"La bellezza come cura: quando il cosmetico diventa alleato nelle terapie oncologiche". Intervista al Professor Daniele Generali, Direttore dell’Oncologia Multidisciplinare
Prendersi cura non significa soltanto curare. E’ da questa consapevolezza sempre più condivisa che nasce il convegno “La bellezza come cura: il cosmetico come supporto alle terapie oncologiche”, in programma domani alle ore 9.30, nella Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona Mantova Pavia, a Cremona.
Un appuntamento che mette al centro la persona, prima ancora della malattia, e che apre un dialogo necessario tra oncologia, cosmetologia, psicologia e umanizzazione delle cure. Perché il cancro non colpisce solo il corpo, ma l’identità, l’immagine di sé, il modo di stare nel mondo.
Le terapie oncologiche, pur essendo sempre più mirate ed efficaci, possono lasciare segni visibili: alterazioni cutanee, perdita dei capelli, fragilità delle unghie, cambiamenti che incidono profondamente sull’autostima e sul benessere emotivo del paziente. In questo scenario, il cosmetico oncologico non è un vezzo, ma uno strumento di supporto terapeutico, capace di alleviare effetti collaterali e restituire dignità, normalità, forza.
Tra i protagonisti del convegno, il Professor Daniele Generali, Direttore dell’Oncologia Multidisciplinare per le patologie mammarie, ginecologiche e testa-collo dell’Ospedale di Cremona, da anni impegnato in un approccio alla cura che integra scienza e umanità.
“Oggi non possiamo più permetterci un’idea di oncologia che si occupi solo del tumore” spiega il Professor Generali. “La qualità della vita durante le terapie è parte integrante del percorso di cura. I cambiamenti nell’aspetto del paziente non sono effetti ‘secondari’: sono esperienze che il paziente vive ogni giorno e che influenzano l’aderenza alle terapie e la risposta emotiva alla malattia.”
Secondo il Professore, l’uso consapevole e scientificamente validato di cosmetici specifici può rappresentare un vero e proprio supporto clinico:
“Un cosmetico adeguato non cura il cancro, ma cura la persona che sta affrontando il cancro. Riduce il disagio, migliora la percezione di sé, aiuta il paziente a continuare a riconoscersi allo specchio. E questo ha un impatto reale anche sul percorso terapeutico.”
In oncologia, parlare di bellezza può sembrare controcorrente. Eppure, è proprio nei momenti di maggiore fragilità che il prendersi cura del proprio aspetto diventa un atto di resistenza, un modo per riaffermare la propria identità oltre la malattia.
Il convegno di Cremona si inserisce in un percorso più ampio di umanizzazione delle cure, tema centrale anche in vista del 4 febbraio, Giornata Mondiale contro il Cancro, che richiama istituzioni, professionisti sanitari e cittadini a una responsabilità condivisa: curare meglio significa curare in modo più umano.
“Umanizzare non vuol dire rinunciare al rigore scientifico”, sottolinea ancora Generali.
“Vuol dire integrare competenze, ascolto e attenzione alla persona. Quando un paziente si sente visto, rispettato e accompagnato, affronta le terapie con una forza diversa.”
“La bellezza come cura” non è solo il titolo di un convegno, ma il simbolo di un cambio di paradigma: una medicina che non separa corpo e vissuto, che riconosce il valore del benessere psicologico come parte integrante della guarigione.
Nel corso dell’incontro con il professor Daniele Generali, abbiamo affrontato alcuni dei temi più attuali della medicina contemporanea, con uno sguardo che unisce rigore scientifico e attenzione alla persona.
A partire dal concetto di “bellezza come cura”, Generali ha sottolineato come oggi l’oncologia non possa più limitarsi all’efficacia terapeutica, ma debba prendersi carico anche della dimensione psicologica, identitaria e relazionale della paziente. In questo contesto si inserisce una medicina moderna sempre più tecnologica e personalizzata, capace di adattare le terapie alle caratteristiche biologiche della malattia, senza però perdere di vista l’umanità del percorso di cura.
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione attuale dei tumori al seno, ai progressi della ricerca e al ruolo centrale della prevenzione e della diagnosi precoce, strumenti che hanno contribuito in modo significativo al miglioramento della prognosi. Accanto agli avanzamenti scientifici, il professore ha ribadito l’importanza di un corretto stile di vita, parte integrante di una strategia di salute globale.
Il messaggio che emerge è chiaro: la sfida dell’oncologia di oggi e di domani è coniugare innovazione e umanizzazione, costruendo una medicina che non solo cura, ma aiuta a vivere, mettendo la persona, e non solo la malattia, al centro.
A Cremona, domani mattina, si parlerà di cosmetici oncologici, ma soprattutto di dignità, relazione, qualità della vita. Temi che risuonano con forza in un momento storico in cui la lotta al cancro non è più solo una sfida biologica, ma profondamente umana.
Perché, a volte, anche un gesto semplice come prendersi cura della propria pelle può diventare un modo per dire: io sono ancora qui.
Nel video l’intervista al Prof. Daniele Generali – Direttore Oncologia Multidisciplinare patologie mammarie, ginecologiche e testa-collo – Ospedale di Cremona
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