Sanità, carenza di infermieri. Belleri: ogni sforzo per mantenere i servizi per i cittadini
Alla denuncia della Cgil sul ricorso sempre più diffuso della esternalizzazione dei servizi ospedalieri (leggi qui), è arrivata immediata la replica del direttore dell'Asst di Cremona, dottor Ezio Belleri che chiarisce la situazione e illustra come si cerchi di ovviare alla carenza di personale infermieristico.
Ecco le dichiarazioni di Belleri.
«La carenza di personale infermieristico è una criticità strutturale che interessa l'intero Servizio Sanitario Nazionale e impone alle aziende sanitarie di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per assicurare continuità e sicurezza delle cure.
Anche a Cremona la situazione è particolarmente complessa. I numeri ne restituiscono con chiarezza la dimensione: nel 2025 sono stati assunti 53 infermieri, a fronte di 103 cessazioni; nel 2026 i nuovi ingressi sono 27, mentre le cessazioni previste entro dicembre sono 90, con un saldo negativo di 63 professionisti.
In tale contesto, la priorità è mantenere i servizi e rispondere ai bisogni dei cittadini. Per questo vengono utilizzate tutte le modalità di reclutamento e collaborazione consentite dalla normativa: concorsi pubblici, assunzioni a tempo determinato, lavoro interinale, incarichi libero-professionali e, dove necessario, affidamenti esterni. Nessuno di questi strumenti esclude gli altri. I bandi restano aperti e le condizioni economiche vengono aggiornate per favorire l'ingresso di nuovi professionisti.
Il ricorso a soggetti esterni è quindi una misura straordinaria, temporanea e integrativa, adottata quando gli altri canali non consentono di reperire risorse sufficienti. Una soluzione che permette di sostenere l'organizzazione e mantenere la continuità delle attività.
Accanto al reclutamento, c'è un tema altrettanto importante: creare condizioni che favoriscano la permanenza dei professionisti in Azienda. Per questo vengono utilizzati tutti gli strumenti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale della Sanità pubblica, definito e sottoscritto con le organizzazioni sindacali, e, dove possibile, le leve organizzative che possono contribuire a migliorare le condizioni di lavoro.
A questo si affianca l'attenzione alla qualità dell'assistenza e a come viene percepita dai pazienti. È in corso una rilevazione strutturata dell'esperienza delle persone ricoverate, attraverso un questionario che valuta aspetti concreti come ascolto, rispetto, comunicazione, risposta ai bisogni e continuità assistenziale. I primi risultati sono positivi, pur trattandosi di dati preliminari, e rappresentano uno strumento importante per monitorare la qualità e individuare eventuali aree di miglioramento.
Il confronto con le organizzazioni sindacali è periodico e aperto, proprio per condividere eventuali criticità e individuare insieme possibili risposte».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti
Nonna sprint
22 agosto 2026 04:41
Pagateli come si deve !
Marco
22 agosto 2026 10:09
Ha ragione.
Diversamente sarà terzo mondo.
Marco
22 agosto 2026 09:49
Sanità pubblica allo sfascio