27 luglio 2026

Nel Casalasco, nuova specie aliena nel Po: è il granchio blu. L'annuncio del professor Davide Persico

Una nuova specie aliena, non certo la prima, nelle acque del Po, in terra cremonese in particolare nel Casalasco, all’altezza di Casalmaggiore. Si tratta del  granchio blu (Callinectes sapidus Rathbun, 1896), un crostaceo decapode brachiuro della famiglia Portunidae tipico di estuari, lagune e altri ambienti salmastri, ma presente anche in acque dolci e marine costiere. Come spiegato dal professor Davide Persico, docente all’Università degli studi di Parma e grande esperto di fiume, il granchio blu è “una specie autoctona delle coste atlantiche del continente americano, dove rappresenta un importante prodotto della pesca, poiché le sue carni sono molto apprezzate in cucina. Ha un'alimentazione onnivora poco specializzata, ma altamente efficiente nella predazione dei molluschi bivalvi. A livello ambientale è poco esigente e capace di adattarsi a svariate condizioni e ambienti, anche piuttosto compromessi. Le larve planctoniche – che possono svilupparsi solo in acque salate – sono in grado di viaggiare per lunghe distanze in mare. (Ma non mi stupirei se riuscisse ad adattarsi riproducendosi anche in acque dolci). È segnalato sulle coste atlantiche europee dall'inizio del Novecento e nel Mediterraneo orientale dagli anni ’30-’40. Si suppone che sia arrivato nel Mare Adriatico negli anni 1940, ma è stato identificato solo nel 1993. Il granchio blu – prosegue il professor Persico - è una specie Eurialina. Questo significa che tollera ampi sbalzi di salinità. Vive bene in mare aperto, nelle lagune salmastre e negli estuari, e risale persino i fiumi in acqua dolce. Questa capacità di adattamento favorisce la sua diffusione e la riproduzione in ambienti diversi. Sopporta valori di salinità vicini allo zero nei fiumi fino all'alta salinità marina; resiste a un intervallo termico ampio, dai 2-3 °C fino a oltre 40 °C, ed è in grado di adattarsi ad acque a bassa concentrazione di ossigeno. La sua dieta si basa su molluschi bivalvi come vongole e cozze, pesci e altri crostacei.  Trovando condizioni ottimali, si è diffuso rapidamente nel Mar Mediterraneo e, grazie al lavoro di Gavioli et al. (2026) è stata rivelata la sua profonda risalita nel Po. Oltre alle segnalazioni nel Mantovano, in quel lavoro è indicato anche il sito di Isola Serafini.  Nei giorni scorsi, grazie a segnalazioni inviatemi dagli amici e colleghi Davide Azzolini e Alessandro Pavesi, corredate di catture e fotografie – ha annunciato Persico - si è accertata la presenza lungo tutto il tratto mantovano del Po, con avvistamenti e catture a Boretto, fino nel cremonese, a Casalmaggiore. L’alieno è ufficialmente arrivato in provincia di Cremona”. Del resto il granchio blu non è certo la prima specie aliena a trovare “casa” nel Po. Nel Grande fiume le specie alloctone (o aliene) più diffuse e invasive comprendono pesci come il celeberrimo siluro, ma anche il persico sole e la minuscola gambusia, le abramidi e le trote iridee e di svariate altre specie,  il gambero della Lousiana, la testuggine americana, mammiferi come la nutria, e piante infestanti come il poligono del Giappone, lo zucchino selvatico americano, l’indaco bastardo, il cicloma comune. Tutte presenze alterano in modo grave l'equilibrio della natura locale e mettono in pericolo le piante e gli animali originari del nostro amato fiume.

Eremita del Po

Paolo Panni


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