10 settembre 2026

Pizzighettone, sulla cascina diroccata interviene il sindaco Luca Moggi: "Ci stiamo muovendo per risolvere la situazione. Purtroppo i tempi della burocrazia non aiutano"

"Il Comune sta lavorando per risolvere la situazione": è il commento del sindaco di Pizzighettone Luca Moggi all'indomani delle preoccupazioni dei cittadini che, da mesi, chiedono una soluzione alla situazione di grave degrado della cascina Ronchi di via Virgilio a Roggione. I residenti, esasperati dalla presenza di topi, animali selvatici e, soprattutto, amianto in evidente stato di deterioramento, hanno contattato prima l'ente, poi Ats, ONA e Corpo Forestale, arrivando addirittura a paventare l'idea di un esposto in Procura. 

Oggi il primo cittadini Moggi prova a mettere ordine nelle carte e nelle tempistiche degli uffici comunali in questi ultimi mesi: "Personalmente, a me è arrivato ad aprile 2026 un sollecito a firma della signora Carmen De Leo, che chiedeva una risposta ad una prima segnalazione di settembre 2025, destinata all'ufficio tecnico. A quel punto abbiamo contattato ATS e abbiamo richiesto ai proprietari - secondo le prescrizioni di legge- di presentare una perizia ed una certificazione asseverata sullo stato di degrado dell'amianto presente nell'area. Da questa perizia del 27 maggio 2026 è emerso il forte stato di deterioramento e da lì è scattato l'obbligo per i proprietari dell'immobile di smaltire correttamente il fibrocemento entro 12 mesi".

Dunque ora la palla è nelle mani dei proprietari e, secondo quanto indicato dal sindaco, gli enti preposti e interessati (ATS sul piano igienico-sanitario e il primo cittadino in quanto responsabile della salute e sicurezza pubbliche) hanno agito secondo quanto in loro potere. Certo, forse i tempi avrebbero potuto essere un po' limati, trattandosi di una situazione in cui è presente amianto e quindi un concreto e severo pericolo per la salute, ma di certo la burocrazia non aiuta nel velocizzare: "Accetto e comprendo la critica dei cittadini sui tempi che sono sicuramente lunghi. Purtroppo alle responsabilità che abbiamo verso i cittadini non corrisponde un potere immediato di intervento" ammette Moggi.

Tornando al caso puntuale, cosa succederà se il prossimo 27 maggio 2027 la situazione non sarà ancora risolta? "Io sono confidente che la proprietà interverrà per la rimozione e la messa in sicurezza. In caso contrario, vigendo l'obbligo di rimozione, si configurerebbe un reato penale di tipo ambientale, per questo confido che venga tolto l'amianto".

E la speranza dei cittadini e dei residenti nelle vie limitrofe alla cascina è che non si attendano i 12 mesi prescritti per legge, ma che la situazione venga bonificata il prima possibile, in funzione dell'elevata pericolosità del materiale e della sua estrema volatilità. Auspicio condiviso, naturalmente, anche dal Comune e dal primo cittadino Moggi.

Michela Garatti


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