31 luglio 2026

"Cantiere di notte", tutti col naso all'insù nella chiesa della Santissima Trinità, alla scoperta della meravigliosa cupola barocca fresca di restauro

Il colore, gli stucchi, i putti e la gloria rappresentata nella cupola della chiesa della Santissima Trinità, trionfo di barocco che ora si esprime in tutta la sua bellezza e magnificenza dopo il prezioso lavoro di restauro dei mesi scorsi. Una chiesa che regala sempre grandi emozioni, uno scrigno che ha nascosto e svelato poi preziosi gioielli della storia dell'arte cremonese. 

Ne avevamo già scritto alcuni mesi fa, lo scorso gennaio (leggi qui), quando avevamo avuto il privilegio e l'onore di seguire in esclusiva dal vivo alcune fasi del cantiere; ieri sera invece don Aldo Manfredini ha aperto le porte della chiesa di corso XX Settembre per proporre il "cantiere di notte", una serata dedicata proprio alla riscoperta dei tesori della chiesa della Trinità (prima dedicata a San Gregorio Martire, di cui custodì anche le reliquie), durante il quale sono stati presentati i lavori di restauro portati avanti dalla ditta Rizzi di Luigi Rizzi e Federica Cattadori. La serata è stata anche occasione per seguire l'apprezzatissima relazione sul barocco della studiosa Norma Boari, che ha catturato l'attenzione dei numerosissimi presenti spiegando tutti i dettagli tecnici e pittorici della cupola, i giochi di prospettiva, la ripartizione degli spazi e la scelta dei colori per dare il massimo risalto al centro della volta e dunque alla trinità rappresentata con un triangolo. E insieme gli angeli e i putti che escono dal dipinto per porgere rami fioriti, realizzati in stucco, verso i fedeli. E poi ancora il capocielo, che per l'occasione è stato abbassato proprio per dare il massimo risalto agli affreschi e alle decorazioni della volta.

Al termine della presentazione i numerosi presenti hanno potuto ammirare un po' più da vicino le decorazioni della cupola passeggianto nel presbiterio, cogliendone i diversi scorci prospettici e i nuovi particolari. Il tutto, accompagnato dalle suggestive note di Vivaldi, che hanno reso ancora più intensa ed emozionante la serata.

Ora il prossimo passaggio sarà terminare il restauro della magnifica pala d'altare settecentesca -opera di Johann Georg Fochezer- e riposizionarla al suo posto dove al momento di togliere la grande tela, è stato rinvenuto un antico affresco trecentesco raffigurante un Cristo in Pietà, sormontata da una sottile cornice in cotto (elemento tipico dell'arte trecentesca cremonese), con piccole decorazioni in stile gotico; addirittura questo affresco potrebbe essere stato dipinto sopra un precedente disegno.

Insomma, ancora una volta uno scrigno di arte e storia all'interno di una chiesa cittadina, una tra le più antiche e suggestive e sicuramente con una storia ricca e importante da raccontare e da scoprire pezzo dopo pezzo.

Michela Garatti


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