150 anni fa nasceva a Cremona l'intarsiatore Orlando Baltieri. Suoi il tavolo, le sedie e i mobili della Sala della Consulta in Palazzo Comunale
Il 9 giugno di 150 anni fa (1876) nasceva a Cremona Orlando Baltieri, intarsiatore e intagliatore, ultimo grande erede della straordinaria e millenaria tradizione cremonese della lavorazione del legno (che portò anche alla nascita della grande liuteria). Baltieri aveva bottega in via Geromini 12, nel quattrocentesco palazzo Bagarotti. Molti suoi mobili e intarsi sono in case nobili di Cremona e in chiese della Lombardia e non solo. Di straordinaria bellezza l'intarsio del pulpito della Parrocchiale di Ponte San Pietro (Bergamo) con "Cristo cher parla alla folla. attorniato dagli apostoli". Ma ancora visibili sono in città la sala di rappresentanza della Prefettura costituita da 5 pezzi in noce con poltrone e seggiole, la "Cattedra Vescovile" del Duomo di Cremona con l'intarsio centrale dell'Assunta e lateralmente Sant'Omobono e Sant'Imerio (le statuette in legno sono di Piero Ferraroni) e gli straordinari mobili della "Sala della Consulta" del Palazzo del Comune di Cremona con il tavolo in noce massiccia lungo otto metri, poltrone, seggiole, un leggio e due colonnette per i busti tutti in stile rococò. L'ultimo suo lavoro fu il coperchio del fonte battesimale della chiesa di Fossacaprara di Casalmaggiore.
Ed ecco quello che scriveva di lui Eugenio Moreni sul dizionario biografico degli artisti dell'Adafa.
"Nacque in Cremona da Luigi, falegname. Dopo aver seguito gli studi secondari nella città natale, per naturale tendenza si iscrisse all'Accademia di Brera in Milano. Studiò con profitto (sì da meritarsi un viaggio premio di otto giorni a Parigi) e si diplomò con la massima lode.
Ebbe così l'abilitazione all'insegnamento della scultura in legno, del disegno professionale e della plastica. Ma volle anche perfezionarsi e, sempre in Milno, frequentò la « Scuola superiore di arte applicata all'industria », ove fu allievo del prof. Zaneletti e del Lovati, due figure di spicco di quei tempi. Nel 1901 vinse il concorso bandito dall'Istituto tenico «Ala Ponzone » (che aveva sede già nel Palazzo Reale di corso Vitt. Em. 11), insegnandovi sino al 1930. Ma, dopo il 1924, aprì un proprio laboratorio in Largo Paolo Sarpi, nella casa (ora scomparsa) di proprietà dei conti Benaglio. In questo laboratorio era coadiuvato dal figlio Edmondo e, negli ultimi tempi, da una quindicina di dipendenti (fra apprendisti ed assistenti), molti dei quali provenivano dai diplomati della scuola nella quale era stato apprezzato professore. Intorno al 1930, abbandonando definitivamente l'insegnamento, si trasferiva nel laboratorio di via F. Geromini, 12, sito nel quattrocentesco palazzo già dei conti Bagarotti-Maculani e poi Maglia, ove cessava l'attività alle soglie della seconda guerra mondiale (1940).
Adempì anche alla funzione di "Direttore artistico" della ormai scomparsa ditta Clemente Allodi che, in via Amati, produceva cornici e lampadari artigianalmente eseguiti. In circa un sessantennio di lavoro egli "creò " molti pregevoli pezzi quasi tutti destinati a case private e perciò ora difficilmente rintracciabili.
Il figlio conserva le fotografie: di un letto in noce e di una bellissima e grande cornice barocca (un pezzo di vera bravura) del 1898; di una seggiola e di un portavaso a capitello in noce del 1901; di due altre cornici barocche del 1903; di un divano dorato stile impero del 1906. Costruì inoltre un numero imprecisato di camere da pranzo, di camere da letto e di altri mobili, per conto di privati, sempre ispirati ad alto gusto artistico.
Sono anche da considerare un bel bassorilievo in acero rappresentante la «Madonna col bambino » (1935), ora in possesso del dott. Lanzoni di Calcinate (Bergamo), e lo « scalone » in noce (1919) della villa del sig. Dell'Argine in Cizzolo (Mantova).
E' anche da ricordare un pregevole suo intarsio (di centimetri 80 x 60 c.), di grande effetto e di notevole incisività, rappresentante il Cristo che parla alla folla, attorniato dagli apostoli, eseguito per il pulpito di una Parrocchiale, forse quella di Ponte S. Pietro (Bergamo).
Lo fa poi ricordare come un artista di grande precisione, la copia (con le necessarie integrazioni) eseguita nel 1909, del famoso « arcibanco » del celebre Platina (fine XV secolo). L'opera originale è in S. Sigismondo e la copia in S. Agata. Alcuni suoi lavori furono commissionati da enti pubblici e religiosi nel periodo fra gli anni 1929 e 1935.
La sua fu una vita densa di attività, ma silenziosa. Uomo buono estimato, non si mise mai in evidenza, nonostante fosse stato il vincitore di numerosi concorsi.
Il Baltieri fu tanto bravo quanto modesto. Fu intarsiatore e intagliatore in legno di tale elegante abilità da potersi annoverare fra i migliori artisti del genere a lui contemporanei".
Orlando Baltieri morì a Cremona il 31 luglio del 1953
Nelle foto la Sala della Consulta di Palazzo Comunale, Baltieri e l'intarsio Cristo parla alle folle
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commenti
Tiziano
9 giugno 2026 07:28
Tavolo molto solido, fatto bene, a prova di salti.
Peccato che l'esultanza per la conquistata serie B non sia stata identica a quella per la serie A.
Vedo un Virgilio un po' dimesso ultimamente.