I Carabinieri di Crema hanno arrestato un uomo ritenuto responsabile di una truffa aggravata e di un altra tentata commesse con la tecnica del finto carabiniere e della finta rapina in gioielleria
La tempestività di intervento e le immediate richieste di aiuto da parte delle vittime hanno consentito ai Carabinieri della Compagnia di Crema di ottenere un nuovo importante risultato sul piano repressivo. Infatti, i militari dell’Aliquota Radiomobile di Crema hanno arrestato un uomo di 22 anni, residente in provincia di Milano, ritenuto responsabile di una truffa aggravata perché commessa in abitazione, ai danni di persona fragile e con la tecnica del finto carabiniere, e di un’altra truffa tentata, utilizzando in entrambi i casi il metodo della finta rapina in gioielleria.
La tecnica utilizzata è stata questa: la mattina del 25 maggio un finto maresciallo dei Carabinieri aveva telefonato in una abitazione, riferendo di una rapina avvenuta in una gioielleria di Crema con l’auto della persona contattata. Ma la vittima non era stata ingannata perché si era rivolta ad alcuni familiari che le avevano detto che si trattava di un raggiro eseguita seguendo un copione ben collaudato. I militari avevano avuto notizia di un’auto in uso al presunto truffatore e avevano iniziato la ricerca del veicolo in questione. Tutte le pattuglie erano state dislocate lungo le principali arterie stradali del cremasco al fine di intercettarla. E la ricerca organizzata ed eseguita suddividendo il territorio in settori aveva portato all’esito sperato: verso le 16.30 una pattuglia della Radiomobile di Crema aveva intercettato l’auto in questione sulla SP 19. I militari avevano seguito e intimato l’alt al conducente lungo la SP 185, nel comune di Misano Gera d’Adda (BG), identificandolo nel 22enne. L’uomo era evidentemente nervoso e agitato. I militari hanno perquisito l’uomo e la sua auto, trovando sulla sua persona numerosi monili in oro di cui non ha saputo giustificare il possesso. Lo hanno accompagnato in caserma a Crema e hanno accertato la provenienza furtiva degli oggetti in oro, in quanto, dopo il primo tentativo di truffa, era stata consumata una truffa a Campagnola Cremasca nei confronti di una donna anziana. In questa seconda circostanza, un uomo aveva chiamato la centrale operativa dei Carabinieri di Crema, comunicando che la madre era stata vittima di un raggiro. La donna aveva ricevuto una chiamata da un uomo che si era presentato come maresciallo dei carabinieri e le aveva detto di raccogliere l’oro che aveva in casa al fine di verificare che non fosse la refurtiva di una rapina in gioielleria, informandola che avrebbe mandato un altro carabiniere ad effettuare il controllo. E poco dopo si era presentato a casa sua un uomo che diceva di essere il carabiniere inviato per il controllo dell’oro e che avrebbe portato via i monili per le verifiche, allontanandosi rapidamente. I militari hanno compreso che il primo tentativo di truffa e la seconda truffa consumata erano collegate. L’anziana vittima è stata ricevuta nella caserma di Crema dove ha presentato la denuncia e ha riconosciuto come suoi i monili d’oro trovati nella disponibilità del 22enne, ovvero collane, bracciali, orecchini, anelli e due fedi nuziali con incisi i nomi della donna e del marito, mancato alcuni anni fa, e la data del loro matrimonio, del valore complessivo di circa 15.000 euro. Inoltre, è stato preparato un fascicolo fotografico mostrato alla vittima che ha riconosciuto il 22enne come il presunto autore della truffa. Il 22enne è stato dichiarato in arresto per la truffa consumata ed indagato per il precedente tentativo di truffa. Accompagnato al carcere di Bergamo, l’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Bergamo e nei suoi confronti è stata applicata la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
L’operazione conferma il costante impegno delle donne e degli uomini della Compagnia Carabinieri di Crema nel contrasto alle truffe commesse con la tecnica dei finti appartenenti alle forze dell’ordine e nella tutela delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. Per tale motivo, l’Arma dei Carabinieri ribadisce l’importanza di prestare la massima attenzione a telefonate sospette e di non consegnare mai denaro od oggetti di valore a sconosciuti. In casi dubbi, è fondamentale contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 1-1-2, perché la stretta collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine può fare la differenza.
Tanto si comunica per la rilevanza pubblica della vicenda, segnalando che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che opera a favore dell’indagato la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.
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