Dal mondo cattolico vicino al centrosinistra (tra cui l'ex sindaco Galimberti) la protesta contro la rimozione da parte del sindaco del manifesto SOS Vita
Non c'è solo la protesta del centrodestra e dei gruppi di volontariato impegnati nel difendere la vita nascente. Adesso una serie di persone impegnate anche politicamente nel centrosinistra si dissociano dall'iniziativa del sindaco di far togliere il manifesto di SOS VITA da tempo affisso vicino all'ospedale. Tra i firmatari anche l'ex sindaco Galimberti, alcuni consiglieri comunali della maggioranza di Virgilio (Riccardo Merli, Cinzia Marenzi, Marialuisa D'Ambrosio), gli ex assessori Barbara Manfredini e Maurizio Manzi, l'ex capogruppo di Fare Nuova la città Enrico Manfredini, l'ex segretario comunale Vincenzo Filippini e tanti altri cattolici impegnati nel sociale, nel volontariato e in politica.
Ecco la lettera e i firmatari.
Con questa lettera, aperta a tutti coloro che la vorranno condividere idealmente, desideriamo mettere in discussione la decisione del Sindaco Virgilio di procedere alla rimozione di un manifesto che propone un messaggio alternativo all'aborto.
Non intendiamo entrare nel merito della legittimità della legge che disciplina l'interruzione volontaria della gravidanza. Pensiamo che tale legge rappresenti un punto di sintesi alto e significativo nel considerare sia i diritti fondamentali ed ineludibili delle donne, sia la più ampia ed essenziale tutela della vita del nascituro. Riteniamo che una società autenticamente democratica debba garantire spazio anche a chi, nel rispetto delle persone e senza forme di aggressività, propone una diversa visione della maternità, della vita nascente e delle possibili alternative all'aborto.
La libertà di espressione non può essere riservata soltanto alle opinioni maggioritarie o culturalmente prevalenti. Essa trova il suo significato più profondo proprio nella tutela delle idee che, pur nel rispetto della legge e della dignità di ogni persona, esprimono un punto di vista differente. Molte associazioni e realtà del volontariato, presenti anche nella nostra città, operano quotidianamente per offrire sostegno concreto, ascolto e aiuto alle donne che affrontano gravidanze difficili o inattese. Queste associazioni, in quanto operano nello spirito della legge, vanno aiutate e sostenute.
Far conoscere tali opportunità non rappresenta una minaccia per alcuno, ma un servizio rivolto a chi desidera essere informato su tutte le possibilità disponibili. Per molti cittadini, credenti e non credenti, la tutela della vita nascente, come riconosciuto dalla legge stessa, rappresenta un valore umano fondamentale, che merita sempre accoglienza fin dal suo inizio e, nel pieno riconoscimento dei diritti delle donne, sancito dall'ordinamento, e nel rifiuto assoluto e totale di ogni colpevolizzazione, riteniamo che anche il nascituro possieda una dignità che merita considerazione e rispetto nel dibattito pubblico.
Una comunità autenticamente pluralista non elimina le voci che non condivide, ma garantisce a tutte il diritto di essere ascoltate, nel rispetto reciproco e della dignità di ogni persona. Chiediamo pertanto che venga sempre garantito il diritto di esprimere, in forme pacifiche, rispettose e non offensive, opinioni favorevoli alla maternità, alla vita nascente e alle alternative all'aborto, così come vengono garantite tutte le altre posizioni presenti nella società. Una comunità democratica e pluralista non teme il confronto delle idee: lo accoglie, lo tutela e ne fa uno strumento di crescita comune. Il dialogo, il confronto, la condivisione, l’ascolto e il rispetto delle varie opinioni, anche se scomode, da sempre sono i valori in cui ci riconosciamo. E ciò vale ancora di più se avviene su ambiti e materie in cui è l’intima coscienza di ognuno di noi che ispira il nostro pensare e, soprattutto, il nostro agire.
Per tutti questi motivi auspichiamo che altri cittadini del nostro territorio possano condividere il contenuto di questa lettera in nome del pluralismo, del dialogo e del rispetto delle diverse sensibilità presenti nella nostra comunità.
Riccardo Merli
Gianluigi Perati
Silvia Corbari
Gianluca Pasini
Annamaria Gozzoli
Giovanni Mauri
Marco Loffi
Cinzia Marenzi
Paola Antonietta Manini
Vincenzo Filippini
Marialuisa Rocca
Barbara Manfredini
Maria Rosa Longhi
Luisa Tinelli
Sergio Scotti
Enrico Manfredini
Alberto Borriello
Marco Tiziano Guarneri
Anita Scarmi
Laura Balzarini
Nicola Salti
Anna Bertozzi
Gianluca Galimberti
Marialuisa D’Ambrosio
Ermena Manfredini
Francesco Puerari
Michele Bufano
Urani Borodani
Maurizio Manzi
Francesco Codazzi senior
Alessio Antonioli
Gianni Tamburini
Gabriele Panena
Margherita Oneta
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commenti
Gianluca
17 giugno 2026 15:01
Stavolta l’ha veramente fatta fuori dal vaso se anche chi ha contribuito alla sua elezione lo scarica.
Jim Graziano Maglia
17 giugno 2026 15:34
Una cosa scandalosa e inenarrabile!Viva il movimento per la Vita,ora e sempre! Grazie a Cremona sera per il lungo ,esaustivo e coraggioso servizio giornalistico e agli autori della lunga lettera e ai tanti firmatari,ai quali mi unisco e aggiungo.W la Vita ora e sempre!
biagio
17 giugno 2026 16:01
Nel dibattito sul cartellone rimosso davanti all’Ospedale di Cremona c’è un punto che andrebbe riportato al centro: il Sindaco non ha compiuto una scelta ideologica, ma un atto dovuto.
La normativa nazionale – e i regolamenti locali – impongono al Comune di intervenire quando una pubblicità collocata in un luogo sensibile può risultare inappropriata o potenzialmente lesiva della tutela dell’utenza.
E quando arriva una segnalazione formale, un Sindaco non può ignorarla: è obbligato a verificare e, se necessario, a rimuovere.
Fingere di non vedere avrebbe potuto configurare omissione di atti d’ufficio.
Questo è un fatto, non un’opinione.
La discussione, però, si è rapidamente trasformata in un derby politico, come se il punto fosse la Legge 194.
Ma qui non si sta discutendo la 194: si sta discutendo un cartellone pubblicitario davanti a un ospedale, un luogo dove entrano donne che vivono momenti difficili, fragili, spesso dolorosi.
E un messaggio, anche se legittimo nello spazio pubblico, può risultare inopportuno in un contesto così delicato.
Per capire perché esistono tutele particolari nei luoghi di cura, basta ricordare – senza farne un’arma politica – da dove veniamo.
Prima della 194, l’Italia conosceva l’aborto clandestino: ferri da calza, sonde, decotti, cucine trasformate in sale operatorie improvvisate.
Molte donne morivano, altre restavano menomate.
È da quel dolore che nacque l’esigenza di proteggere le persone nei momenti più fragili della loro vita.
E qui vale la pena ricordare un dato storico spesso dimenticato: al tempo del referendum la sinistra non era maggioranza nel Paese.
La maggioranza era quella del pentapartito – DC, PSI, PSDI, PRI, PLI – e fu proprio in quel contesto che il referendum passò.
Questo significa che la scelta fu trasversale, condivisa da un Paese intero, non da una parte politica contro l’altra.
Ed è significativo che anche una parte del mondo cattolico vicino al centrosinistra – come riportato da Cremona Sera – abbia espresso dissenso verso la rimozione del manifesto.
Segno che il tema non divide “destra contro sinistra”, ma attraversa sensibilità diverse, tutte legittime.
Proprio per questo sarebbe utile abbassare i toni.
Perché su temi come la maternità, la vita, la sofferenza, nessuno ha il monopolio della sensibilità.
Tutti siamo per la vita.
Ma la vita si difende anche rispettando la legge, tutelando i luoghi di cura e ricordando che ogni donna ha una storia che nessun manifesto può conoscere.
Alla fine, la domanda è semplice:
vogliamo davvero mettere il Sindaco sulla pietra dello scandalo per aver applicato una norma dello Stato?
O vogliamo riconoscere che questa è una di quelle situazioni in cui ognuno ha la propria sensibilità, ma solo uno – il Sindaco – ha un obbligo preciso: fare ciò che la legge gli impone?
Il resto è rumore politico.
Rumore che non aiuta nessuno, e che soprattutto non restituisce dignità alle storie vere che passano ogni giorno davanti a quell’ospedale. Biagio
Tuccio
17 giugno 2026 17:29
Per 6 anni nessuno ha sollevato questioni di legittimità. Forse servivano i 193 voti per vincere... ora non più.
danilo
17 giugno 2026 17:56
Quindi secondo il suo ragionamento, se non lì tale cartello dova andava affisso? Forse davanti allo Zini?
Alessandra
17 giugno 2026 18:24
Di certo se basta un manifesto a mettere dei dubbi siamo messi proprio male
Gianluca
17 giugno 2026 18:27
Perché allora per 6 anni nessuno ha detto nulla? E la giunta era di fatto la stessa con Virgilio vicesindaco, mica bidello delle elementari.
Blek
17 giugno 2026 18:40
Inappropriato sarà lei, signor Biagio. In lungo e in largo!!!!!
marco
17 giugno 2026 19:09
Forse non hai letto le giustificazioni del sindaco & c. per giustificare la scelta .
In tutta Italia sono presenti e nessuno ha mai posto problemi.
I veri problemi (tanti) sono altri.
Costantino
17 giugno 2026 16:02
....complimenti un autogol meraviglioso...complimenti al Primo Cittadino.....dai....no preocupe....con un bel balletto in centro si aggiusta tutto....mi scompiscio
danilo
17 giugno 2026 17:04
Se anche i politici di sinistra, che normalmente fanno quadrato attorno al compare di partito attaccato,questa volta si chiamano fuori bisogna che l abbiano fatta grossa.
Lant
17 giugno 2026 18:29
Il nostro Biagio Biagetto è ben degno del manzoniano azzeccagarbugli. Gli manca solo un po’ di latinorum e poi e’ il perfetto personaggio imbonitore che confidando che nessuno vada a vedere le norme pontifica di leggi come un grottesco dottor Balanzone. Ma forse di latino non ha mai neppure visto l’ombra. Detto questo si imputna a dire che il sindaco è obbligato a rimuovere i cartelli. Ma in realtà non è così basta leggere l’articolo 50 del testo unico enti locali D Lgs 267/2000 che parla di possibilità e non di obbligatorietà il sindaco può far rimuovere o oscurare qualsiasi cartello lesivo della moralità pubblica, del decoro urbano o che pubblicizzi attività vietate dalla legge.
E allora perché Biagio Biagetto e’è così pervicace nel voler imbonire come il dottor Dulcamara i villici cremonesi ? Che sia amico o esponente di qualche partito? Ahhhh a saperlo
marco
17 giugno 2026 19:06
Un sindaco può dimettersi?
Considerato che è riuscito ad portare la sua scelta alla ribalta al Parlamento Europeo e nell'impresa di mettersi contro anche la città e l'ex Sindaco che lo aveva benedetto alla candidatura come sindaco, forse è la soluzione migliore .
Per tutti.
Tanto nella sua coalizione c'è già chi scalpita per sostituirlo.
Manuel
17 giugno 2026 21:05
Beh, se qualcosa ho intuito della politica, Portesani non sarà il prossimo candidato sindaco per il centrodestra, ma Virgilio non lo sarà per il centrosinistra.
marco
18 giugno 2026 02:04
Concordo nella tua analisi....ma credo che la Dx vincerà perché nonostante le narrazioni epiche della sx ha vinto su tutte le proposte in Italia ed Parlamento Europeo toppando solo (per adesso) sulla riforma della giustizia per il caso Nordio ..
Centri rimpatri,Rimpatri più veloci,sicurezza,tagli alle imprese e riforma fiscale solo i suoi cavalli di battaglia mentre l'opposizione pare non. Di dia accorta delle guerre in atto e vorrebbe dichiarare guerra all'America,Israele e Russia.
E non perdiamo di vista Vannacci con un suo possibile imparentamento con Casa Pound e tutta l'estrema dx.
Poi c'è la partita degli italiani di seconda e terza generazione di immigrati che prima o poi produrranno un loro candidato e allora ne vedremo delle belle....