27 luglio 2026

Cingia de Botti, la Grande Foto: un paese in posa per raccontare la storia di una piccola realtà. Iniziativa singolare che punta a riportare al centro le persone e la comunità

Per i cingesi domenica 13 settembre 2026 sarà una data da cerchiare in rosso sul calendario: un appuntamento unico che passerà alla storia della piccola comunità locale.

L'idea è nata dal gruppo Biblioteca di Cingia, che si è fatto promotore dell'iniziativa, coinvolgendo in primis il Comune e tutte le le realtà e associazioni del paese (Amici di Cingia APS, ASD Pallavolo Cingia, ASD Ciemmesse, Associazione Marcotti Osvaldo, Circolo ricreativo Auser, Fondazione Elisabetta Germani e Oratorio San Giovanni Bosco) hanno unito gli sforzi per realizzare il progetto “La Grande Foto”: un’idea semplice in fondo - riunire tutti i residenti ed ex residenti in piazza delle scuole per la foto di gruppo più grande mai scattata a Cingia - ma di certo molto impegnativa e ambiziosa.

É importante sottolineare che l’intento principale dell’iniziativa è quello di congelare in uno scatto storico la Cingia de’ Botti del 2026: non sarà quindi ʺsoloʺ una foto, ma un simbolo di appartenenza a una comunità spinta dal desiderio di donare alle generazioni future un regalo prezioso, una sorta di libro della memoria scritto con i volti dei cingesi di oggi (che in tutto raggiungono il migliaio) per i cingesi di domani.

"Un paese è fatto da edifici, monumenti, strade, ma soprattutto dalle persone che lo vivono o lo hanno vissuto: per questo auspichiamo una grande partecipazione. Sarà inoltre un’occasione per ritrovare vecchi amici - quelli che per lavoro o per amore hanno lasciato da tempo il paese d’origine - e per dare vita a un abbraccio tra tutte le generazioni del paese, con i più giovani accanto ai nonni e bisnonni, all’insegna di una comunità che negli ultimi anni è diventata sempre più multiculturale". Racconta Simone Ravara, del gruppo biblioteca di Cingia.

Un'iniziativa dunque singolare che nel nostro Paese ha trovato solo pochi esempi negli anni passati: il più vicino a noi è stato nel 2014 a Piadena, con una foto di gruppo dopo la messa di Natale; allargando l'orizzonte, arriviamo a Roddino, paesino di 400 anime nelle Langhe in provincia di Cuneo, dove alcuni anni fa sono accorsi ben in 300 per aderire all'iniziativa, che replicava una storica foto di gruppo degli anni '20 del secolo scorso. Bisogna poi citare il suggestivo progetto sardo che, attraverso le foto delle comunità locali, metteva in luce il problema dello spopolamento dei piccoli borghi: a Banari (provincia di Sassari) dei circa 600 abitanti si sono presentati in 570, con due ex che sono arrivati addirittura da Stati Uniti e Australia per posare nella foto di gruppo .A Casacalenda in Molise il gruppo più numeroso, con oltre 1000 persone in posa nel 1999 per scattare la "foto del millennio". Infine a Rignano Garganico, in Puglia, alla tradizionale sagra di San Rocco dal 2017 viene scattata la foto di gruppo, radunando sempre alcune centinaia di abitanti.

"Per noi quest'iniziativa nasce proprio per consolidare l'idea di comunità che rischia di perdersi e la scelta della piazza davanti alle scuole va proprio in questa direzione, perchè è un luogo fortemente identificativo per Cingia, visto che bene o male tutti i suoi abitanti sono passati per quelle aule" spiega ancora Ravara. "Naturalmente l'iniziativa è aperta anche ai cingesi residenti al Germani, per i quali siamo a disposizione se serve un servizio di trasporto, così come per tutti gli altri anziani o per chi dovesse aver bisogno". 

Le iscrizioni, gratuite e necessarie per ottimizzare l’organizzazione dell’evento, sono già aperte, e proseguiranno fino al 20 agosto (anche se in via del tutto eccezionale potranno essere accettate anche nei giorni a seguire). I cingesi potranno aderire compilando il modulo cartaceo distribuito dai volontari delle associazioni casa per casa e dovranno poi consegnarlo in uno dei tre punti di raccolta: il comune, la biblioteca e l’oratorio. In alternativa sarà possibile iscriversi compilando il modulo online sul sito del comune o sui social.

Per scandire l’avvicinarsi dell’evento e aggiornare periodicamente il numero degli iscritti è stato predisposto a lato del portone d’ingresso del comune un grande pannello, denominato il contacingesi: un vero e proprio conto alla rovescia affacciato sulla via principale del paese. Ad oggi le adesioni arrivano a sfiorare le 120, ma mancano ancora 49 giorni e gli organizzatori contano di raggiungere numeri importanti per quella data. "Allora cingesi ed ex, vi aspettiamo tutti per quello che, in conclusione, sarà un gesto d’affetto verso la propria comunità".

L'appuntamento è dunque per domenica 13 settembre alle 16.30, tutti in piazza col sorriso e lo sguardo dritto verso l'obiettivo del fotografo Carlo Balestreri di San Giovanni in croce

Michela Garatti


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commenti


simone

27 luglio 2026 11:06

Un plauso alla vicesindaco Eleonora Ponzoni che sta sostenendo con passione l'iniziativa e a tutti i volontari delle numerose associazioni coinvolte.

Vacchelli Rosella

27 luglio 2026 21:45

Va benissimo una foto per consolidare l'idea di comunità. Ma perché ci sia in effetti comunità occorre che dietro la foto siamo capaci di accoglienza e tolleranza perché una comunità per definizione è un insieme di diversi con un denominatore comune che può essere un obiettivo o un paese. Sono stata epurata dal gruppo Facebook "Non sei di Cingia se..." semplicemente per aver risposto con poco entusiasmo al grande entusiasmo manifestato da qualche cingese in merito alla sfilata di 44 grandi mezzi agricoli, andata e ritorno, in centro paese in occasione della festa del Ringraziamento di due anni fa. Ci ho visto un contributo evitabile all'inquinamento e ho semplicemente risposto con 2 parole e cioè con un "anche meno" riferito all'entusiasmo espresso e sono stata epurata senza spiegazioni. Penso che si è paese e cioè comunità se si fa festa insieme ma anche soprattutto se insieme ci si fa carico del diritto alla vita e alla salute dei propri concittadini. La provincia di Cremona ha il primato europeo per morti in assenza di malattia causate dal tasso di Pm 2,5 e sempre la provincia di Cremona ha registrato il primato mondiale in percentuale di morti nel mese clou del covid che ha imperversato qui più che altrove proprio in ragione del tasso di inquinamento di questo territorio. È facile entusiasmarsi per una festa paesana ed è più difficile impegnarsi in concreto perché i cittadini di questo paese abbiano lunga vita e vita in salute. Combattere contro le fonti di inquinamento presenti sul territorio è quello che personalmente cerco di fare in tanti modi ed è quello che è un paese deve fare per salvare se stesso. La foto è utilissima per salvare i ricordi, l'impegno civico contro l'inquinamento può aiutare a salvare le vite.

Vincenzo

28 luglio 2026 10:10

Pur non essendo di Cingia, conosco abbastanza bene la situazione da fonti sicure: ha ragione la Vacchelli