e decisi, ma pure concilianti e propositivi.
In ultima analisi, fa piacere, tranquillizza il fatto, sottolineato nel pezzo, che il pubblico ufficiale sia sottoposto alla legge (eventualmente discutiamo la legge!) che al potente di turno.
Come sa bene anche Pissavini, pure nella sua categoria, non mancano emerite teste di c..., ma quasi in ogni famiglia italiana c’è un carabiniere, un poliziotto, un finanziere (come pure la pecora nera) ed io preferisco ricordare gli Schifani, i Loi, i Traina, i Montinaro, etc., che qualcosa han fatto per questo Paese e che rischiano di venir dimenticati.

Roberto Borsella

25 febbraio 2024 10:40

Già il linguaggio che usa è un programma ben definito. Sbirri fascisti!!!!! Ma quante volte questi ragazzi comunisti fregandosene di tutti hanno seminato violenza per le strade. Cremona ha un triste ricordo nel merito. Avremmo più bisogno bdi ordine . Questo manca. Che paese del piffero che siamo

Luigina

25 febbraio 2024 12:07

I manganelli contro gli studenti non sono ordine, sono squadrismo.
Mi spiace che si senta attaccato quando il termine fascista viene usato come aggettivo negativo, ma così è e così sempre sarà nella democratica Italia post fascista.