26 febbraio 2026

Il sindacato SULPL interviene sulla grave carenza di organico nella Polizia Locale di Cremona

Il sindacato SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) interviene sulla grave carenza di organico della Polizia Locale di Cremona nonostante in tanti si riempiano la bocca con la parola sicurezza.

"Il SULPL interviene con fermezza sulla situazione della Polizia Locale di Cremona, denunciando una gestione che, a fronte di continui richiami pubblici al tema della sicurezza, non sarebbe accompagnata da scelte concrete e strutturali.

Secondo il sindacato, la carenza di organico ha ormai raggiunto livelli preoccupanti. Pensionamenti, mobilità e assenze non sarebbero stati compensati da un adeguato piano di assunzioni, con ripercussioni dirette sia sulle condizioni di lavoro degli operatori sia sulla qualità del servizio reso alla cittadinanza.

“La sicurezza – evidenzia il SULPL – non può essere soltanto uno slogan. Se davvero rappresenta una priorità per l’Amministrazione, allora è necessario investire nel personale, nei mezzi e nell’organizzazione del Corpo”.

Il sindacato si chiede quale sia la reale visione strategica del Comune di Cremona in materia di sicurezza urbana. “Ad oggi – sottolinea – non risultano programmati interventi concreti per colmare la grave carenza di organico. Gli agenti in servizio stanno garantendo professionalità e presenza sul territorio, ma non possono essere lasciati soli a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti”.

Tra le criticità evidenziate vi sono turni gravosi, ricorso sistematico allo straordinario e difficoltà nel garantire un presidio capillare e continuativo del territorio.

Il SULPL chiede quindi chiarezza: sono previste nuove assunzioni nel breve periodo? Esiste un piano di potenziamento reale del Corpo? Qual è il modello organizzativo che l’Amministrazione intende adottare per affrontare le sfide legate alla sicurezza urbana?

“Alle dichiarazioni devono seguire i fatti – conclude il sindacato – perché la sicurezza dei cittadini e la tutela degli operatori non possono essere sacrificate sull’altare dei proclami”.


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