21 agosto 2026

Boccata d'ossigeno per il grande fiume. Cresce di 10 centimetri l'ora e il Po è passato da-8,30 centimetri a -6,98

Una boccata d’ossigeno, finalmente, per il Grande fiume. Le piogge che hanno colpito il Nord hanno permesso al Po di risalire rapidamente guadagnando circa  un metro e mezzo d’acqua. All’idrometro di Cremona  si è  così passati dagli 8 metri e 30 centimetri sotto lo zero idrometrico ai  6 metri e 98 centimetri toccati oggi alle 16,30. Il fiume al momento cresce di circa 10 cm all’ora, un aumento che, senz’altro, proseguirà anche nelle prossime ore e per tutto il weekend, il penultimo di questo rovente mese di agosto. Il meno 6, per altro, ormai non si vedeva da mesi.  

La situazione resta, chiaramente, quella di una magra evidente ma i livelli estremi toccati nei giorni e nelle settimane scorse sono già un ricordo. Come sottolineato dall’Autorità di bacino distrettuale del Po nel suo aggiornamento settimanale la portata transitante nelle principali sezioni del fiume Po, nell’ultima settimana, ha evidenziato un leggero aumento. La portata media parziale calcolata per la prima metà di agosto risulta essere, per tutte le sezioni idrometriche di riferimento del fiume Po, inferiore rispetto ai valori tipici del periodo; l’indice standardizzato Sfi, calcolato per gli ultimi 30 giorni, identifica condizioni di “siccità estrema” per tutte le sezioni. Al 19 agosto la portata a Pontelagoscuro è di 261 m /s, valore inferiore alla soglia critica relativa al fenomeno dell’intrusione salina, pari a 450 m /s. Per quanto riguarda i Grandi Laghi, i volumi invasati si trovano in condizioni identificate in “siccità estrema” per il Lago Maggiore, “siccità severa” per il Lago di Como, “siccità moderata” per il lago d’Iseo e “nella norma” per il Lago di Garda (indice standardizzato SVI calcolato sugli ultimi 30 giorni). Nei prossimi giorni, il territorio del Distretto del Po sarà caratterizzato da un indebolimento dell’alta pressione e il passaggio di masse d’aria più umide e relativamente più fresche, con ritorno a valori precipitativi generalmente sopra la media e fenomeni temporaleschi diffusi. Per quanto riguarda le temperature è previsto il termine dei periodi di onda di calore sulle pianure, con valori che in prevalenza dovrebbero tornare in linea con il periodo, tranne nelle aree alpine e prealpine che dovrebbero rimanere al di sopra della media. Dal punto di vista idrologico, in relazione all’evoluzione meteorologica prevista, si attende un generale incremento delle portate nei principali corsi d’acqua del Distretto. Considerando le attuali problematiche riferite ai comparti irriguo e idropotabile, come rimarca ancora l’Autorità di bacino distrettuale del Po le criticità oramai di lungo periodo caratterizzanti i Grandi Laghi regolati, per alcuni dei quali si registrano anche condizioni di “siccità estrema”, le criticità nel Delta del Po dove si osserva da settimane ormai una persistente intrusione dell’acqua salata con difficoltà o impossibilità ad esercitare i prelievi, a seguito della seduta dell’Osservatorio tenutasi il 06 agosto, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata <Alta> con l’eccezione del territorio della regione Marche per il quale si valuta un livello di severità idrica locale medio, con tendenza al peggioramento. Facendo seguito alla proposta emersa durante il precedente Osservatorio, si segnala che sulla base delle disponibilità dei vari invasi montani sono stati aumentati, per quanto possibile, i rilasci al fine di contenere i disagi nelle aree di valle. Inoltre, registrato l’aumento del numero di Comuni interessati da problemi di approvvigionamento dei sistemi acquedottistici, in applicazione dell’art. 50 del D.lgs. 267/2000 (TUEL), e in coerenza con il principio di priorità dell’uso potabile sancito dall’art. 144 del D.lgs. 152/06, viene ribadito dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici l’invito ai Sindaci dei Comuni interessati, laddove non abbiano già provveduto, ad adottare ordinanze sindacali che disciplinino e limitino i prelievi idrici per usi non essenziali. In particolare, si raccomanda di vietare o limitare nelle fasce orarie di massima richiesta i seguenti usi: Lavaggio di autoveicoli, motocicli e altri mezzi di trasporto privati con acqua corrente proveniente dalla rete idrica pubblica (consentito l’utilizzo di autolavaggi professionali con sistemi di riciclo dell’acqua); riempimento, rabbocco e mantenimento del livello delle piscine ad uso privato. Per le piscine ad uso pubblico o collettivo, limitare i rabbocchi allo stretto necessario e privilegiare sistemi di filtrazione e ricircolo; irrigazione di giardini privati, prati ornamentali e aree verdi con acqua proveniente dalla rete idrica pubblica nelle ore diurne. Consentire l’irrigazione esclusivamente nelle prime ore della mattina (5:00–8:00) o nelle ore serali (20:00–22:00), preferendo l’utilizzo di acque meteoriche o grigie ove disponibili; utilizzo di acqua potabile per il lavaggio di cortili, piazzali, terrazzi e spazi pubblici non destinati a scopi igienico-sanitari; utilizzo di acqua per fontane ornamentali e zampilli non dotati di sistemi di ricircolo; riempimento di vasche, laghetti artificiali e altri bacini ornamentali privati. Rimangono attive infine le raccomandazioni di cui al Bollettino ordinario n.6 emesso contestualmente all’Osservatorio svoltosi in data 6 agosto 2026. Ora restano, comunque, alcune domande di fondo: tutto passato? Problema risolto? Magra dimenticata e tiriamo tutti un sospiro di sollievo? La risposta è No e deve continuare ad essere No. Da ormai diversi anni il Po ci ha abituato a magre (anche invernali) sempre considerevoli, superando puntualmente i 7 metri sotto lo zero idrometrico (sempre riferendosi all’idrometro di Cremona) e, spesso, andando anche oltre i meno 8. Da anni assistiamo all’arrivo, e ben venga, delle televisioni e dei giornali nazionali che ci mostrano le crisi del fiume. Da anni assistiamo a periodi di siccità sempre più importanti (si pensi ad esempio alle turbine in azione a Isola Pescaroli per cercare di garantire acqua alla campagna cremonese e mantovana) ed a temperature che vanno spesso, in estate, oltre la norma. Da anni dalle nostre parti non nevica e le gelate sono sempre più rare. Di fronte a tutto questo coloro che sono chiamati a decidere (ed anche chi lo sarà nell’immediato futuro) devono porsi delle domande, fare delle scelte (quasi sempre impopolari), devono prendersi a cuore il problema (non nei momenti di emergenza ma in quelli di normalità) e trovare delle soluzioni concrete. Occorrono persone competenti (non certo il politico di turno che va a sistemarsi con una sdraio in spiaggia per fare della cagnara) che portino, nel più breve tempo possibile, soluzioni e fatti: non chiacchiere. 

Eremita del Po

Paolo Panni


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