3 aprile 2026

Commemorazione della RSI al cimitero, arriva il no del Comune, Carletti: “Contraria ai principi della Repubblica”

La Giunta comunale di Cremona ha ufficializzato il diniego all'istanza presentata dal "Comitato Onoranze Caduti della RSI", che intendeva celebrare una messa in onore dei vertici del fascismo il 2 maggio. Il provvedimento, portato all'esame della Giunta dall'assessore Paolo Carletti (competente per i Servizi Cimiteriali), si fonda sul rigido rispetto delle leggi dello Stato e dei regolamenti locali. Secondo l'amministrazione, l'evento richiesto da Gian Alberto D'Angelo non è una semplice funzione religiosa, ma una celebrazione incompatibile con il valore sacro del luogo e con i principi democratici.

Di seguito i punti chiave del "no":

  • Violazione Costituzionale: l'atto richiama la XII disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.

  • Legge Scelba: il Comune ravvisa il rischio concreto di apologia del fascismo e manifestazioni esteriori antidemocratiche.

  • Nuovo Regolamento: viene applicato l'art. 61 del regolamento di Polizia Cimiteriale, che subordina le commemorazioni al rispetto dei valori della Repubblica.

Con questa decisione, l'assessorato ribadisce una linea di estrema fermezza: gli spazi pubblici della città non possono ospitare eventi che esaltino esponenti e metodi del regime fascista. L'assessore con delega ai Servizi Cimiteriali Paolo Carletti ha dichiarato: «Al civico cimitero di Cremona ognuno ha sempre trovato e trova la serenità di una degna sepoltura, e ovviamente ogni urna e ogni sepolcro hanno lo stesso diritto di essere confortati dal pianto. Che ognuno abbia il diritto di piangere i propri morti sta alla base di uno dei principi che tengono insieme una comunità, e non si vede perché si debba chiedere il permesso al comune per farlo. Chi invece utilizza la preghiera come grimaldello per forzare le leggi dello Stato e del buon senso, non ha spazio nel nostro cimitero e non dovrebbe averne nella nostra comunità. Il rispetto per i defunti non va confuso con iniziative irrispettose dei princìpi che reggono la nostra Costituzione, iniziative che svelano un patetico e penoso revanchismo che gode di troppi atteggiamenti accomodanti».


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commenti


Blek

3 aprile 2026 15:25

Certo capisco. Presentarsi col braccio destro alzato è cosa disdicevole. Ma pensa veramente che quei.pochi nostalgici vogliano rivoluzionare le leggi del paese,?

Blek

3 aprile 2026 15:28

E poi mi consenta ma tra braccio teso e pugno chiuso che differenza fa' ? In entrambi i casi popoli sottomesso, a milioni innocenti trucidati. Ignobili dittature..

Dario

3 aprile 2026 19:08

In Italia abbiamo ben conosciuto il fascismo, i suoi alleati nazisti e conosciamo i neofascionazisti. Non abbiamo conosciuto dittatura comunista e Togliatti, comunista, ha firmato la legge per l'amnistia ai fascisti. Le conseguenze di quell' amnistia le stiamo ancora pagando. Per concludere, i crimini delle dittature comuniste non azzerano i crimini fascio nazisti. La storia lo insegna.

Anonimo

3 aprile 2026 20:05

Con la leggerissima differenza che noi abbiamo patito la dittatura fascista e non quella comunista

marco

3 aprile 2026 18:25

Quando il revisionismo ribalta quello che la malvagità umana ha perpetrato durante i conflitti, cercando in tutti i modi di dare un'aurea di giustificazione alle azioni compiute, allora anche il braccio teso oppure il pugno chiuso sono un invito a fare rivivere il passato.
Poi in ogni caso sappiamo tutti come vanno a finire queste celebrazioni....braccio teso e canti nostalgici,con grande soddisfazione per essere riusciti a farsi pubblicità.
Suggerisco ai partecipanti delusi per il divieto un bel viaggio per visitare Auschwitz .