Il presidente del Movimento per la Vita di Cremona, Paolo Emiliani, ha compiuto un atto formale per far riaffiggere il manifesto di Sos Vita davanti all'ospedale. E lo ha fatto con una Pec inviata alla concessionaria di cartellonistica stradale Ipas e per conoscenza alla Arriva SpA e al SIndaco Virgilio. Una richiesta che, vista la ricostruzione della vicenda, potrebbe essere accolta e quindi il materiale essere riaffisso alla pensilina dell'autobus. Ecco la copia della Pec inviata da Paolo Emiliani.
Spett. IPAS,
Vi siamo grati per aver mantenuto libero lo spazio pubblicitario da noi regolarmente occupato da 6 anni.
La confusa ricostruzione sulla responsabilità' della rimozione dell'ormai noto manifesto, ci obbliga a chiedere la immediata riaffissione dello stesso manifesto nella stessa sede.
Perchè e chi ne ha chiesto e motivato la rimozione?
Il sindaco che ha rifiutato l'incontro in commissione vigilanza, nel'informare della sua assenza scrive che "la PEC da me inviata non revoca alcuna autorizzazione, non risolve alcun contratto, non commina sanzioni e non esercita nei confronti dei soggetti interessati un potere amministrativo autoritativo". Bene, chiaro!
Arriva, destinataria della PEC, comunicando anch'essa la propria indisponibilità a partecipare alla commissione vigilanza, scrive "di avere agito mantenendo una posizione di sostanziale "terzietà" sulla vicenda ,svolgendo esclusivamente un ruolo di interlocuzione limitato al trasferimento della richiesta dell'Ente (il sindaco è diventato Ente?) al gestore dello spazio pubblicitario". Bene, chiaro!
IPAS, gestore dello spazio pubblicitario, nell'unica lettera (5 maggio 2026) indirizzata al Movimento per la Vita, intestatario del contratto di affissione, "informa che a seguito della comunicazione di Arriva Italia, titolare del TPL urbano, sta provvedendo alla rimozione del messaggio pubblicitario posto alla fermata bus"
Per nulla chiaro come da un provvedimento non autoritativo, attraverso un soggetto terzo, si sia arrivati a censurare un messaggio di apertura alla vita, di incoraggiamento alla maternità e di disponibilità all'aiuto concreto laddove richiesto.
Troppo vago e soggettivo il riferimento all'art. 6 delle norme contrattuali: quale violazione o turbativa di "norme imperative, regolamenti locali, ordine pubblico o buon costume?"
Abbiamo fiducia che chiedendo il ripristino del manifesto venga fatta ammenda dell' inqualificabile soggezione dimostrata dal sindaco nei confronti di persona che sottotitola il profilo Istagram in modo blasfemo "Nostra Signora degli aborti ".
Le scuse non sono dovute tanto al mondo pro-life cremonese, che saprà fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, ma a tutti i cittadini cremonesi che credono nella libertà di pensiero e di espressione e osano sperare in un sindaco all'altezza del suo ruolo istituzionale.
Certo che la presente richiesta non verrà disattesa, porgo distinti saluti
Paolo Emiliani
Presidente Movimento per la Vita di Cremona
commenti
Vincenzo Montuori
28 luglio 2026 06:07
Per come conosco Emiliani da anni, era prevedibile che si sarebbe mosso per vie legali e vedrete che se non riesce a fare riapporre il manifesto ricorrerà al TAR del Lazio e vincerà la causa. Con un' ennesima figura di m...da parte dell' amministraxione comunale. E lo dico da persona favorevole all' aborto e da sempre contrario non tanto al Movimento per la Vita ma a CL di cui esso è emanazione. Perché il problema qui è stato ( e lo ripeto fino alla noia) non tanto la decisione del sindaco ma il modo in cui è stata presa senza interpellare il consiglio comunale che andava convocato non tanto perché lo richiedeva la norma ma per ragioni di opportunità politica
Marzio
28 luglio 2026 07:15
.....accidenti e ora chi glielo dice a Pizzetti?.......
Complimenti a Paolo Emiliani....richiesta assolutamente giustificata ed ennesima figura di una amministrazione assolutamente allo sbando.
Annalisa
28 luglio 2026 08:11
Virgilio retrocederà ammettendo l'errore o combatterà fino alla sconfitta finale?
La soap opera continua...
harry
28 luglio 2026 10:51
Sembra di capire, leggendo qua e là, che i tre destinatari della Pec si siano infilati, per usare un francesismo, nel classico " cul de sac " !
Vacchelli Rosella
28 luglio 2026 19:00
Penso che il primo impegno e obiettivo di un onesto 'Movimento per la vita' non sia quello di garantire la vita a chi non è ancora nato, perché questa è un'ingerenza indebita in quanto il Creatore ha stabilito che la trasmissione della vita passasse attraverso quel crogiolo di carne sangue sentimento mente volontà di ciascuna delle figlie di Eva e non da un ente terzo sovraordinato e titolato a stabilire un controllo e un incentivo alla procreazione. Se il Creatore avesse voluto questo avrebbe provveduto diversamente .
Penso che il vero importante compito del 'Movimento per la vita' sia invece quello di difendere il diritto alla vita e alla vita in salute di chi è già nato magari in un territorio come questo dove la vita è minacciata da tassi di inquinamento che causano in Italia più di 50.000/60.000 morti all'anno.
La vera battaglia legale che un 'Movimento per la vita' dovrebbe fare non è quella per ricollocare al suo vecchio posto un manifesto contro l'aborto ma è quella contro le multiformi e sempre più aggressive cause di inquinamento che taglieggiano il diritto alla vita e alla vita in salute di chi cerca di vivere senza riuscirci in territori avvelenati da politiche economiche di predazione.
marco
28 luglio 2026 21:26
Penso che il Movimento per la Vita abbia come scopo quello di difenderla anche con un cartello.
Di aiutare fino all'ultimo una donna e anche l'uomo nella scelta.
Esistono anche le culle per lasciare i bambini non voluti e dare loro una chance.
È ovvio che poi la scelta a volte non sia dettata dalla propria volontà ma da problematiche fisiche del feto che possono essere insormontabili e in questi casi nessuno può scegliere per i genitori.
Lei considera " la trasmissione della vita attraverso quel crogiolo di carne sangue sentimento mente volontà di ciascuna delle figlie di Eva"
L'uomo e solo un mezzo?
Non ha nulla di quello che Lei ha citato?
A mio parere l'azione legale dovesse essere necessaria sarà giusta, perché un cartello pro vita non uccide,non obbliga,non denigra,non sminuisce la donna e l'uomo nelle loro decisioni prese insieme.
Non è compito del Movimento per la Vita intraprendere azioni legali contro chi abbandona i rifiuti ,inquina restando con il motore acceso parcheggiato, scarica in Po di tutto e di più per fare qualche esempio ....
Poi cosa intende per politiche economiche di predazione ?
Qualche esempio in essere?
Vacchelli Rosella
28 luglio 2026 23:02
Il fatto è che gli uomini hanno da recuperare molto quanto a responsabilità riproduttiva e genitoriale. I padri storicamente si sono limitati a dare /imporre il loro cognome per garantirsi una discendenza e hanno scaricato gli oneri connessi alla procreazione e all'allevamento dei figli sulla donna o scaricato la donna stessa a misurarsi con 'l'incomodo'. È una storia secolare che sconfina anche nell'oggi. Gli abusi, la violenza di genere , il sesso a pagamento descrivono da un lato una maturità al maschile non raggiunta e dall'altro una solitudine al femminile ancora troppo presente . Ancora oggi i figli sono figli delle madri, della loro volontà e della loro responsabilità e lo dice il manifesto stesso che è lapidario da questo punto di vista.
Quanto alle 'politiche economiche di predazione' non intendo certamente il motore acceso al semaforo ma la colonizzazione dei nostri territori da parte delle multinazionali, delle grandi finanziarie o dei gruppi di potere locali che piegano la politica ai loro interessi per mettere le mani su risorse che sono di tutti e per agire fuori da quelle regole che impongono il rispetto dell'ambiente a tutela della salute collettiva. Nel nostro territorio ad esempio è già risorto un neolatifondismo di tristissima memoria.
Andrea Garini
29 luglio 2026 01:26
Caro Paolo,
ti scrivo da amico e con il grande rispetto che ho per il Movimento per la Vita, conoscendo bene il valore di questo impegno anche attraverso la storia dei miei genitori, che a questa causa si sono dedicati a lungo. Proprio per l'amicizia e l’affetto che ci lega e per i valori cristiani che condividiamo, ci tengo a darti con molta franchezza la mia opinione su questa vicenda. Continuo a credere che la difesa della vita e il sostegno alla maternità siano temi fondamentali. Tuttavia, ho forti perplessità sull'usare i manifesti pubblicitari negli spazi pubblici per comunicare un messaggio così intimo e profondo. Purtroppo, la piazza e le fermate degli autobus rischiano di trasformare un'opera di amore e accoglienza in un motivo di scontro ideologico e politico. Da cristiano, penso che il Vangelo ci chieda di essere vicini a chi soffre con la presenza discreta, l'ascolto e la carità concreta, più che con la comunicazione d'impatto.
Capisco l'amarezza per come si sono comportate le istituzioni, ma credo che concentrare le energie sull'aiuto silenzioso e sulle opere sia la via migliore per far parlare i cuori, senza alimentare polemiche che rischiano solo di allontanare le persone. Un caro e fraterno abbraccio Andrea Garini