Quattro insegnanti e la preside: festeggiate ad Agropolis le pensionande dell’istituto Einaudi
All’istituto “L. Einaudi”, i pensionamenti imminenti sono cinque. Ad abbandonare la cattedra il trentun agosto saranno Annamaria Aprea (Metodologie operative), Elisabetta Corbari (Francese), Anna Adele Fioretti (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) e Paola Gusberti (Inglese). E poi, last but not least, c’è la dirigente Nicoletta Ferrari, la queen, che aveva annunciato la grossa novità già in maggio. L’abbraccio corale e la consegna dei regali (collane con acquemarine e perle, bracciali, orecchini e piante da appartamento) sono avvenuti al termine del collegio docenti di lunedì. La festa si è successivamente spostata ad Agropolis, per la cena preparata da Cristian Fusco e Massimiliano Ruscelli, con l’aiuto di Francesca Desideri, Ilaria Monico, Cristiana Pisani e di alunni attuali ed ex. Il menù d’addio si è aperto con un antipasto sfizioso - un bauletto di prosciutto crudo di Parma, con cuore di burrata ed insalata al basilico – ed è proseguito con paccheri in salsa di pomodoro, origano e grana padano al profumo di limone. La torta con frutta e crema pasticciera è stata porzionata dalle pensionande, mentre la preside si è offerta di servirla ai commensali: una cinquantina di persone, tra professori, allievi storici e segretarie.
Il bilancio della dirigente è positivo: “Ho ricoperto incarichi che mi hanno aiutata ad allargare i miei orizzonti: grazie ad essi, ho sempre mantenuto uno sguardo attento all’ascolto incondizionato. Ora, mi piacerebbe riprendere la libera professione nel settore della pedagogia clinica, per continuare ad incontrare le nuove generazioni e prendermene cura, per relazionarmi con l’altro, per accompagnare e supportare gli adulti in un percorso di vita e di discernimento dello ‘scrigno degli attrezzi’, che è in loro. C’è inoltre la grande opportunità del volontariato, che mi consentirà di mettere le mie competenze a disposizione di chi ha bisogno”. Nicoletta Ferrari è stata Direttrice della Sezione provinciale di Cremona dell’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Clinici, Supervisore CSE e SFA (servizi territoriali alla persona ed accompagnamento lavorativo per i diversamente abili), formatrice per operatori sociali e del mondo scolastico, nei campi dell’espressione grafica inconscia e delle strategie pedagogico-cliniche per il supporto di soggetti con iperattività e deficit dell’attenzione; si è occupata della selezione del personale per conto di società interinali ed ha al suo attivo delle pubblicazioni. Dopo una parentesi come insegnante di Lettere, ha diretto gli Istituti Comprensivi “M. G. Vida” di San Bassano (dal 2014 al 2015) ed “U. Foscolo” di Vescovato (dal 2015 al 2016), per poi arrivare all’ “Einaudi”. La dirigente ha affidato i saluti ufficiali ad una circolare, di cui riportiamo un breve stralcio: “Carissimi, sono arrivata alla fine del mandato. Tra pochissimo, chiuderò questa meravigliosa pagina con nostalgia, ma con la consapevolezza di aver agito con entusiasmo e determinazione, con dedizione, rigore e lealtà. Voglio pensare alla pensione come ad un’occasione di ripartenza, di progetti inediti e di passioni forse troppo a lungo trascurate. (…) Insieme, abbiamo raggiunto traguardi importanti: ognuno, con la propria unicità, ha contribuito a far crescere ed a rendere speciale la nostra comunità, fucina di talenti, faro di speranza e di umanità”.
Anna Adele Fioretti è approdata in via Bissolati nel 1990 ed ha rivestito svariati ruoli: è stata figura strumentale dell’Area Tecnologica dal 2007/2008, coordinatrice didattica, dell’indirizzo Commerciale e, per due decenni abbondanti, della Terza Area/Stage/Alternanza Scuola Lavoro ed ancora referente del progetto “Start up Your Life” di Unicredit dal 2017/2018, del Plico Telematico dell’esame di maturità dal 2012/2013 e di AlmaDiploma dell’Università di Bologna. È stata membro della Commissione per la gara nazionale “Operatore d’impresa aziendale” nel 1997 e nel 2005 e per quella di “Operatore dell’impresa turistica” nel 2006. Per lei, è giunto il momento di lasciare il laboratorio informatico PC 4, che ha rappresentato il suo piccolo “regno”, gelosamente custodito per l’intera carriera. Adesso, potrà godersi la famiglia - in particolare, i figli Marco ed Alessandro, i nipoti Edoardo e Riccardo -, andare all’estero e dedicarsi alla lettura, che lei definisce “una compagna inseparabile”.
Se Paola Gusberti sfrutterà la solarità e la comunicativa che la contraddistinguono per dare una mano alla Fondazione “E. F. Soldi” di Vescovato, nel futuro prossimo di Elisabetta Corbari, responsabile del dipartimento di Francese da una decina d’anni, sarà finalmente possibile coltivare interessi sinora sacrificati: “Il bello consisterà soprattutto nel poterlo fare senza programmare troppo – dichiara - con la libertà di decidere all’ultimo minuto. Farò lunghe passeggiate, leggerò, collaborerò con associazione no profit e mi concederò qualche viaggio con mio marito, per tenere esercitata la lingua straniera”.
Dopo il diploma di Assistente per le Comunità Infantili, Annamaria Aprea si è laureata in Pedagogia alla Cattolica di Brescia e si è specializzata nell’interpretazione del disegno dei bambini. Ha lavorato negli asili nido, nelle materne ed alle medie. Nel 1999, è passata alle superiori, a Crema. “Che dire? Il tempo è volato - afferma Annamaria, con un pizzico di malinconia nella voce - ho amato tanto la mia materia ed ho cercato di trasmetterla al meglio. Molti ex studenti – sottolinea con orgoglio - mi ringraziano tuttora. Quelli di quarta A sociosanitario mi hanno scritto una lettera commovente. Mi mancherà proprio tutto: i ragazzi, i loro strafalcioni, i colleghi, gli impegni. Ho trovato affetti sinceri e profondi, amici, che non dimenticherò mai. Non si può fare niente: per ciascuno di noi arriva il giorno dello ‘stop’. Bisogna lasciare spazio ai giovani, trovare obiettivi e strade alternativi. Sarà piacevole trascorrere i pomeriggi invernali con un buon libro e la mia gatta Cleo. Cercherò di rendermi utile in iniziative a vantaggio della collettività. Di sicuro – conclude con un sorriso - non mi annoierò”.
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