13 aprile 2026

Bosco filtro all'inceneritore, dopo anni resta ancora la plastica usata per piantumare gli alberi a fine anni '90. Blister e teli nell'area verde

Questo è oggi il Bosco Filtro dell'Inceneritore di Cremona, impiantato fine anni '90: come si vede dalle foto, a terra si trovano molti residui di plastica, alcuni dei quali sono dei veri e propri "reperti" che risalgono agli anni della costruzione dell'inceneritore e alla realizzazione del bosco piantumato intorno all'impianto.

Torniamo così al 1995, anno in cui iniziarono i lavori di costruzione, nonostante il referendum consultivo contrario del 18 giugno, che sentenziò il no dei cremonesi all'impianto, l'inceneritore venne comunque realizzato per entrare in funzione nel 1997 e completato con appunto un bosco che aveva la funzione da fare da filtro. Come da prassi, una volta messi a dimora gli alberelli, alla loro base vennero posizionati i blister in plastica, a protezioni dei giovani fusti mentre a terra si stesero centinaia di metri di teli per evitare la proliferazione delle rampicanti (pacciamatura artificiale).

Tutto questo come vuole la teoria, ma poi la pratica negli anni a seguire non vide mai una rimozione di queste protezioni plastiche così come dei teli anti rampicanti, che sono ancora oggi presenti in abbondanza, sparpagliati a terra in tutta l'area, alcune ancora intere, altre sbricioltate dal tempo e dalle intemperie, fonti inesauribili di temibili microplastiche in questo angolo di verde (che poi non è tanto un angolo, ma ben più grande), che è stato creato con una destinazione di tutela ambientale. Una situazione che va avanti da anni, evidentemente, e che sicuramente non concorre a rendere sano e salubre questo bosco "filtro" sotto l'inceneritore.

Michela Garatti


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