Truffa del finto Maresciallo: nuovo tentativo, ma l'anziana stavolta si è insospettita alle richiesta via Whatsapp di 6.000 euro e ha contattato i veri Carabinieri: truffa sventata
Ennesimo tentativo di truffa con lo stratagemma del "finto Maresciallo" e della richiesta di soldi tramite messaggistica Whatsapp: stavolta però la donna contattata si è insospettita, sventando la truffa. Il copione è ricalca sempre lo stesso modus operandi: nella tarda mattinata del 16 giugno, verso le 12.00, un’anziana di un paese della provincia, riceve sul proprio cellulare un messaggio “WhatsApp” da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri, con la richiesta di spostare subito la somma di 6.000 euro dal proprio conto corrente, altrimenti li avrebbe persi. Poco dopo, arriva un secondo messaggio, a consolidamento della precedente richiesta, contenente un verbale con intestazione “Legione Carabinieri Cremona”, dove le viene spiegato il motivo della richiesta di spostamento del denaro.
Stavolta però la donna, insospettita, non ha seguito le richieste dell'interlocutore, ma ha subito chiamato i Carabinieri avendo la conferma che si trattattava di un tentativo di truffa, evitando così che fosse portata a termine. Una mossa decisiva quella della signora che, memore dei tanti casi simili di cronaca, rimandendo lucida senza farsi prendere dall'agitazione, ha fatto la scelta giusta: contattare le forze dell'ordine e segnalare i suoi dubbi e perplessità in merito alla richiesta pervenuta in modo, peraltro, anomalo.
Come evidenziato in occasione degli incontri finalizzati a sensibilizzare le persone anziane rispetto alle condotte truffaldine spesso messe in atto telefonicamente o attraverso canali digitali, l’Arma sottolinea sempre che nessun funzionario dei Carabinieri, di nessun grado o titolo, richiede somme di denaro da spostare su altri conti correnti nè interagisce con i cittadini tramite social network e app di messaggistica come “WhatsApp” o altre.
Il caso di cronaca inoltre evidenzia, ancora una volta, l’importanza di segnalare tempestivamente al Numero unico di emergenza 112 qualsiasi situazione ritenuta sospetta e di valutare l’attivazione del servizio gratuito di allacciamento del proprio allarme al 112, favorendo in tal modo il puntuale intervento dei Carabinieri. L'Arma dei Carabinieri ricorda i consigli per evitare di rimanere vittima delle truffe:
- non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa;
- evitare che ad aprire la porta siano dei minori;
- non fidarsi di persone sconosciute che, per entrare in casa, simulano malori;
- negli ambienti affollati (per esempio sui mezzi pubblici o al mercato) non farsi distrarre per evitare la sottrazione di denaro;
- non fidarsi di sconosciuti che dicono di conoscere parenti e amici: un sorriso, un abbraccio o un portamento distinto potrebbero essere dei modi per avvicinarsi e ottenere la fiducia;
- ricordare che nessun ente manda personale a casa per richiedere soldi, pagamenti di bollette, rimborsi, sostituzione di banconote false o verifica di pin e Password;
- le società di fornitura di servizi (gas, luce, telefono, acqua), prima di fare delle verifiche nelle abitazioni avvisano per tempo dell’arrivo dei propri dipendenti;
- in caso di persone che al telefono si presentano come avvocati o appartenenti alle forze dell’ordine e chiedono denaro per assistere familiari arrestati o coinvolti in incidenti stradali, ricordare che richieste del genere non sono consentite e, in questi casi, si deve immediatamente chiudere la conversazione e chiamare subito il numero di emergenza 1-1-2, per allertare le forze dell’ordine;
- limitare la confidenza su internet: non diffondere sui social o per email dati e informazioni personali come password o dati bancari.
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