19 maggio 2026

Krylov virtuoso, istrionico e magico infiamma il concerto per Cremona al Museo del Violino

Krylov, il virtuoso. Krylov, l’istrionico. Krylov, il magico. Krylov: la quinta essenza del violinista. Colui che unisce l’antico sapore dell’artista romantico con le perfezioni contemporanee. E il concerto all’ interno dello Stradivari Festival ( di cui è unico artista residente) è stato il banco di prova di questa versatilità geniale che non fa mai mancare nelle sue performance artistiche. A partire proprio dalla sua vena solistica nel monumentale concerto numero cinque per violino e orchestra, del mito del virtuosismo Nicolò Paganini. Opera imponente con richiami quasi melodrammatici e sprazzi sinfonici  di ricordi beethoveniani. Sergej Krylov, anche nella veste da direttore, ne ha dato una lettura di grande profondità espressiva, non tralasciando nulla, ma proprio nulla,  della sua incontenibile capacità virtuosistica. Da perfetto manuale il complesso dialogo tra lo strumento solistico e l’ensemble orchestrale. Con il solista impegnato in preziosi ricami quasi belcantistici e l’orchestra chiamata a un ruolo ben più elevato rispetto ad un mero accompagnamento armonico. Davvero prodigiosa la cadenza del primo movimento. Caratteristiche che si sono rivelate anche in  “I like F.Schubert” per violino e orchestra composizione firmata da Vidmantas Bartulis . Sempre in doppia veste di solista e direttore, Krylov ha giocato magnificamente il doppio piano dei temi schubertiani del violino con la complessa armonia contemporanea degli archi. 

La morte e la fanciulla (versione per orchestra d’archi nella rielaborazione di Gustav Mahler) di Franz Schubert ha illuminato la quinta essenza di Krylov, il musicista. Un lieder prima. Un quartetto poi. E’ diventato un prodigioso pezzo per orchestra tra le prodigiosi mani di Mahler. Pur nella sontuosità da poema sinfonico e nel potente volume sonoro, Krylov è riuscito a mantenere contemporaneamente lo spirito intimistico della narrazione poetica  schubertiana e le ricercatezze concertanti mahleriane.

La Lithuanian Chamber Orchestra si è dimostrata complesso affidabile. Dal bel suono. Omogeneo. Gradevole in tutte le sezioni. Ottime anche prime parti soprattutto nel secondo movimento de La Morte e la Fanciulla

Esibizione elegante, applauditissima, realizzata grazie alla collaborazione di uno degli MdV friends, Trasmec a cui va un plauso meritato per questo Concerto per Cremona. 

Un trionfo.

Foto di Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


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