Ecco le poesie finaliste delle scuole Beata Vergine, Vida e Sacra Famiglia
Come da tradizione, continua la pubblicazione degli elaborati del "Premio Bertoletti in ricordo di Claudio" giunto quest'anno alla diciottesima edizione, il premio di poesia dedicato alla memoria di Claudio Bertoletti, scomparso a soli 41 anni nel 2005 e da sempre grande appassionato di poesia. Anche quest'anno adesioni record, con oltre 500 componimenti giunti dalle scuole Virgilio, Vida, Campi, Beata Vergine e Anna Frank e Sacra Famiglia.
Queste le poesie finaliste delle Scuole Secondarie di Primo Grado Beata Vergine, Vida e Sacra Famiglia:
- LA RUOTA PANORAMICA
Lenta gira la ruota panoramica
che mostra a tutti le stesse realtà
Sui seggiolini sospesi nel cielo
le persone disabili
le persone cieche
le persone sorde
le persone che non camminano
provano tutte un senso di libertà
e seguono un filo invisibile che le unisce:
un cuore capace di gioire delle piccole cose
che non guarda le differenze fisiche
ma vede con gli occhi dell’anima
le bellezze che si possono ammirare dall’alto della ruota
Chi non sente vede oltre la città
Chi non vede sente la brezza sul viso
Chi non cammina non sente il peso delle proprie catene
Ma chi non ha un cuore che possa apprezzare cosa offre la vita
anche se qualche ostacolo limita la sua visuale del mondo
allora è prigioniero di una disabilità invisibile
che è più invalidante di quelle sotto gli occhi di tutti
ANDREA ZAMBELLONI – ISTITUTO BEATA VERGINE – CLASSE II A
- SENZA CUORE
Se sei senza cuore,
dove custodisci l’amore?
Chi non ha gli occhi ti vede con il cuore e la mente,
chi non ha le gambe corre ugualmente,
chi non ha le braccia ti abbraccia con un sorriso,
chi non può parlare lo fa con le mani e il viso.
A volte uno sguardo è come una carezza
che sa parlare con tanta dolce dolcezza
a chi non sente.
Non serve essere supereroi
per donare amore…
Ma se sei senza cuore,
dove custodisci l’amore?
AGATA BORSI – SCUOLA VIDA – CLASSE II D
- TITOLO: TEMA DEL CONCORSO
Ci sono varie forme di difficoltà,
alcune nel corpo, altre nella realtà.
Ma la più brutta, sai qual è?
È non avere un cuore con sé.
Non parlo del cuore che fa “TUM TUM”
ma di quello che sente gli altri,
nessuno escluso. La vera disabilità, la più pesante,
è non voler bene, neanche un istante.
Perché è un cuore che ama, anche piccolino,
può cambiare il mondo, con un passo piccino.
ALESSANDRO CAPOLUPO – SCUOLA VIDA – CLASSE I A
- IL MONDO È AMORE
Conosco un solo modo di stare al mondo
quello di darsi la mano in un bel girotondo.
Il bianco e il nero, il piccolo e il grande,
l’aspetto fisico non è importante.
Se il tuo corpo è immobile e stanco,
e il tuo cuore in triste compianto,
puoi volare, correre, saltare
in mondi fantastici, dove non credevi di poter arrivare,
la tristezza vincere con l’amore
il bene più prezioso che abita nel nostro cuore.
Se i tuoi occhi non possono vedere
e il colore del mare o del cielo vorresti nella tua mente avere,
le parole di un amico sincero
possono farti toccare le mille sfumature del vero.
Solo in un caso l’amicizia non ti può salvare
se nel tuo cuore non sei più capace di amare.
Un corpo senza corpo può volare
ma un cuore senza amore non sa più dove andare.
Cammina su prati spenti e incolori,
ma, ricorda, in ogni mondo possono crescere fiori !!!
DANIELE VOLPE – SCUOLA VIDA – CLASSE II D
- ESSERE SENZA CUORE
Vuol dire far male
ferire persone innocue
pugnalarle senza pietà, senza cuore.
Perché? Cosa vi fanno loro
per fingervi loro amici
e poi ingannarli ?
Magari loro si fidavano di voi
e magari sono ancora tra di noi
e non lo sappiamo e infatti dobbiamo
credere a niente di quello che sentiamo
e solo la metà di quello che vediamo.
E alcuni ragazzi quando lo scoprono pensano di non avere più niente per cui vivere
e si dimenticano di tutte le persone che in realtà gli vogliono bene.
ELISA CATALDO – SCUOLA VIDA – CLASSE I D
LA PRIGIONE PIU’ GRANDE
La più grave disabilità
Non è la mente che cieca si fa
Né il corpo che cede sotto il peso del tempo
Ma l’anima vuota che non sa riconoscere il dolore altrui
Che non sente il battito del mondo,
Che tace di fronte alla sofferenza.
La più grave disabilità
Non è quella che limita il cammino
Ma quella che spegne la luce dove ancora c’è della speranza
che indifferente passa accanto al grido
e nemmeno sussurra “io ti vedo”.
La più grande ferita è laddove il cuore smette di ascoltare
E si fa distante dal pianto del prossimo
Dove ogni sorriso è merce rara
L’amore invece è solo una parola vuota
sussurrata senza emozione
La più grave disabilità
È l’incapacità di tendere una mano
Di ascoltare senza giudicare,
Di vedere senza ignorare,
Di vivere senza condividere
perché un cuore che non batte
è la prigione più grande.
LUIGI RIOLO – SCUOLA VIDA – CLASSE II A
- OLTRE IL CONFINE
C’ È UN SILENZIO CHE PARLA,
UN BATTITO DIVERSO NEL RITMO DEL MONDO,
UN PASSO CHE NON CORRE, MA DANZA
SULLE NOTE DELL’IMPREVISTO.
NON È ASSENZA MA TRASFORMAZIONE,
UN’ECO CHE RISUONA NELLE PIEGHE DEL CUORE,
UN VOLO CHE NON SEGUE IL VENTO,
MA INVENTA CIELI NUOVI.
LE MANI CERCANO IL SENSO DEL BUIO,
GLI OCCHI SCRUTANO OLTRE IL VISIBILE,
LE PAROLE SI INTRECCIANO IN LINGUE SEGRETE,
E I SOGNI SCALANO CIME INVISIBILI.
CHI GUARDA, A VOLTE, NON VEDE;
CHI GIUDICA, SPESSO, NON SA.
MA C’ È UNA FORZA CHE CRESCE NEL LIMITE,
UN’ARTE CHE FA AVANZARE LA VITA DI CHI VA.
E ALLORA, DISABILITA’, TU NON SEI UNA PRIGIONE,
SEI UN INVITO A GUARDARE DI PIU’,
A SENTIRE PIU’ FORTE,
A VIVERE CON L’ANIMA NUDA.
PERCHE’ OGNI OMBRA PORTA LA SUA LUCE,
E OGNI CONFINE È UN INIZIO.
EDOARDO FRATE – SCUOLA SACRA FAMIGLIA – CLASSE II A
- MEMORIA CHE SCOMPARE
Parlo di te, nonna Mimì.
Con te che dolce sei sempre stata,
anche se ora sei smemorata.
La malattia è arrivata veloce, a volte ti parlo e perdo la voce.
Ma è sempre bellissimo starti vicino,
sei la nonna perfetta per ogni bambino.
All’inizio non capivo cosa ti succedeva,
non ricordavi se era in frigo la spesa.
Ci ho messo un po’ ad accettare il perché,
e a capire come poter stare vicino a te.
Senza vederti agitata, triste o preoccupata,
ma chiacchierona, sorridente e spensierata.
Parliamo insieme dei nostri ricordi più belli,
anche se a volte non ricordi neanche quelli.
La nostra vita oggi è molto cambiata,
ma io mi sento sempre fortunata.
Ogni volta che ho voglia di stare con te,
mi guardi, mi chiami Ninì e cominci a parlare con me.
GIORGIA BIAGGI – SCUOLA SACRA FAMIGLIA – CLASSE II A
- STESSO AMORE
Nel giardino della vita crescono
molte storie,
di corpi segnati,
di anime in cerca di glorie.
C’è chi lotta ogni giorno,
con il peso della sua croce,
chi ha un corpo perfetto,
ma nel cuore non ha voce.
Un’ombra che si cela,
e l’indifferenza che avvolge
come una tela.
Un corpo scintillante che si muove,
una mente brillante,
ma nell’abbraccio dell’altro,
resta distante
Il cuore è un faro,
che illumina il sentiero
senza di esso,
l’amore è solo mistero.
Amiamo chi è diverso
chiunque esso sia,
perché dietro ogni pietra
si nasconde una poesia.
LEONARDO FRANCESCO PASQUALINI – SCUOLA SACRA FAMIGLIA – CLASSE II A
- PER ME TU SEI SPECIALE
(l’autrice immagina che sia il cugino Luciano a scriverle questa lettera)
Fin da quando ci siamo incontrati
fin dalla prima volta
fin dal primo sguardo
ho capito
che non eravamo uguali…
Ho capito che i tuoi occhi
erano diversi dai miei
Ho capito che le tue mani e le tue gambe
erano diverse dalle mie
Ho capito che i tuoi piedi
erano diversi dai miei
Un modo di saltare, camminare, giocare
diverso dal mio
Un cromosoma in più
un’ enorme differenza
Una cosa così piccola
un terremoto così grande
Sono passati tanti anni
Le nostre mani
ancora così diverse
I nostri occhi e i nostri piedi
ancora così diversi
Le nostre vite e le nostre strade
ancora così diverse
Il legame che ci unisce
più vivo e più forte che mai
Io in mezzo a tanti uomini di latta,
senza cuore, ho avuto una grande fortuna:
ho trovato te!
Ed allora,
grazie,
grazie del tuo cuore
così pieno d’amore
grazie di volermi
così tanto bene…
anche se io
ho un cromosoma in più
tuo cugino Luciano
LUCIA FORTEZZA – SCUOLA SACRA FAMIGLIA – CLASSE I B
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