16 febbraio 2026

"I poveri sono la carne di Cristo". Il messaggio del Vescovo Napolioni per la Quaresima

Mercoledì, con le Ceneri, inizia la Quaresima. Ecco il messaggio del vescovo Napolioni dal titolo "I poveri sono la carne di Cristo".

"In questa Quaresima vi invito a prendere in mano la prima esortazione apostolica di Papa Leone, intitolata Dilexi te, che raccomando a tutti di leggere con apertura di mente e di cuore. Il Signore, attraverso i Papi, ci chiama oggi ad essere una “Chiesa povera, dei poveri, per i poveri», non per un facile slogan ma per un impegnativo sguardo di fede che vi riconosce «il nucleo incandescente della missione ecclesiale” (DT 15)È lo Spirito di Dio che ci chiede un cambio di prospettiva, per essere fedeli al mandato di Gesù nel costante discernimento dei segni dei tempi. L’incontro con i poveri – scrive Papa Leone – “è un modo fondamentale di incontro con il Signore della storia» e «la scelta prioritaria per i poveri genera un rinnovamento straordinario sia nella Chiesa che nella società, quando siamo capaci di liberarci dall’autoreferenzialità e riusciamo ad ascoltare il loro grido” (DT 5).

Gesù ha fatto la scelta della povertà, sino all’estremo dell’identificazione con gli ultimi nella sua Pasqua di morte e risurrezione. Perciò “i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica ma la stessa carne di Cristo” (DT 110), che ci permette di contemplare il mistero di condivisione e comunione tra il Padre e il Figlio, in cui ciò che è dell’uno è insieme dell’altro. In Cristo, infatti, la povertà è ricchezza e pienezza di relazioni (cfr. DT 64). La Chiesa cremonese è sempre stata attenta a servire i poveri; ora il Papa ci ricorda che questo “non è un gesto da fare ‘dall’alto verso il basso’, ma un incontro tra pari… La Chiesa, quindi, quando si china a prendersi cura dei poveri, assume la sua postura più elevata” (DT 79).

È necessario che “tutti ci lasciamo evangelizzare dai poveri” (DT 102), perché “il cristiano non può considerare i poveri solo come un problema sociale: essi sono una questione familiare. Sono dei nostri”, e “il rapporto con loro non può essere ridotto a un’attività o a un ufficio della Chiesa” (DT 104). Sull’esempio di sant’Omobono, tutto il popolo di Dio è chiamato e abilitato nella grazia a vivere l’incontro con i poveri, e a lottare senza tregua per denunciare e rimuovere le cause strutturali delle situazioni di ingiustizia, che in un drammatico crescendo fabbricano poveri, senza pietà!

Il tempo di Quaresima ci offre la potenza della Parola che chiama a conversione, la grazia della penitenza e della riconciliazione, e l’occasione per dare corpo alla fantasia della misericordia e della solidarietà. Così cammineremo più liberi e gioiosi nella sequela di Gesù, sull’esempio e nello stile di san Francesco d’Assisi, di cui stiamo per celebrare l’ottavo centenario della morte, o meglio del “transito”. Francesco scelse di farsi povero e umile per assomigliare al Cristo amato. Il ricordo vivo di un santo così radicale e provocante ispiri i nostri cuori a vivere nell’autentica carità cristiana verso il prossimo, e con sinceri desideri di concordia e di pace tra i popoli.

La Caritas diocesana propone diverse modalità concrete per vivere bene la Quaresima, con particolare attenzione al ruolo strategico della Casa di accoglienza di Cremona, completamente ristrutturata grazie alla Fondazione Arvedi-Buschini e ad alcuni contributi pubblici ed ecclesiali. Ad essa si affianca la più piccola casa di Casalmaggiore. E l’accoglienza può diventare domestica, condividendo la nostra tavola con persone sole e svantaggiate, senza dimenticare di portare una “colomba di speranza” ai fratelli detenuti in carcere. La Borsa di S. Omobono continua a sostenere storie di famiglie in gravi difficoltà: non permettiamo che si svuoti mai del tutto.

La preghiera, dialogo intimo e comunitario con il Dio di Gesù Cristo, ci ricolmi dello Spirito di carità e ci renda amici e fratelli dei poveri e dei piccoli, per condividere con loro la beatitudine evangelica".

+ Antonio, Vescovo


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