Nella serata di ieri è stata testata la nuova illuminazione monumentale del Palazzo Comunale.
Come già comunicato dal Comune nelle scorse settimane, è in corso un ampio intervento di riqualificazione dell'illuminazione pubblica dei monumenti nell'area di Piazza del Comune.
Il progetto, oltre al Palazzo Comunale, interesserà la Loggia dei Militi, il Battistero, la Cattedrale, il Torrazzo e le vie Baldesio, Gonfalonieri e Largo Boccaccino. L'intervento si svilupperà in più fasi e si concluderà entro la fine dell'estate.
Nei giorni scorsi è stata completata la nuova illuminazione del Palazzo Comunale. Attualmente si tratta di una configurazione provvisoria: nei prossimi giorni verranno introdotti alcuni accorgimenti tecnici per perfezionare l'intervento illuminotecnico e valorizzare ulteriormente l'edificio. Nel frattempo, i tecnici hanno ritenuto opportuno mantenere attiva l'illuminazione anche nelle notti precedenti agli ultimi interventi di dettaglio.
Conclusa questa fase, i lavori proseguiranno nelle vie adiacenti a Piazza del Comune e alla Cattedrale, con la riqualificazione dei corpi illuminanti che contribuiranno a valorizzare l'intera area.
"L'intervento di ripristino e riqualificazione dell'illuminazione monumentale del Palazzo Comunale - ha dichiarato l'assessore Luca Zanacchi - rappresenta un passaggio importante all'interno di un più ampio progetto di rinnovamento dell'illuminazione pubblica del centro storico e dei suoi monumenti, che sarà completato dopo l'estate. Un ringraziamento va all'Ufficio Illuminazione Pubblica ed Edison per il lavoro in corso".
commenti
Michele de Crecchio
7 aprile 2026 01:29
Periodicamente, raramente con risultati positivi, torna all'attenzione del Comune di Cremona (come, peraltro, anche di molte altre città) la delicatissima tematica della illuminazione notturna del centro monumentale. Personalmente dubito che anche questo tentativo (il terzo, o forse anche il quarto, al quale mi tocca di assistere perplesso) possa risultare esente dalle molte critiche e riserve che accompagnarono i precedenti tentativi. A mio personale, ma convinto, parere, resta, dopo decenni, ancora validissima la celebre critica affermazione, a suo tempo tanto efficacemente espressa dall'ottimo Guido Piovene, notoriamente contrario a tali spesso pacchiane innovazioni ("Anche i monumenti hanno diritto al loro sonno notturno...!). Anni orsono tornarono a sostenere tesi analoghe molti altri illustri uomini di cultura e buon gusto. Personalmente mi rimasero ben impresse, per la loro efficacia e durezza, sia le riserve espresse pubblicamente, pochi anni prima della loro morte, da intellettuali della qualità di Umberto Eco (che a Milano stroncò impietosamente l'illuminazione notturna del Castello Sforzesco, in prossimità del quale aveva il disagio di abitare, studiare e scrivere) e del nostro amatissimo concittadino Ferruccio Focher che, con una efficacissima immagine, paragonò l'effetto della nuova e violenta illuminazione al disagio che potrebbe provare un figlio devoto nello scoprire il volto amato della propria anziana madre deturpato da un trucco volgare o da una espressione sguaiata.
Naturalmente mi auguro che le infelici esperienze di un passato anche recente servano ad evitare la riproposizione al nostro centro monumentale di errori troppo gravi come quelli che tanto bene si evidenziavano soprattutto quando, nelle notti di plenilunio, la saggezza sperimentale di qualche appassionato operatore o qualche occasionale guasto tecnico facevano il dono singolare di restituire ai presenti l'incanto della illuminazione naturale.
Michele de Crecchio
7 aprile 2026 01:49
Mi chiedo se l'intervento in corso di realizzazione rispetti le dettagliate prescrizioni al proposito dettate dalla autorevole Commissione Ministeriale che, anni orsono, si era, con molta attenzione, occupata dell'argomento, ovvero se, come probabile, si tratti solo di esperimenti eseguiti per ottenere l'integrazione o la correzione delle precedenti indicazioni. Si sta, in particolare, tenendo conto del rischio di determinare un significativo e inopportuno incremento dell'inquinamento luminoso?
Anna L Maramotti Politi
8 aprile 2026 10:19
Premesso che condivido pienamente quanto scritto dall'Arch. Michele de Crecchio, mi permetto solo di osservare che presumo (sarò poi smentita?) che la Soprintendenza non sia stata interessata.
Se così fosse sarebbe una grave mancanza. Il tema dell'illuminazione costiutisce "aura" notturna al monumento ed incide sulla sua fruizione. Non dimentichiamo che i colori, la luce e la sua stessa intensità modificano significativamente la percezione.
Adesso non resta che invitare una sera chi ha il dovere/diritto di espirmere un giudizio: la Soprintendenza.
L'illuminazione costituisce certamente un intervento costoso, ma fortunatamente reversibile.